Intervista all’attrice Valentina Principi

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

 

 

 

Ciao Valentina! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. I tuoi sogni da bambina?

«Salvare il mondo» credo sia la risposta più completa. Avevo un grande senso della giustizia e lottavo contro ogni tipo di prevaricazione inflitta ai più deboli. Non ho mai sopportato l’arroganza e la spocchia di chi crede di potersi permettere di offendere gli altri in virtù di una qualche presunta superiorità: l’essere più bello, più forte, più ricco, più intelligente, più sportivo eccetera eccetera…

 

Chi è Valentina Principi?

Forse è ancora quella bambina che si scioglie davanti alle richieste di chiunque sia in difficoltà.

 

Valentina attrice, l’hai scelto tu?… oppure il destino lo ha fatto per te?

L’ho scelto io. Decisamente. Il destino e la mia famiglia mi pensavano altrove. Non dirò che passavo per caso davanti ad una sala casting e mi hanno notata o che un regista famoso in coda alla cassa del supermercato sia rimasto folgorato da quello che gli trasmettevo. Mi iscrissi semplicemente al corso di teatro del mio liceo con un’amica, ero al penultimo anno, e mi innamorai della recitazione. Così ho deciso di approfondire gli studi e mi sono diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Penso che non ci si debba improvvisare attori e che un artista, anche con del talento innato, senza studio non sboccerà mai.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

E’ una bella domanda questa. Sicuramente si parte sempre da se stessi per interpretare un personaggio e si prova a restituire una verità di vita attraverso il proprio corpo e il proprio modo di pensare. Ci si fa attraversare dalle emozioni di un personaggio, mantenendo sempre quel brillio di coscienza che permette di essere attori vigili. Dall’altra parte il bello della recitazione è vivere vite completamente diverse dalla propria e sperimentare, di conseguenza, emozioni sconosciute ed estremamente eccitanti.

Recitare è un modo per sentirsi liberi?

In un certo senso sì. La possibilità di essere chiunque annichilisce del tutto la possibilità di giudizio e relativo pregiudizio sul mondo. Si è davvero liberi quando si guardano le cose per quello che sono e non per quello che vogliamo che siano.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Penso che nessuna proposta di lavoro, pulita e attinente la mia professione, sia da scartare tassativamente e a priori. Certamente il sogno è partecipare ad opere cinematografiche e spettacoli teatrali che, da spettatrice, mi terrebbero attaccata alla poltrona ma non penso che, in questo periodo storico, si possa fare molto i difficili, visto il poco lavoro che il sistema offre. Per quanto riguarda il cinema mi piacerebbe molto lavorare con Virzì, Ozpetek o Nanni Moretti; mentre tra i giovani seguo con interesse Matteo Rovere, Sydney Sibilia, la coppia Botrugno-Coluccini e il meno conosciuto Aronadio.

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa alla vita. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno tolto alla tua vita?

I miei traguardi mi hanno regalato emozioni, tante. Mi hanno regalato una maggiore fiducia nelle mie capacità, hanno mitigato la mia timidezza, mi hanno dato la possibilità di viaggiare, di creare nuove amicizie, conoscere persone molto interessanti che, viceversa, non avrei mai incontrato. Mi hanno allontanato, invece, dalla mia famiglia e dalla mia città d’origine e, ogni tanto, ne sento la mancanza.

Di cosa sono fatti i sogni?…tu ne hai tanti?

Io sogno molto, ad occhi aperti. Sono un’inguaribile romantica e mi piace fantasticare. Penso che i sogni siano una risorsa di inestimabile valore, siano il nostro appiglio nei momenti di difficoltà, il rifugio intimo di ogni giorno che non è andato come vorremmo. Chi è capace di sognare ha una lettura del reale diversa, poetica possiamo dire, perché riesce sempre a vedere al di là.

C’è qualcosa che ti fa paura?

«Sbagliare» mi fa molto paura. Sto imparando pian piano che dall’errore nascono le cose più sorprendenti e che la perfezione non è esiste, per cui non ha senso affannarsi tanto per raggiungerla.

La felicità per Valentina?

La felicità per Valentina è godersi i singoli attimi, stare nel momento: in un tramonto, in un abbraccio, in una parola sussurrata all’orecchio. Felicità è la capacità di fermarsi a guardare cosa ci succede e imparare a goderne davvero.

 

Grazie Valentina per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e la tua carriera.

 

Follow Me

Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
Vito
Follow Me

Latest posts by Vito "Nik H." Nicoletti (see all)

Vito "Nik H." Nicoletti

Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. Allievo esperto di Kung Fu

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

venti − 19 =