Intervista all’attrice e scrittrice Romina Caruana

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Romina! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao, è un piacere anche per me. da bambina sognavo di ballare, di recitare e di scrivere. Sognavo di fare esattamente quello che sto facendo da adulta. Cerco di prendermi cura, più che posso, di quella bambina che è sempre con me. A volte mi ritrovo a pensare che semmai quella bambina avesse potuto vedere per un attimo come sarebbe stato il suo futuro, sarebbe esplosa di gioia, di felicità.

 

Chi è Romina Caruana?

Romina Caruana è una persona curiosa di capire i perché, curiosa di comprendere le dinamiche dell’essere umano, desiderosa di crescere e di capire che ci stiamo a fare qui, avida di conoscere culture diverse, religioni diverse, habitat diversi ma soprattutto credo che Romina Caruana sia una persona molto coraggiosa. Forte e vulnerabile al contempo. È una persona che si prende la responsabilità delle proprie scelte e le porta a termine. Romina Caruana è una persona che non è mai scesa a compromessi.

 

Romina attrice, Recitare vuol dire anche riuscire a mettere a disposizione di un personaggio se stessi?

Recitare è, prima di tutto, conoscere veramente bene se stessi. Doris Hicks, un’insegnante dell’Actor’s Studio, è solita dire che ci vogliono almeno dieci anni di training per diventare buoni attori. E, allo stesso tempo, io aggiungo che ci vuole tanta dedizione e coraggio per conoscere se stessi per poi trovare le connessioni idonee con il personaggio, che altro non è che la creazione di un altro essere umano. Di questo nuovo essere umano devi creare il modo in cui parla, il modo in cui mangia, dorme, sapere qual’è il suo colore preferito, quali sono le sue manie, le sue perversioni e il suo credo. E mille altre cose che possono essere totalmente diverse dalle tue…e questa la parte più interessante per un attore.

 

Romina attrice e scrittrice… due diversi aspetti dello stesso cuore? 

Mi piace questa domanda perché è la sintesi di come mi relaziono con il mondo esterno. Mi spiego meglio: giorni fa, passeggiando con una collega attrice nelle bellissime spiagge di Santa Monica, le raccontavo che il metodo che uso nella recitazione è esattamente lo stesso metodo che uso nella scrittura. Ovverossia, quando lavoro su un personaggio,  passo attraverso una serie di esercizi di memorie emotive che mi permettono di ‘sentire’ e ‘vivere’ in simbiosi con il personaggio. Allo stesso modo mi succede con la scrittura: entro nei luoghi che descrivo e nei personaggi che li animano con delle memorie emotive che altrimenti non darebbero quel senso di verità alla scrittura. e, quando preparo un personaggio da interpretare, scrivo tantissimo su di lei. Scrivo tanto come attrice e recito tanto come scrittrice.

 

Se ti dico “E’ solo un gioco di Anime”…cosa mi rispondi?

Che è la mia vita. Non soltanto perché è un libro basato su eventi veramente accaduti, ma anche perché, tutte le esperienze vissute attorno a “E’ solo un gioco di anime” appunto, sono motivo di gioia e di crescita continua per me. Grazie a questo libro è iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Mi rapporto in modo diverso con il pubblico, incontro persone straordinarie, ho la possibilità di confrontarmi continuamente con la verità delle persone che, altrimenti, rimarrebbe nascosta. Potrei scrivere un altro libro su ciò che succede attorno a questo libro ma, giuro, non lo faccio perchè il prossimo è di tutt’altro genere. Una commedia.

 

Quando nasce, come nasce, perché nasce questo libro? 

‘E’ solo un gioco di anime” nasce da un mio momento di sconforto e confusione totale, nasce dall’esigenza di capire che cosa dovevo fare con la mia vita scombinata e lontana da come me l’ero immaginata, appunto, da bambina. In quel momento vivevo a Roma e tutto il mio mondo sembrava essersi completamente bloccato in ogni campo: in famiglia, sul lavoro, nella vita privata, nelle amicizie e negli stimoli che quella città non riusciva più a darmi, dopo anni di fermenti positivi. L’unica cosa che mi era rimasta da fare era mettere insieme tutti i pezzi, tramite la scrittura, per comprenderne il significato generale e per capire quale fosse il mio scopo in questa esistenza. Ognuno ha uno scopo specifico, c’è chi cerca di comprendere qual è e c’è chi non se ne cura. Io volevo capire e così ho scritto “E’ solo un gioco di anime” di getto, in un torrido agosto romano. Non riuscivo a staccarmi da quelle pagine che fluivano quasi organicamente da luoghi nascosti dell’anima che non pensavo potessero affiorare così vividi. Poi, per mesi, non sono riuscita a rileggere quelle pagine da sola e ho chiesto a un attore di leggerle, pagina per pagina, per me. Io ascoltavo e lo interrompevo laddove necessitava una correzione.

 

La scrittura è una forma di terapia?

