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Il nostro redattore Michele Valente ha intervistato il celebre Dj Spada. Di seguito l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori!

Ciao Ermanno! Grazie per essere ospite di Voce Spettacolo. Raccontaci un pò, come hai iniziato a fare il Dj e a produrre la tua musica?

Ciao a tutti, ho iniziato molti anni fa nel 2002, sono entrato nel mondo del clubbing portando i miei artisti preferiti, prevalentemente stranieri, nei locali dove organizzavo i miei eventi in Veneto. Dopo alcuni anni nel vederli esibirsi, ho sentito salire sempre più lo stimolo di comporre quei pezzi che ballavo tutte le sere e che anche io avrei potuto dare qualcosa in termini musicali a quel panorama. Ben presto diventarono la mia quotidianità, di giorno in giorno erano più le ore che trascorrevo in studio piuttosto che con amici o con fidanzate, da lì a poco i primi successi mi portarono a suonare in tutti i locali più prestigiosi del panorama underground europeo nel 2009 e la storia continua…

Il tuo stile è molto eclettico e, dando un’occhiata al tuo escursus professionale, viene fuori che sin da piccolo hai imparato anche a suonare diversi strumenti musicali. Quali sono state le tue maggiori influenze ?

Si è vero ho imparato a suonare quasi tutti gli strumenti molto piccolo, bagaglio culturale necessario per avere le giuste conoscenze per fare il tipo di musica che compongo io oggi. Il mio crossover musicale, come molti mi definiscono, scaturisce da una costante di suoni elettronici, sintetizzati in studio, caratteristica dei suoni che sentiamo spesso nei brani più moderni, accompagnati da suoni più classici fatti da strumenti acustici suonati dal vivo. Vengo dai primi anni della musica techno francese come Daft Punk agli anni dell’elettronica tedesca come Giorgio Moroder.
Hai hai avuto modo di collaborare con artisti internazionali e i tuoi pezzi sono stati suonati da esponenti come Florian Meindl, Erol Alkan, Boys Noize, Sasha, Umek e John Digweed. Pensi siano importanti le connessioni con altri professionisti per saper poter meglio comprendere le nuove tendenze ed inclinazioni del pubblico?

E’ fondamentale avere un occhio al futuro e quindi conoscere sempre nuovi artisti per conosce e capire meglio il gusto della gente. Chiudersi in se stessi alla mia età sarebbe uno sbaglio. Artisticamente penso di avere ancora tanto da imparare, ma mi sto già togliendo molte soddisfazioni vedendo il supporto da grandi artisti come Above & Beyond, Gabriel & Dresden, John Digweed, The Magician.

Hai suonato in molti club importanti a Londra, Bruxelles, Colonia, Barcellona e molti altri. Quali palcoscenici ti hanno colpito maggiormente e dove credi che la gente sia maggiormente in grado di apprezzare la tua musica?

Sicuramente il Nord Europa è la terra preferita per il genere di musica che propongo da anni, sono sempre stato impressionato dalla risposta e dall’affluenza che vedo nei miei eventi in queste città così grandi, ma culturalmente avanti anni luce alla nostra nazione.

Come giudichi l’Italia nel panorama dance attualmente? Sembrerebbe che “Il sistema” EDM abbia surclassato tutti, soprattutto quelli come noi italiani che da sempre hanno avuto una certa propensione all’individualismo. Tu che ne pensi?

Non giudico l’Italia perché ho imparato fin da subito a guardare all’estero dove esistono persone che ascoltano senza tanti pregiudizi o programmazioni televisive pilotate, in questo modo mi accorgo prima delle nuove influenze musicali che detteranno legge qualche anno in ritardo anche qui. Detto ciò, riserbo sempre una piccola speranza per il mio paese, motivo per cui sono uno dei pochi DJ-Compositori rimasti ancora in Italia, considerato che la maggior parte dei miei colleghi sono emigrati fin da subito a Berlino o Londra per tentare fortuna, sapendo già che lì la strada è quasi subito in discesa, infatti, ci sono molti più club pronti a farti suonare e darti una chance.
E’ molto più facile emigrare in questo senso, ma è più gratificante riuscire a crearsi la propria identità stando qui. 😉 Significa che ho lavorato il doppio se i miei successi arrivano in cima; fare il mio mestiere in Italia è per pochi.

Che consigli ti senti di dare ai nuovi dj e produttori emergenti?

Consiglio di produrre la musica che vi fa sentire meglio, quella per cui dedichereste tutti i giorni dell’anno per tutta la vita, anche se non vi vedreste mai riconoscere qualche successo.
Non è da un passaggio in radio o una posizione in classifica che noi artisti ci sentiamo considerati. A noi interessa che il nostro feelings, il nostro messaggio arrivi. La maggiorate dei producer, invece, sembra comporre con già in testa l’obbiettivo di una chart, di sentirsi il proprio pezzo in quel determinato store, o di suonare in quel posto piuttosto che in un altro. E’ difficile trovare persone che la pensino così ahimè.

Su cosa stai lavorando attualmente e quali sono i tuoi progetti futuri?

Ci sono un paio di remix ed ovviamente sto per chiudere il prossimo singolo che verrà presentato in primavera 2015. Mi sto impegnando molto.
Grazie Ermanno, sei stato gentilissimo. Noi di Vocespettacolo ti auguriamo i migliori successi per il futuro!!

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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