Intervista con Dj Nicola Zucchi

di Michele Valente (courtesy of EGO)

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Ciao Nicola, grazie per essere ospite di Voce Spettacolo! Iniziamo subito con la prima domanda…. Raccontaci un pò, com’è nata la tua passione e cosa ti ha portato a diventare un dj professionista? Ci parli un po’ delle tue origini?

Ciao ragazzi, grazie mille a voi!

Bhè è nata dalla mia estrema passione per la musica, quando avevo 10 anni ascoltavo già cose abbastanza complesse per un bambino di quell’età e da li la ricerca e la voglia di esplorare la musica mondiale è sempre cresciuta. Ho iniziato a suonare nella tavernetta di casa a 14 anni, poi verso i 16 a fare le prime festine con gli amici e a 18/19 la prima volta in un club.

Quali descriveresti come gli ingredienti principali della scelta dei pezzi nei tuoi dj set e quali diresti siano state le tue maggiori influenze musicali?

io sono un dj vecchio stile 🙂 Cerco sempre di accontentare il pubblico che ho di fronte. Per me la cosa che conta è che chi viene a ballare passi una bella serata, non sono uno di quelli che impone per forza la propria musica senza guardare la reazione della pista, poi ovviamente non scendo a compromessi devastanti, ma se devo suonare qualcosa di molto vecchio e molto famose solo per riaccendere l’atmosfera lo faccio senza problemi. Le mie influenze arrivano senza dubbio dalla Disco Music B-Side degli anni 70, dal Funky e anche dalle cose dei primi anni 80. La musica però che ha davvero cambiato la mia vita è tutta l’house music dal 1995 al 2005.. Daft Punk, Bob Sinclar, Erick Morillo in quegli anni mi hanno davvero segnato 🙂

Sei uno dei Dj Italiani più conosciuti nel panorama House. Se non dico male, ti riconosci più nel mestiere del dj che di produttore. Ad oggi è ancora possibile definirsi solo un dj o è necessario cimentarsi in studio per emergere?

Sicuramente mi ritengo più un dj che produttore ma spero che piano piano emerga anche quest’altra sfaccettatura. Credo che oggi sia indispensabile per un dj iniziare a fare musica propria.. è praticamente una delle uniche strade per arrivare al vero successo.

Con le nuove tecnologie che tendono ad omologare tutto e ad appiattire la scena, quanto è difficile delineare il proprio stile musicale? Quanto margine ritieni che il vero talento abbia ancora dalla sua?

Nell’ambito commerciale credo sia molto difficile, devi essere bravo ad inserire nei tuoi set qualcosa che ti caratterizzi ma che non faccia annoiare chi hai di fronte.. sta tutto nella sensibilità del dj. Il talento è importante ma credo che altri fattori lo siamo di più.

Come vedi l’Italia in confronto agli altri paesi nella scena Dance ed House in particolare? Come mai L’Italia, così piena di brillanti artisti, sembra faticare al confronto anche con paesi a noi prossimi in Europa, in quanto a Dj di particolare spicco internazionale?

L’italiano soprattutto negli ultimi 15 anni è diventato molto esterofilo e non ha più pensato a fare squadra. Negli anni 70 Daniele Baldelli, Mozart e tutto il movimento della BAIA DEGLI ANGELI era seguito da tutto il mondo.. il fenomeno ITALO DISCO ci è stato invidiato dai più grandi dj e produttori del pianeta.. non so dirti il motivo ma poi siamo diventati molto più “tristi”.. Negli anni 90 il French Touch di Sinclar, Daft Punk, Cassius ecc ci ha spazzato via.. dopo gli Svedesi.. poi gli Olandesi… chissà forse un giorno torneremo forti anche noi, ma al momento la vedo dura.

Hai suonato in club importanti come il Peter Pan, Villa Delle Rose, il Pineta e molti altri nel panorama mondiale. Immagino tu sia sempre in movimento… E’ dura la vita del dj? Cosa ti piace di più del tuo lavoro e a quale di questi club ti senti più legato?

Essere dj è la cosa più bella che io possa fare, non posso chiamarlo lavoro..dal momento che indossi le cuffie è divertimento.. il vero lavoro è viaggiare.. non dormire per le varie coincidenze di treni e aerei.. i fusi orari che negli ultimi 2 anni sto subendo, ma posso garantirti che mi ritengo davvero fortunato.. a volte è dura ma devo solo ringraziare di essere dove sono adesso.

Il PINETA è il club che mi ha dato visibilità nazionale quando avevo 20 anni.. allora i dj del Pineta erano 5 ed erano molto cari.. io ero un ragazzino e quindi i club italiani chiamavano anche me a suonare perché costavo meno di tutti :-)))

Il Peter Pan e la Villa delle Rose mi hanno permesso di condividere la consolle con planetari e di stringere relazioni che poi mi sono servite… oltre ad essere davvero a mio punto di vista 2 dei primi 5 clubs italiani.

Il mondo delle discoteche spesso è ancora oggi associato ad una brutta nomea, quella dei giovani che ci vanno per « sballarsi » con l’alcol e spesso far uso di droghe. Quanto credi sia cambiato da quando hai iniziato a suonare e quanto credi sia stato fatto per migliorarne la reputazione ed arginare il problema?

Negli anni 90 era anche peggio di oggi ma forse non si sapeva.. ricordo realtà in cui la droga circolava liberamente nei locali, cosa che adesso non vedo. Magari sono più “vecchio” e vivo meno la notte in generale ma credo che ci siano tanti locali che affrontano il problema con responsabilità e attenzione.

E’ appena uscito il tuo nuovo singolo “Wow”, supportato da grandi nomi quali Benny Benassi e Bob Sinclar. Cosa ti aspetti dal tuo nuovo pezzo e da cosa viene la tua ispirazione?

Sono davvero contento, sta funzionando ed avere avuto un supporto da nomi come hai citato e da radio come la BBC fa davvero piacere. Spero che faccia il suo corso e che possa avermi aperto un po la strada per produrre tanta altra musica. L’ispirazione arriva sempre da quelli anni, se ascolti con attenzione avrai la conferma 🙂

Ci sono altre produzioni a cui ti stai dedicando attualmente, oppure particolari progetti? Puoi darci qualche anticipazione?

Si sto facendo 2 cose, una che spero esca su un etichetta italiana di grande profilo tra i dj e una un po più commerciale per l’estate.. vedremo! Mi raccomando continuate a seguirmi cosi potrete vedere voi stessi 🙂

Grazie Nicola, sei stato gentilissimo. Noi di Voce Spettacolo ti auguriamo i migliori successi per il futuro.

Grazie mille a voi di VOCE SPETTACOLO e spero di rincontrarvi presto!

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Michele Valente

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.
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Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.

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