Intervista all’attrice Roberta Sanzò

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Roberta. E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Sembra scontato dirlo, ma veramente sin da bambina sognavo di entrare nel mondo dello spettacolo! E non avevo esempi in famiglia. I miei genitori sono sempre stati commercianti. Il mio gioco preferito erano le esibizioni, i travestimenti e le mie bambole erano tutte attrici. Anche nei temi di scuola, dal titolo “Cosa vuoi fare da grande”, la mia risposta era sempre la stessa. In realtà ero molto attratta dall’idea di fare la showgirl televisiva, infatti il mio idolo era Raffaella Carrà che imitavo spesso, ma appena ho messo piede sul palcoscenico la tendenza è stata quella di approfondire lo studio della recitazione, oltre al ballo e al canto.
Chi è Roberta Sanzò?

Semplicemente una professionista dello spettacolo con trent’anni di esperienza e fatica soprattutto sui palcoscenici. Di me stessa posso dire di non essere una sognatrice ma una lottatrice! Nel senso che spesso non possiamo fermarci a sognare se vogliamo realizzare qualcosa nella vita. Io ho dovuto inventarmi una strada da percorrere completamente sola. Tutto ciò che poteva dipendere dalla mia volontà l’ho sempre fatto e continuo a farlo. Ma nel percorso di un lavoro così difficile come il mio, spesso, sono gli altri che decidono per te. Si sa, un attore deve studiare, farsi trovare preparato, ma è una vita fatta di provini, audizioni, incontri.
Io ho sempre amato lo studio e, infatti, ho voluto anche laurearmi, ma solo dopo aver chiarito ogni dubbio sulle mie scelte di vita. Ho iniziato l’università con indirizzo spettacolo mentre già lavoravo ormai con continuità come attrice. Non è stato facile tra una tourné e l’altra. E la mia laurea con lode è stato uno dei momenti più belli della mia vita, perchè è dipeso tutto dalle mie forze e tutto l’impegno è stato ripagato. Cosa che non succede abitualmente nel nostro ambiente.

 

Roberta attrice, questo lavoro tocca il cuore?…e se si, come ci riesce?

Io sono molto emotiva, posso piangere per un bel ricordo, per una cosa passata, per un cane randagio. E questo lavoro è una tempesta di emozioni e sentimenti. C’è l’anima che dobbiamo dare al personaggio che interpretiamo, la nostra di anima che vive gioia, delusione, soddisfazione, paura. Sempre!

 

Recitare vuol dire anche riuscire a mettere a disposizione di un personaggio se stessi?

Io, personalmente, cerco sempre di non avere un approccio troppo coinvolgente con i personaggi che interpreto. Sono una sostenitrice delle teorie che prediligono l’attore lucido. Credo che, soprattutto in teatro, restare in parte se stessi è strategico. Dietro una macchina da presa, invece, l’immedesimazione consente una resa più efficace del personaggio. Ma è chiaro che c’è sempre molto di noi stessi e della nostra vita vissuta nell’interpretazione. Siamo “mercenari” delle emozioni vissute a servizio del successo.

 

Se dico “Roma nun…fa Accussì” tu cosa mi rispondi?

Una bella operazione teatrale che mi vede protagonista con Geppi Di Stasio e Sandro Scapicchio. Canzoni romane e napoletane, sketch , poesie, macchiette. Due tradizioni a confronto e una bella prova teatrale dove si recita e si canta dal vivo. Ha avuto molto successo e la stiamo portando avanti. Ci sono in ballo tanti progetti, sia per l’estate che per la prossima stagione teatrale, dove non mancheranno gli impegni con la Stabile del Teatro Delle Muse di Roma, con cui lavoro da anni, diretta dal bravissimo Geppi Di Stasio.

 

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Mi piacerebbe recitare in un film in costume dove ci si deve immergere, per forza, in una realtà che non ci appartiene, a differenza delle commedie moderne. Riguardo a ciò che escluderei, beh, tutto va valutato purchè sia professionalmente dignitoso, che non offenda il pubblico nella sua intelligenza. Non scordiamoci che questo lavoro si concretizza nel momento in cui c’è almeno uno spettatore, un essere vivente che fruisce di un messaggio. Sembra banale ma è la base del senso dell’esibizione. Lo spettacolo deve fornire per lo più svago e benessere, ma se è intriso di un messaggio culturale e di contenuti lo preferisco!
Si vive di rimpianti o di progetti?

Di progetti assolutamente si. Oggi la situazione è cambiata rispetto agli anni ’80 quando ho iniziato il mio percorso da attrice. Si vive molto di iniziative. La figura dei produttori o manager che scoprono talenti, a livello attoriale, è sempre più rara. Di rimpianti, almeno io non ne ho! Per me è tassativo che ogni scelta di vita viene fatta in un certo momento, in un determinato contesto e con una determinata esperienza. Se siamo consapevoli di questo è difficile avere rimpianti, purchè si decida sempre senza condizionamenti esterni. E poi non possiamo sapere se realmente una scelta diversa da quella presa sarebbe stata migliore! Nel nostro lavoro è troppo facile avere rimpianti, rischiano di diventare giustificazioni all’incapacità di vedere con la realtà.
La felicità per Roberta?

Le serenità, l’ordine, l’onestà, la precisione.

 

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

La mancanza di tutto ciò!

 

Cosa ti ha tolto la vita e cosa invece ti ha dato fino ad ora? … E nel tuo lavoro?

La vita mi ha tolto mio papà prematuramente 20 anni fa per una malattia e mi manca tanto. Ma mi ha dato anche cose bellissime come la capacità di apprezzare l’importanza fondamentale dell’affetto delle persone, della disponibilità verso chi ha bisogno e il valore dell’amore e dell’amicizia. Non ho mai trascurato questo aspetto col mio lavoro. Non sto dicendo che sono sempre a disposizione per il mondo ma ho talmente tanto da fare che, spesso, non riesco a frequentare gli amici come vorrei. Cerco in qualsiasi modo di essere presente e di manifestare l’importanza degli affetti e delle persone care perchè ne ho veramente bisogno. Nel lavoro, la vita, mi ha dato la fortuna di poterlo fare con continuità e questo  non è poco! Sono un donna che apprezza molto le piccole cose e non mi perdo il presente per offuscarlo da aspirazioni sempre maggiori nel futuro. Avere degli obbiettivi è fondamentale ma vivere solo rincorrendoli non è vita.

 

Quanto peso hanno per te le emozioni?

Le emozioni sono fondamentali, si vive di emozioni. Per me sono il senso della vita e, certamente, in questo lavoro non mancano…sia per un successo, per la riuscita di un progetto, per la paura del palcoscenico e del pubblico da affrontare. Forse sono anche troppe. L’importante è saperle controllare, altrimenti non si vivono, si subiscono. E non posso permettermelo.

 

Amare significa…?

C’è l’amore per il partner inteso come condivisione, rispetto, iniziativa sorrisi e gioia. E c’è l’amore in generale che, per me, è la linfa vitale di ogni gesto e ogni pensiero. E’ l’amore sfrenato per la vita, nel bene e nel male. E poi l’amore per il mio lavoro che, se non fosse forte, non si potrebbe fare al giorno d’oggi!

Roberta, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

 

Credits: Marco De Gregori

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

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Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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