di Giulia Aramà.

 

Ciao Thiago! è un piacere intervistarti ! Cominciamo.. cosa volevi fare da grande?

In primis grazie per l’opportunità di essere nel vostro blog. Ci ho pensato un po’ per risponderti. Devo essere sincero perché quando ero bambino non avevo il classico sogno: cosa vuoi fare da grande? Ma volevo avere e parlavo tanto che la volontà di avere qualcosa era maggiore dell’essere realmente qualcosa.

Quando hai veramente capito che volevi entrare nel mondo della musica? 

Sono nato e cresciuto in Goiania, la musica è entrata nella mia vita ancora quando ero adolescente, montai una band di rock con amici . Successivamente cominciai a lavorare con alcuni compagni che ammiravo molto nella mia città. La band si chiamava Cout Down e fu il primo passo per entrare nel mondo della musica, anche se allora forse non ne avevo molta coscienza, ancora oggi posso dirlo! Fu quello il momento decisivo. Quella band mi fece conoscere luoghi, persone, uscii dalla mia città , pensavo forse che non ne sarei mai uscito , non avevo soldi, e tutto questo fu molto importante , molto figo direi. Mi spostai cosi’ a Brasilia dove feci parte di quella che chiama “famiglia” ovvero la mia odierna band Ataque Beliz. Questa fu sicuramente la più’ grande soddisfazione che mi spinse ancora di più’ a voler entrare nel mondo della musica. Nuova conquista e nuovi obbiettivi!

Raccontaci un po’ del tuo stile.

Il  mio stile? beh è un mix di vari stili, l’essenza è la musica black.

La piu’ grande soddisfazione della tua carriera? 

La piu’ grande fu di dividere il palco con persone che ammiro e oggi posso dire che con queste persone ci sono diventato amico.

Cos’è la musica per te?

La musica per me è qualcosa di estremamente naturale e semplice. E’ vita! Siamo il riflesso di quello che viviamo,sentiamo e la musica è il risultato di questo. Saper trasformare gli insuccessi in qualcosa di positivo è il miglior modo di trarre il meglio dalla vita!

Hai avuto momenti di sconforto, di tristezza nel tuo percorso? se si hai pensato di abbandonare la carriera?

Pochi mesi fa il mio pensiero era di smettere tutto. A volte in realtà questo pensiero mi perseguita, penso che sia dovuto alla difficoltà e alle ansie di questo mestiere e anche riguardo le difficoltà finanziarie.Ma ho buoni amici vicini che mi” illuminano” e mi confortano. Si va avanti! Resisto.

Ti ricordi la prima volta che hai lavorato come musicista? 

La prima volta che ho lavorato come musicista fui quando lavorai con una band di pagode( stile di musica brasiliana) della mia città

L’importanza della formazione artistica… perché e come…

Quello che posso dirvi è : studiate sempre, con coraggio e con metodo. Sicuramente nel mio caso aver partecipato a diversi progetti, cantare nuovi e diversi stili mi ha permesso di aver maggior sicurezza per quello quello che amo. Non esiste altro cammino. Dedicati al massimo a quello che fai, senza risparmi.

La cosa piu’ segreta di te… 

Molte persone non sanno tante cose di me, parlo poco. Ma vi dico che non mi piace la carne di tacchino! (ride)

Riesci a resistere alla pressione che questo lavoro comporta? 

Si. Ci si abitua. Per forza!

Se la tua vita fosse una musica quale sarebbe? 

Sarebbe il brano Solidão (Solitudine) di Sandra de Sá. Viviamo in un’era di solitudine. In molte aree. Vi riporto un verso: Solidão, da um tempo e vá saindo!  Que solidão que nada você vem na hora errada.

Come immagini il tuo futuro?

Non ho un’immaginazione del mio futuro e forse ho piu’ desiderio. La mia ricerca è adesso… è ora. Il desiderio è la mia conquista dell’essere vivi.

Progetti futuri? 

Sto lavorando al mio disco che uscirà presto… con tante novità…

 

Quem Foi – https://www.youtube.com/watch?v=x_HWgLxjHCE

 

Walter Nicoletti
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