Intervista con il cantautore. Paolo Irene

Paolo Irene è un cantautore che vive a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. La sua è una carriera artistica che merita il giusto riconoscimento, considerata la sua grande umanità e professionalità. Ma Paolo non si dedica soltanto alla musica. La sua vita, infatti, si alterna tra palcoscenico e architettura. Noi di Voce Spettacolo abbiamo incontrato il mitico cantautore-architetto materano e abbiamo così ricevuto il privilegio di potervi raccontare, nell’intervista che segue, il suo straordinario percorso artistico.

Un gesto che per noi tutti ha certamente un significato non trascurabile.

Grazie di cuore Paolo!

 

 

Ciao Paolo! Benvenuto su Voce Spettacolo. Iniziamo dalla prima domanda. La tua è una carriera costellata di successi, ma anche di tanti sacrifici. Un grande artista materano come te cosa spera di fare ancora per la Capitale Europea della Cultura 2019?

Sicuramente continuerò a vivere a Matera per sviluppare nella mia città l’intero progetto musicale. Adesso si può sfruttare la rete, per cui è molto più facile diffondere la propria arte ed i propri lavori restando a casa. Anche se ho vissuto un periodo a Napoli per l’università, Matera è sempre nel mio cuore.

Passiamo al tuo ultimo lavoro…

Il 5 giugno 2016 uscirà il videoclip del mio ultimo brano “Macchina Veloce” che vede la partecipazione del caro amico Rocco Papaleo. Presenterò un mini disco che includerà tre brani, di cui due inediti, (Fammi Ricordare ed una cover di Arturo Testa). Nel mese di settembre, poi, è prevista l’uscita dell’album che conterrà ben sette inediti e due cover.

La tua passione per la musica credi sia innata?

Assolutamente si. Sin da bambino cantavo Gioacchino Rossini. Ascoltavo tanta musica classica. All’età di 12 anni ho iniziato a suonare la batteria da autodidatta. Successivamente ho iniziato a cantare la musica popolare. Così è nata la Band raggae “Sasso Rosso”, fondata con i miei amici. All’epoca non mi esibivo, contribuivo a scrivere i brani.

Come è scattata la scintilla? Il passaggio a Frontman…

A quel tempo cantavo per strada e già riscuotevo un enorme successo. Poi un giorno, in occasione di un matrimonio di un mio amico, ho cantato in pubblico. Standing ovation. Una grandissima esperienza. Mentre frequentavo l’università, mio zio Francesco Paolicelli, chitarrista e bassista, insieme a Mirco Macina, mi hanno invitato a cantare. Per farla breve, hanno costruito il gruppo “La Yazza” pensando alle mie doti artistiche.

Allora Paolo Irene cantante nasce per destino?

Esatto. Perché sono stati gli altri ad invitarmi ad esibirmi. Il gruppo “La Yazza” ha provato la scaletta per due mesi senza la mia presenza. Hanno costruito gli arrangiamenti pensando alle mie caratteristiche. Il primo anno abbiamo realizzato ben 50 date in molte piazze. Un successo inaspettato. Successivamente, ci sono state evoluzioni, cambi di musicisti, mi sono fermato per un paio di anni. Poi ho ripreso con un’altra band con l’onnipresenza di mio zio. Abbiamo svoltato per il live acoustic.

Ti sei formato artisticamente sul palco.

Ho imparato a cantare negli anni. L’esperienza conta molto. Con il progetto in acustico ho avuto la possibilità di poter affinare le mie doti vocali. Ed ora siamo arrivati a Rocco Papaleo, con il quale abbiamo omaggiato il pubblico materano attraverso una indimenticabile Jam Session a Matera, presso il locale Area 8.

La gavetta è sicuramente servita…

La gavetta è fondamentale per un artista. Dopo anni di live, si esce formati, con basi solide,
con un repertorio vasto e con caratteristiche tecniche svariate. Ho avuto la fortuna di non essere entrato in scena prematuramente. Quando questo accade, il passo per il tracollo è breve…

La tua considerazione sui talent?

A mio avviso deve andarci chi non ha nulla da offrire. Al contrario, chi ha delle basi, competenze e qualità artistiche può evitarli. Nei talent chi possiede arte viene bruciato. È necessario fare un’ascesa graduale, come tutti i più grandi artisti. I più grandi sono sempre partiti da un pubblico di dieci persone per poi arrivare a migliaia. Solo in questo modo si può rimanere in alta quota. Per non precipitare.

Rocco Papaleo ti da ottimi consigli…

Un grande artista come lui dà ottimi consigli su come affrontare il pubblico e come comportarmi sul palco (e fuori dal palco). Il vero segreto, per lui, è sapersi contenere. Quando si possiede una dote vocale, essa va mostrata, mettendo da parte le gestualità fisiche. Siamo amici da oltre quindici anni. Accetto i suoi consigli e continuerò a farlo anche per la profonda stima reciproca che ci lega.

Prossimi appuntamenti?

Ho realizzato il videoclip con Rocco anche per esportare il progetto in tutt’Italia. A seguito della Jam Session ho ricevuto diverse proposte che sto valutando. Ci sarà certamente la presentazione del videoclip a Matera. Abbiamo volutamente scelto la nostra terra, evitando Roma. Perchè Matera… è sempre Matera!

 

Noi di Voce Spettacolo auguriamo a Paolo Irene i migliori successi.

 

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PHOTOGALLERY

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(Credits Foto Live Paolo Irene – Rocco Papaleo: Francesco Giase | Credits Foto Paolo Irene: Antonio Sansone)

 

VideoClip FAMMI RICORDARE

Walter Nicoletti
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