Ciao! Benvenuti su Voce Spettacolo. Finlamente è uscito il secondo singolo CIRCOLOCO. Come è stato vissuto il periodo di lavoro al nuovo disco MALACRIANZA?

BYAR: è stato un periodo intenso durante il quale si è lavorato duramente per la realizzazione di questo progetto.

SCIARRO: L’ho vissuta molto bene. E’ stato un periodo di grande crescita personale, sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista umano: mentre scrivevo sentivo l’importanza delle storie e dei concetti che descrivevo, sentivo il peso di ogni parola su degli argomenti delicati. Mi ci sono immerso ed è stato importante, poi lavorare con Byar e Venk è stato piacevole e ha reso meno faticoso sopportare i momenti più intensi.

La tua visione del mondo musicale italiano ed estero…

BYAR: sicuramente la scena italiana sta crescendo e sta valorizzando dei talenti e delle sonorità che anni fa non erano neanche tenute in considerazione. Sarà interessante vedere questa evoluzione e dove ci porterà

SCIARRO: In Italia stiamo vivendo una parentesi di musica brutta e inutile -copiata da artisti esteri-, fine a se stessa anche se è da ammettere che è funzionale (parlo del mainstream commerciale). Per fortuna a mio parere c’è sicuramente chi è un valido artista degno di questa parola nel panorama italiano e punto tutto su quei pochi nomi che ritengo validi per il futuro. Per quanto riguarda l’estero credo che stiano uscendo delle cose incredibili, soprattutto negli U.S.A, a partire da Childish Gambino fino a Katy Perry. L’unica cosa che difficilmente mi va giù è l’avanzata inesorabile del reggaeton, ma sono gusti personali.

La tua giornata ideale…

BYAR: un buon caffè al mattino, e una sessione produttiva in studio per poi divertirsi la sera

SCIARRO: Sveglia a quando capita, il caffè come so fare io da buon napoletano (a qualsiasi ora del giorno e della sera), ascoltare musica, suonare, buon cibo e uscite serali senza un ordine preciso, il tutto preferibilmente in compagnia e con tante risate

Quanto è difficile questo lavoro in Italia?

BYAR: sicuramente è più difficile di altri. Tutto ciò che ne deriva è frutto del tuo lavoro ma bisogna sudare tanto prima di raggiungere i propri traguardi

SCIARRO: Quello del rapper? Fin troppo facile: basta saper andare a tempo e a volte nemmeno… Quello del produttore invece è più arduo: devi saper fare la tua musica senza allontanarti dall’immaginario comune e bilanciare con sapienza le idee personali con quello che le persone si aspettano di sentire.

Cosa chiedi al RAP?

BYAR: assolutamente niente, è giusto che si creino delle correnti con forme d’espressione e contenuti diversi. E’ da qui che poi nascono delle cose veramente interessanti.

Hai mai pensato di mollare tutto?

BYAR: no, non credo. Più che altro di dedicarmi ad altro ma rimanendo sempre nel mondo della musica. Di mollare tutto mai.

SCIARRO: Mai. Essendo un qualcosa che faccio prima per me stesso e poi per gli altri mi appartiene e lo faccio a prescindere.E’ una domanda difficile. Ho iniziato a scrivere in un periodo dove farlo è stata una via d’uscita, quindi in realtà il rap mi ha già dato molto. Però una villa con piscina non mi dispiacerebbe. Se gli va.

Quanto conta la formazione artistica?

BYAR: conta la consapevolezza artistica. Bisogna avere chiaro in mente ciò che si fa anche se un pizzico di imprevedibilità e di follia ci vuole sempre.

SCIARRO: Ormai più nulla. ‘Sai cantare? Vai, sali sul palco che al resto pensiamo noi!’. E invece secondo me è fondamentale perché se vuoi fare musica devi sapere cosa è stato fatto, comprenderlo e assimilarlo per poi produrre il tuo.

Meglio il live o lo studio di registrazione?

BYAR: sono situazioni diverse. L’adrenalina dei live o le ore in studio a produrre. Una buona dose di entrambi non fa mai male.

SCIARRO: Io sono uno di quelli che prima di salire sul palco è in super agitazione ma una volta col microfono non vorrebbe scendere più perché amo la risposta del pubblico e sentire l’energia. Però la fase di registrazione, vedere e ascoltare le canzoni prendere forma è la sensazione che preferisco di più anche se mi dà meno gioia rispetto al live.

La tua passione ti ha portato ad oggi… ma cosa ti aspetti dal futuro?

BYAR: sinceramente non ci penso. E’ importante continuare a lavorare a testa bassa senza lasciare mai la propria strada.

SCIARRO: Mi aspetto di vivere tante esperienze per poter rendere sempre migliori i miei testi, mi aspetto di conoscere tanti artisti interessanti con cui scambiare opinioni e mi aspetto che i sacrifici fatti vengano ripagati. E la villa con piscina. Sentivo di stare facendo qualcosa di utile e di maneggiare delle parole delicate. Quello che ho e ho trasformato la mia presa di coscienza nei versi che vogliono trasmettere la stessa cosa.

 

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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