Intervista con i DATURA

 

Il nostro redattore Michele Valente ha intervistato i DATURA. Di seguito l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori!

Ciao Ragazzi! Grazie di essere ospiti di Voce Spettacolo.
Raccontateci un pò di voi, vi siete affacciati al mondo della musica dance ed al grande pubblico nei primi anni ’90 ottenendo un grande successo. Com’è nata la vostra passione?
Ciro: la mia è iniziata nei primi anni 70, grazie a mio fratello maggiore chitarrista in una cover band che suonava brani dei “Creedence Clearwater Revival”. Poi due episodi accesero in me la passione per la musica in maniera definitiva: il film “Woodstock” e il disco dei Pink Floyd “Dark Side of The Moon”. In quel periodo decisi che avrei voluto vivere di musica.
Stefano: ho iniziato a 7 anni a studiare il piano, e in quel momento la musica entrò nella mia vita per non uscirne più. Da lì in poi ho frequentato quasi tutti i conservatori d’Italia e quasi tutti i corsi possibili: pianoforte, contrabbasso, fagotto, percussioni, composizione e musica elettronica

Avete cavalcato l’onda degli anni ’90 e siete stati premiati diverse volte come miglior gruppo dance. Com’è cambiato il panorama rispetto ai vostri inizi ? Cosa vi manca di più di quel magico periodo?
Negli anni 90 si creò una particolare condizione creativa una vera e propria rivoluzione sonora, forse irripetibile, che portò alla nascita di tanti generi musicali sino ad allora inesistenti. Generi musicali che avevano tagliato i ponti completamente con la tradizione musicale del passato. In quegli anni nacquero house, techno, trance, eurobeat, dance e tanto altro ancora: un decennio di grande fermento creativo e davvero ricchissimo a livello di idee. In quel periodo, soprattutto nella prima metà degli anni 90, succedeva che un brano club andava in classifica di vendita e la musica di tendenza che passava nei club diventava popolare: la stessa nostra Yerba del Diablo ne è un esempio. Adesso, sembra tutto più complesso e soprattutto esiste un livellamento creativo che spaventa. E questo nonostante la tecnologia abbia permesso a tutti un approccio molto più semplice, economico e diretto al mondo delle produzioni. Di quel magico periodo cosa ci manca? Nulla anche perchè lo raccontiamo e proponiamo continuamente attraverso i nostri programmi radio, le compilation e i nostri eventi: ne siamo diventati una sorta di “divulgatori scientifici” : datura love the 90s

Nelle vostre scenografie vi siete spesso ispirati al misticismo con effetti particolari ed originali simbologie, da dove viene questo tipo d’ispirazione ?
Dal nome stesso. Il nome Datura venne ispirato dalla lettura di “A scuola dello stregone” di Carlos Castaneda, un libro cult della cultura psichedelica dei primi anni 70 e da alcuni episodi del fumetto Tex Willer di cui Stefano era un collezionista.
Soprattutto ci affascinò il mondo che per certi versi rappresentava e che ruotava attorno ad essa: magia, mistero, religione, allucinazioni, stregoni e quanto altro…Un vero e proprio universo esoterico da poter visitare e nel quale trovare ispirazione

Che rapporto avete con il vostro pubblico? Ad oggi è molto più facile essere seguiti anche grazie ai social network. Pensate siano diventati indispensabili oggi per un percorso di successo?
Da diversi anni a questa parte con il nostro pubblico noi condividiamo non solo l’amore per le nostre produzioni, ma la passione per la musica degli anni 90 che attraverso il format “We Love The 90s” stiamo portando in tanti locali e non solo. Noi abbiamo un rapporto assolutamente interattivo con chi segue la nostra musica e i nostri eventi, e i social network sicuramente aiutano in questo. Diciamo che è diventato impensabile non usare i social per comunicare anche se ci sono diverse “controindicazioni”. Una di queste, forse la più eclatante, è che oggi “possedere” una bacheca piena di commenti, di like e di link che riportano sempre e solo a se stessi, così come fare il pieno di fans sembra essere diventato il “core business” per tanti … E questo vale ovviamente anche e soprattutto nel mondo della musica e più in generale dello spettacolo. I social sono pieni di emeriti “sconosciuti famosi” che possiedono migliaia e migliaia di fans e tutto questo senza ancora aver fatto nulla degno di nota…. Forse bisognerebbe spendere meno tempo nella ricerca di apparire e un po’ di più nella ricerca di idee e sonorità da proporre… e questo sicuramente aiuterebbe la musica.

Nel corso degli anni, ed anche di recente, avete avuto diverse collaborazioni con altri artisti del settore. Ritenete importanti le connessioni ai fini di interpretare meglio le nuove tendenze ed inclinazioni musicali?
Lavorare con altri artisti e colleghi è spesso un vero privilegio. Riesci a confrontarti con persone che come te hanno fatto della musica il loro stile di vita e questo è davvero tanto. Noi abbiamo avuto la fortuna di condividere idee e ore di lavoro in studio con tanti artisti anzi la nostra storia inizia proprio dalla collaboirazione con due importanti dj Ricci e Cirillo. Tra i tanti colleghi con cui abbiamo lavorato ricordiamo Billie Ray Martin, Danny Losito (Double Dee), Steve Strange, Ben Volpelier Pierrot (ex Curiosity Killed The Cat), Gigi D’Agostino, gli Usura, I Club Dogo e altri ancora tra dj e produttori. Ed è stato sempre molto eccitante e costruttivo perchè confrontarsi su idee e modo di interpretare la musica serve eccome ad elaborare nuovi modi e nuove vie di esplorazione musicale

Come giudicate oggi l’Italia nel panorama dance di fronte all’esplosione del fenomeno EDM dei paesi del nord europa?
Disorientata, in affanno. Sembra manchi a tanti la curiosità di esplorare con nuove sonorità nuovi percorsi musicali. E questo nonostante la tecnologia abbia permesso a tutti un approccio molto più semplice, economico e diretto al mondo delle produzioni. Adesso, sembra tutto più complesso e soprattutto esiste un livellamento creativo che spaventa.
Brani che sembrano fotocopie di brani che sembrano fotocopie di brani che sembrano….

Quali sono i vostri progetti futuri?
I nostri progetti passati e tante tante tante serate: “pasado, presente, futuro, destino…”

Grazie ragazzi, siete stati gentilissimi. Noi di Voce Spettacolo vi auguriamo i migliori successi per il futuro.

Grazie per i ragazzi, siete gentilissimi. La nostra mail per chi ci vuole contattare è info@datura.it la nostra pagina è https://www.facebook.com/pages/Datura/39360346790

Datura te salutant!

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).

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