Intervista con Claudio e Diana, Ambasciatori della Posteggia Napoletana

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Benvenuti Claudio e Diana. E’ un vero piacere ospitarvi sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambini cosa sognavate di fare?

DIANA: Grazie innanzitutto, Vito. Ero una bambina iperattiva e mi appassionava qualsiasi cosa fosse “movimento”, dunque molto l’attività fisica, ma la musica ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Sognavo di diventare un’adulta felice, realizzata e, forse, non avevo il coraggio di ammettere che avrei voluto vivere di musica, sembrava un sogno troppo grande.

CLAUDIO: Grazie a te, Vito, dell’ospitalità. Sono stato un bambino creativo e mi piaceva molto fare attività dinamiche. Non ho mai amato la sedentarietà e adoravo giocare a Tennis da tavolo, cosa che faccio ancora oggi, ma prima di tutto e più di tutto, amavo la musica.

 

Chi è sono Diana e Claudio?

DIANA: Sono una “diversamente ragazza” di 52 anni, musicista, cantante, moglie, zia, figlia, madre di splendidi pelosetti, donna felice del percorso che mi ha portato fin qui.

CLAUDIO: Sono una persona allegra, solare, estroversa e molto curiosa.

 

Diana cantante nasce per caso o il destino lo ha deciso per te?

Come mi capita di dire ogni tanto e vale anche per Claudio, credo che i miei genitori ci abbiano generato con sangue e musica nelle vene. Si narra che, fin dall’età di 2 anni, andassi a seguito di una coppia di miei giovani zii, ( la classica candela) e li “deliziassi” seduta sul sedile della 550 con brani dello Zecchino d’oro. Dunque, nei progetti di mia madre, sarei dovuta diventare una cantante lirica e, così, a 6 anni mi portò da un’insegnante che, reputandomi troppo piccola per iniziare, le consigliò di farmi studiare Pianoforte. Direi che la carriera di musicista è iniziata per caso, quella di cantante è nata con me.

…e Claudio cantante, invece, nasce per caso o il destino lo ha deciso per te?

Il destino ha, innanzitutto, voluto che incontrassi Diana e, doppia fortuna, che amassimo entrambi la musica. Sin da bambino mi sono dedicato prima a suonare la batteria e poi la chitarra… e cantavo. Il destino ha sicuramente dato una mano grande, permettendo che la mia passione diventasse il mio lavoro.

 

Diana, la musica è un veicolo molto potente che, legato ad un testo, può provocare tante sensazioni. Secondo te attraverso la musica/le canzoni si può raccontare la vita?

Noi abbiamo sempre ritenuto che la musica fosse un veicolo potentissimo per amplificare tematiche importanti ed arrivare al cuore, anche di chi, con altri mezzi, non sarebbe raggiunto. Proprio per questo, nel nostro percorso, abbiamo dato vita a video dedicati a temi che ci stanno particolarmente a cuore. Sono nati così: “Terra mia”, dedicato alla Terra dei fuochi ed alla nostra Terra in generale, video per il quale abbiamo avuto una straordinaria partecipazione del popolo della rete che si è fotografato per noi con la mano sul cuore, in difesa di una Terra o di una causa, dando vita ad un’emozionante manifesto d’amore e libertà. A questo video ne sono seguiti altri: “’A città e Pullecenella” è interamente girato nel Museo di Pulcinella per farlo conoscere e valorizzare, “‘A pizza” è dedicato a un alimento divenuto patrimonio dell’umanità, “Amaro è ‘o bene”è un video documentario dedicato al tema del femminicidio e ‘O surdato ‘nnammurato” è dedicato al tema delle guerre, video la cui regia è stata curata da Duccio Forzano, un privilegio immenso ed un regalo enorme.

 

Diana, come quando e perchè nasce questa vostra avventura (ClaudioeDiana)?

