Ciao! È un vero piacere ospitarvi sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. La vostra band nasce per caso o per destino?

La nostra band nasce grazie ad una donna: Madeleine Fisher. Non saprei dire se è stato il caso o il destino, anche se forse sono la stessa cosa. Madeleine ha voluto creare un film, una fiaba musicale, forse non lo sapeva neanche lei all’inizio; ma quando qualcuno fa qualcosa con passione, amore ed entusiasmo, subito si ritrova dietro persone innamorate, pronte a combattere per la stessa causa; tra queste persone c’eravamo anche noi e l’abbiamo seguita fino a prendere coscienza delle nostre capacità; ed è per questo che abbiamo messo in gioco la cosa più preziosa che avevamo: le nostre vite.

“Sambol – Amore Migrante” è il nuovo album. Parliamone…

“Sambol – Amore Migrante” è un’altra storia successa sempre per volere di una donna; Mirjam Sambol. Lei ci ha chiesto di rifar rivivere i brani di suo padre, Vladimir Sambol, compositore sconosciuto. E lo abbiamo fatto, riadattando i suoi brani alla nostra musica. È stato un lungo viaggio; abbiamo conosciuto Vlado attraverso le sue storie, abbiamo conosciuto sua moglie e sua pianista Jone, oggi novantunenne; “Sambol – Amore Migrante” è il risultato di questa magica esperienza. Ci sentiamo molto fortunati e vogliamo condividere tutto questo con più persone possibili, attraverso i concerti e l’ascolto dell’album. 

Qual è l’aspetto migliore e l’aspetto peggiore del vostro lavoro?

L’aspetto più bello è nella creazione, nella condivisione con il pubblico e l’affetto che quest’ultimo ci rimanda. Siamo un po’ “tristi”, poi, quando ci troviamo a dover rinunciare allo strumento, o al suonare insieme, per doverci occupare di tutto ciò che si allontana dall’artistico, come dover fare delle telefonate per organizzare tour e trovare date, o organizzare post sui social network ecc… 

Sia a livello professionale che personale quanto è importante essere onesti con se stessi?

Credo che la sincerità traspaia sia quando si è su un palco, sia quando prendi un microfono per parlare alla gente, sia quando entri in studio per registrare un album. Se è questo che intendi per onestà. Quando si è sinceri, il pubblico se ne accorge e ti vuole bene. Quando sei sincero ti vuoi bene.  

C’è qualcosa che vi fa paura?

Non poter più lavorare insieme. Non siamo solo colleghi, ma anche amici e compagni di viaggio.  

La vita è sempre più bella di una canzone?

Per me la canzone è una fotografia di un momento, è un istante immortalato… La vita può durare di più…

Progetti futuri?

Sicuramente ci porteremo dietro il bagaglio dell’esperienza di quest’ultimo album, per scriverne un altro di composizioni originali, ma c’è sempre l’imprevedibile che può arrivare. Noi in ogni caso siamo pronti a tutto!

Walter Nicoletti
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