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Ciao Andy! Benvenuto su Voce Spettacolo. Hai scelto di intraprendere un percorso musicale caratterizzato da un suono e un’immagine internazionale nonostante tutto ciò poggi sul tuo talento completamente italiano. Cosa ti ha spinto alla passione per la musica?
Grazie per l’ospitalità. Fin da piccolo sono stato attratto dal mondo dell’intrattenimento, mi piaceva ballare, intrattenere, organizzare spettacoli. Vedevo i programmi in Tv e mi dicevo, questo è quello che voglio fare, cantare. Poi quando ha studiato lo spagnolo la passione è aumentata ed ho deciso di cantare in spagnolo e di dedicarmi al canto e alla musica. Ritengo la musica latina la piu’ completa e varia, ci sono mille generi e mille sfumature. La passione per la lingua e per la musica me l’ha trasmessa il mio professore di spagnolo e da li’ è cominciato tutto.

Puoi parlarci un po’ della tua carriera. Hai iniziato il tuo percorso artistico lavorando come vocalist in molte discoteche e partecipando a sfilate locali per presentare le collezioni dei negozi di abbigliamento della tua città. Una lunga gavetta fatta anche di delusioni e amarezze. Hai mai pensato di mollare?
Si, ho pensato di mollare tante volte, ma poi mi dico: “perché devo dargliela vinta? Voglio cantare, ballare ed intrattenere fino a mio ultimo respiro”.

Andy 2015. Il tuo album. Prodotto da te e con la partecipazione di un ospite d’eccezione, Josè Burges. Come nasce il progetto? Come nascono le tue canzoni?
E’ nato dalla mia casa discografica che mi ha messo in contatto con dei bravissimi autori e produttori colombiani. È un progetto importantissimo perché è frutto di grandi sacrifici, di sangue e lacrime come spesso dico, fatti negli ultimi 2 anni. Le canzoni nascono da esperienze di vita. Il mio è un sound e un disco internazionale perché è stato registrato in Colombia e negli Stati Uniti e vede la partecipazione di artisti conosciuti in quei paesi come appunto José Bruges e anche Carl Mc Donald e altri produttori.

Hai qualche rito che compi quando ti metti al lavoro? O magari prima di un’esibizione?
Si, un rito ce l’ho. Prima di esibirmi, cantare e suonare ho bisogno di scaricarmi facendo sesso.
Per me è importantissimo, altrimenti lo stress e la tensione mi possono creare problemi.

Quante e quali soddisfazioni ricavi dal tuo lavoro?
Le soddisfazioni sono poche, c’è molta competizione e chi decide nel mondo della musica non fa’ entrare gli emergenti, è un meccanismo completamente sbagliato perché se manca un ricambio generazionale o nuovi artisti, la cultura muore.
Qual è il tuo rapporto con il pubblico e con i social?
Sono sempre sui social, ringrazio chi li ha inventati, anche se la vita reale è un’altra cosa. Il pubblico sui social mi segue, mi consiglia, mi critica.
o’ il grazie a Dio ed ai miei genitori per la vita!

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=eCA9a_NplXs&w=742&h=414]

Walter Nicoletti
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