La nostra avventura musicale nasce quando, un giorno, un amico mi disse: “ Diana, ci sarebbe da fare una tournèe con il cantante Pupo ed avrei bisogna di una tastierista-corista, vorresti venire?”. Pupo era all’apice della sua carriera e la proposta sembrò allettante ed entusiasmante. Claudio si mostrò subito poco propenso a che io facessi, da sola, questa serie di date. Il mio amico, allora, trovò una soluzione perfetta: Claudio suonava la batteria e gli propose di seguirci come percussionista. 40 serate che ci hanno forgiato e, soprattutto, fatto capire che quello avremmo voluto fare. Così, alla fine di questa esperienza, siamo diventati un duo “Note mediterranee” e da lì tutto è partito.

Quanto c’è di Napoli in Claudio?

Noi siamo salernitani, ma abbiamo sempre “respirato” la napoletanità fino ad assorbirla e farla nostra. In me c’è molto di Napoli: il romanticismo, la passione, la carnalità, l’amore per le tradizioni e le proprie radici.

 

Diana, se dico “Posteggia” tu cosa mi rispondi?

Innamorata! Io sono innamorata di questo meraviglioso repertorio musicale, fatto di brani con testi irripetibili e melodie inimitabili. Un mix di tradizione ed eleganza che cerchiamo di portare avanti con il massimo rispetto, senza stravolgere questi capolavori musicali ed aggiungendo solo tutto il nostro cuore. Un genere musicale itinerante, in acustico, che ti regala il privilegio di esibirti a stretto contatto con le persone, avvicinandoti, senza la freddezza dell’elettronica e che ti regala emozioni indicibili che riceviamo e cerchiamo di trasmettere.

Claudio, questo lavoro tocca il cuore?…e se si come ci riesce?

Questo lavoro, e in particolare il repertorio che proponiamo, hanno una peculiarità unica: il contatto ravvicinato con le persone. Noi lo abbiamo capito nel momento esatto in cui abbiamo scoperto, per la prima volta, questo repertorio. Era il momento del massimo sviluppo dell’elettronica. Diana suonava con due tastiere e, durante una serata, un signore si avvicinò chiedendoci di dedicare una canzone alla moglie, vicino al tavole e senza il microfono. A noi parve una cosa alquanto bizzarra e, pensando a come fare, decidemmo di andare con la chitarra. Alla fine del brano, le lacrime di commozione che rigavano il volto della signora ci fecero capire che quello avremmo voluto fare, che era il momento di fare un balzo avanti e ritornare alle origini.

 

Diana, l’inseguire la tua passione per la musica cosa ha tolto alla tua vita e cosa invece ha dato fino ad ora?

Tolto pochissimo. La cosa principale, forse l’unica che mi viene in mente, è il non poter coltivare le relazioni familiari e le amicizie soprattutto nei giorni festivi, giacchè il sabato, la domenica, durante le festività, quando le persone si riuniscono, o escono, noi lavoriamo. Mi ha dato, invece, la vita che avrei voluto e, soprattutto, la gioia di poterla condividere con Claudio.

 

Claudio, se dico “Ultimi romantici” cosa mi rispondi?

Rispondo…speriamo di non esserlo, anzi, ne siamo sicuri. Ultimi romantici è il titolo della nostra biografia, scritta da Luigi Coppola e con la prefazione di Tony Esposito, nella quale ci raccontiamo nei nostri primi 30 anni di attività e nei 35 di vita insieme. “Romantici” perché siamo immersi in un mondo d’amore. Pensa che portiamo ancora avanti la tradizione delle serenate, quelle che si fanno sotto al balcone dell’amata, nella sua forma più pura ed originale, con chitarra, mandolino e voce. Un momento di emozione e romanticismo allo stato puro.

 

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escludereste in modo tassativo e quella che invece vi piacerebbe fare che non avete ancora fatto?