Può essere una forma di terapia, ma non se è da sola e se non è supportata da un’infinità di studi fatti a monte. Nel mio caso non è stato il libro a essere la mia terapia, ma piuttosto il mio spirito di ricerca profondo che mi ha portato a parlare a lungo con persone esperte in filosofia e sociologia. Ho contattato educatori, scienziati, terapisti, ho frequentato diverse religioni, ho studiato sull’autismo, sugli abusi e le manipolazioni invisibili nelle famiglie, ho discusso con esperti di ogni settore. Con istruttori di yoga, con veggenti e pensatori, volevo crescere ed evolvermi. E’ qualcosa che continuo sempre a fare e, credo, che farò ancora per molto. Il percorso fatto dietro le quinte del libro è stata la vera terapia e non il libro in sè. Il libro è il risultato che ha messo insieme i pezzi fino a quel momento e che, comunque, ha dato un ordine preziosissimo alla mia vita. Per me aver scritto “E’solo un gioco di anime’ è stato catartico più che terapeutico, nel vero senso greco del termine: “catarsi” come rito magico di purificazione. Mi è servito a pulire mente e corpo contaminati da forme-pensiero che non mi appartenevano più.

 

Quando si parla di autismo, di cosa si parla?… di cosa si dovrebbe parlare? 

Leggi “E’ solo un gioco di anime’ e lì trovi la risposta. Quando si parla di autismo dovremmo abbracciare e amare di più le famiglie che stanno attorno a questi angeli.

 

Quali sono i momenti speciali della vita che porti con te?

Uno in particolare è stato il riconoscimento del mio lavoro attoriale da parte di Susan Batson, un’insegnante di acting tra le più potenti al mondo. Lei è famosa ad Hollywood per essere ‘la coach che fa vincere gli oscar’. Per intenderci è l’insegnante di Nicole Kidman, Juliette Binoche e tanti altri. Avevo iniziato da poco a studiare acting con lei quando un giorno, durante un’esercitazione davanti a un pubblico numeroso di colleghi, ho fatto la mia performance e dopo aver finito è calato il silenzio in sala. Nessuno osava muoversi. Io volevo sprofondare e non riuscivo a capire il perchè di quel silenzio. Susan era seduta alla sua scrivania, di fianco al palco. All’improvviso Susan ha cominciato a battere le mani sul tavolo a ritmo sempre più incalzante, si alza e grida al pubblico: “applaudite”. Gli applausi e le ovazioni del pubblico si fusero con il ritmo incalzante delle sue mani che battevano sempre più veloci. Cominciavo a notare la commozione del pubblico finchè Susan gridò: ‘ecco cosa significa essere una vera attrice, com’è possibile che i registi italiani non ti abbiano ancora riconosciuta?… è da qui che si arriva all’oscar.’ Quel giorno è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Susan non soltanto aveva confermato il mio talento, ma è stata una fonte infinita di autostima, che continua ancora oggi e che mi ha permesso di trasferirmi in america senza mai indietreggiare un solo instante.

 

Esiste un modo per far sì che le cose cattive della vita non ci tocchino?

Si, assolutamente si. In California sto imparando tantissimo nel tenere sempre alto lo stato vitale e so che ci sono persone stupende che lo fanno anche in italia. E’ un metodo semplice: quello di benedire sempre tutto. Ogni giorno benedici il letto su cui hai dormito, i mobili della tua casa, benedici la colazione e il camminare per raggiungere i posti. Benedici il sole, il fatto che sei vivo e i sorrisi delle persone. Benedici tutto ciò in cui si posano i tuoi occhi, benedici chi ami anche a distanza. In questo modo, intanto, non attrai più la cosidetta ‘sfiga’ ma attrai solo le belle energie e quando capitano le disavventure puoi gestirle al meglio perchè la tua vibrazione è alta e non ti fai intaccare. Cosicchè tu diventi padrone della tua mente piuttosto che la tua mente padrona di te.

 

Le arti ( Teatro, Cinema, letteratura etc) tutte insieme, possono cambiare il mondo? 

Credo che ogni forma d’arte ha un effetto curativo sugli essere umani. Chi sa ascoltare l’arte in ogni sua forma, si nutre di bello, di meraviglia e di amore. Si arricchisce di nuove forme e scopre che, in fondo, l’arte nient’altro è che la stessa espressione di sè raccontata da un altro punto di vista. Ogni essere umano è un artista e può fare arte, perchè può dare. E l’arte è un donarsi.  Il grande insegnante e amico Michael Margotta ti risponderebbe ‘Assolutamente si.’ Io vorrei essere sicura come lui nell’affermarlo, ma ho qualche resistenza perchè l’arte non può lenire le sofferenze dei malati, l’assenza di persone venute a mancare o i bambini africani che muoiono ancora di fame.

 

Le emozioni sono tutto ciò che abbiamo?

No. Se vivessimo di sole emozioni perderemmo il contatto con la pragmaticità della vita che è altrettanto necessaria. Per ciò che mi riguarda, la cosa più importante è la consapevolezza più che le emozioni. Chiaramente adoro le emozioni, sono profondamente romantica e vivo di vibrazioni. Cerco sempre di stare con i piedi per terra e di ascoltare il significato intrinseco delle cose, che è la vera natura delle cose e che ti da la consapevolezza delle stesse.

  

La felicità per Romina?

La felicità per me è essere grata prima ancora di ottenere le cose. E’ la sicurezza che, finchè condurrò la mia vita mossa da quell’ entusiasmo che mi ha insegnato mio fratello affetto d’autismo, io saprò sempre essere felice. Non ho mai conosciuto in vita mia una persona che ami la vita come la ama lui. Per me la felicità è guardare il mondo come lo guarda lui. Il suo mondo è senza pregiudizi, un mondo di amore incondizionato e di apprezzamento per ogni piccola gioia che non è data mai per scontata.

 

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Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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