Intervista all’attrice Valentina Sorice

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Valentina! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao, il piacere e l’onore è tutto mio. Grazie per il vostro tempo speso per me e per quello che dedicate all’arte. Ora tuffiamoci nel passato.
Da bambina passavo le giornate dalla mia vicina di casa, in una specie di fattoria, scalza e in mezzo agli animali per i quali ho sempre provato uno smisurato amore e affinità. Per questo il mio sogno era quello di fare la veterinaria…ma poi guardavo in tv le puntata di “Topazio” e volevo diventare Grecia Colmenares, indossavo il mio Tutù rosso ed ero indecisa se diventare la Cuccarini o Heather Parisi!…eheheh che bei ricordi. 

 

Chi è Valentina Sorice?

Valentina è un’anima solitaria che trova la pace meditando tra gli olivi o camminando, con le sue cagnoline, in collina o sull’argine di un fiume… ascoltando l’acqua e raccogliendo sassolini a forma di cuore.
Valentina è una bambina curiosa che osserva tutto. Ribelle, fragile, vulnerabile, bisognosa di attenzione e di amore.
Valentina è una donna forte, polemica, passionale, irrequieta, ambiziosa e che sogna attaccata al finestrino di un treno.
Valentina è un’attrice in costante ricerca, che scava dentro di sè, che gioca e poi si fa male…ma che, alla fine, trova la sua dimensione recitando. Valentina è una combattente che lotta da sempre, soprattutto contro se stessa. Valentina è contraddittoria, non è mai la stessa.

Valentina attrice, questo lavoro tocca il cuore?…e se si come ci riesce?

Questo lavoro tocca tutto, ti entra nelle viscere e diventa la sola cosa che desideri fare. Ci riesci perchè te ne innamori, diventa un’esigenza che ti spinge a una profonda ricerca, a un enorme lavoro su se stessi, disciplina, solitudine, sfida, voglia di tuffarsi nella vita di qualcun altro, di creare una magia, di emozionarsi e fare emozionare.

 

Recitare è un modo per raccontare storie, personaggi, stati d’animo?

Ovvio…siamo un canale in connessione tra il personaggio e lo spettatore. Si prende una una vita, un sentimento, una verità, la si elabora e la si restituisce. Lo scopo è questo…trasmettere un vissuto da cuore a cuore.

L’anima di Valentina è nascosta anche in un personaggio che interpreta?

L’anima c’è… perchè c’è sempre un gancio, qualcosa che risuona in me. Quella vita entra dentro di me ed anche io entro in quella vita.
Ci sono attori che riescono a lavorare soltanto con la tecnica, io ci provo ma non ci riesco…allora mi tuffo totalmente con empatia, con tutta la mia sensibilità in quella vita, in quei sentimenti, divento maniacale nel sentire tutto il vissuto e toccare quella verità..non nego che spesso mi faccio del male.

 

A quali lavori stai partecipando?…ci sono progetti futuri?

Si, ho un progetto che mi sta molto a cuore. E’ tratto da un libro ed è l’autobiografia di una donna Borderline vittima di violenza domestica, drammi familiari solitudine, anoressia, bulimia che, però, ha sconfitto l’oscurità e che oggi è la Responsabile del rifugio segreto “I-Care”, l’associazione Italiana di supporto vittimologico. E’ una donna che ha reagito al dolore grazie alla sua forza e al suo coraggio, è un invito alla speranza per quanti sono chiusi nel labirinto della sofferenza. Aggiungo che, per quanto sia difficile interpretare questo personaggio, ne sono davvero onorata e ringrazio l’autrice per avermi voluta.

 

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

In quest’arte tutto mi incuriosisce, tutto mi sorprende, tutto mi attrae e non c’è niente che non farei. Quello che vorrei tanto è essere scelta e diretta da alcuni registi che mi piacciono molto e che hanno completamente stile e tempi diversi.

Un pregio e un difetto di Valentina?

Mi ritengo, senza dubbio, una persona affidabile e leale, pregi che oggi riscontro più unici che rari. Grazie alla formazione Accademica di Studio Cinema ho imparato la disciplina che ritengo essere una grande qualità, specialmente nel nostro lavoro. Devo, in particolar modo, ringraziare la mia Direttrice Artistica: la Dottoressa Emanuela Morozzi che mi ha seguita, fatta crescere e supportata in tutto il mio percorso artistico. A lei devo veramente tanto.  Difetti?…tanti. Sono poco riflessiva, poco tollerante, lunatica, diffidente…e poi e poi.

La felicità per Valentina?
La felicità è una canzone cantata a squarciagola in autostrada!

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Mi fa paura l’ignoranza e mi fa paura fidarmi delle persone.

 

Senza i sogni non si può…(continua tu)

…crescere.  Senza sogni non c’è evoluzione, i sogni ci spingono ad essere migliori.

 

Grazie Valentina per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e la tua carriera.

Vito
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