DIANA: Le proposte lavorative sono tutte da accogliere con il massimo della gioia. Escluderemmo situazioni in cui sappiamo che ciò che facciamo non sarebbe apprezzato, sebbene il repertorio classico napoletano sia amato in tutto il mondo. In questi anni sono state tantissime le esperienze, tutte meravigliose, che mai avremmo sognato di vivere: il Maurizio Costanzo Show, l’Edicola di Fiorello, Vincenzo Mollica che ha presentato il nostro Cd “Napoli era, ora”, le tante ospitate televisive e sono tante le cose che vorremmo fare. Se me ne chiedi una, ti direi quella di calcare il palco di Sanremo.

CLAUDIO: Le proposte lavorative che escluderemmo sono, esclusivamente, quelle in cui capiamo che il nostro repertorio non è adatto, che le persone cercano altro, insomma non ci piace adattare il repertorio in base alle richieste. Cerchiamo di portare avanti quello in cui noi crediamo. In questi 31 anni abbiamo avuto la fortuna di fare tantissime cose che mai avremmo immaginato, né sognato. Essendo, dunque,  due sognatori incalliti, aggiungiamoci il sogno di Sanremo.

 

Claudio, credi davvero in tutto quello che fai?…e fai davvero tutto quello in cui credi?

Assolutamente sì. Sono convinto che si possa riuscire solo credendo in ciò che si fa, con tutte le proprie forze. Con Diana abbiamo sempre sognato tanto. Poi, come diciamo, ci siamo svegliati ed abbiamo fatto il possibile ed anche l’impossibile, affinchè ciò che volevamo si realizzasse. Sono convinto che le persone percepiscano quando c’è la verità, il messaggio arriva chiaro e netto.

 

Diana, quali sono i momenti speciali della vita che porti con te?

Mi ritengo una persona molto fortunata con tantissimi momenti meravigliosi vissuti. Porto con me il giorno della mia nascita perchè quella è stata la prima grande fortuna. Poi, ovviamente, l’incontro con Claudio e la nascita dei miei nipoti, oltre che i momemti musicali più intensi.

Claudio, l’inseguire la tua passione per la musica cosa ha tolto alla tua vita e cosa invece ha dato fino ad ora?

Ha tolto il tempo da dedicare ai familiari ed agli amici, ma mi ha regalato la vita che avrei voluto fare, esattamente ciò che desideravo.

 

Il vostro più bel ricordo?

DIANA: Molto difficile sceglierne uno. Nel privato, sono felice quando vedo le persone che amo felici. Mi piace organizzare feste a sorpresa. La prima festa che ho organizzato è stata quando mio zio ha compiuto 50 anni, poi ne sono seguite altre e le ricordo tutte con la stessa gioia. Professionalmente, metterei sullo stesso piano l’incontro con persone di cui ho una stima profondissima e che ammiro fino allo sfinimento: Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Duccio Forzano.

CLAUDIO: Ho tantissimi bei ricordi, per fortuna. Se dovessi sceglierne uno, legato al lavoro, sicuramente sarebbe la gioia e l’emozione di aver partecipato al Maurizio Costanzo Show, lo sognavo fin da quando ero ragazzo. Per quanto riguarda la vita privata, sicuramente l’incontro con Diana.

 

Claudio e Diana c’e’ qualcosa che vi fa paura?

DIANA: La sofferenza delle persone che amo. Quando ero piccola pregavo di morire prima di tutti gli altri, per non vederli soffrire.

CLAUDIO: Mi fa paura avere paura e la sofferenza.

 

Claudio, i sogni hanno sempre un prezzo?

Se rimboccarsi le maniche, fare sacrifici, studiare, impegnarsi, metterci tutta la passione possibile sono un prezzo, allora sì, lo hanno.

La felicità per Diana?

Per me la felicità è la vita!

 

 

 

www.posteggianapoletana.it

www.claudioediana.it

https://www.youtube.com/channel/UCdyx_CIxNXp7gGLQ45LSopg

https://www.youtube.com/user/claudioedianavideo

https://vimeo.com/user7751262

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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