La nostra redattrice Valentina Gemelli ha intervistato il cantautore Eugenio Finardi. Di seguito l’intervista esclusiva per voi lettori.

Eugenio Finardi, il cantautore italiano dal doppio passaporto. Quanto c’è di americano in te?
In realtà non sono mai riuscito a capire e misurare esattamente quanto io sia italiano o americano. Quando sono in America mi sento profondamente italiano, o meglio europeo. Quando sono in Italia a volte mi sento veramente straniero. Spero di aver preso il meglio di entrambe le nazioni.

“Ho spento il cuore per un istante per ritornare al ritmo che mi fa sentire scintillante e sono ritornato in me.” Fibrillante è un disco profondo ed emozionante, come nasce? 
Fibrillante nasce da un momento molto particolare della mia vita ed è una testimonianza dei tempi duri che stiamo vivendo ma anche dell’età che ho adesso. Età in cui si comincia a tirare le somme di ciò che si è fatto e di come si sono o non si sono realizzati i sogni di quando si era ragazzi. In questo senso fibrillante fa diretto riferimento ai miei dischi degli anni 70, quelli più utopisti e sognatori.

 “Con questo disco però ho voluto soprattutto cantare il nuovo Medioevo in cui siamo profondati”, cioè?
Per uno come me che ha vissuto il ventennio dell’utopia degli anni 60 e 70 è molto difficile accettare il presente in cui la maggior parte delle persone vivono in costante incertezza e ansia economica mentre pochissimi Prìncipi, come i Medici e i Borgia del medioevo, vivono in splendido isolamento le loro oscene ricchezze.

Tra le canzoni c’è “La storia di Franco” in cui racconti una vicenda reale drammatica, ce ne parli?
È una canzone ispirata da un incontro realmente avvenuto con un padre separato, allontanato dai suoi figli per le vicissitudini della vita.

 “Le donne piangono in macchina.” E gli uomini, invece, no?
In realtà sì. Viviamo in un periodo di grande che angosciosa solitudine. In cui gli spazi per essere veri sono sempre meno.

“E tu lo chiami Dio, io non do mai nomi a cose più grandi di me perché io sono come te…” L’esperienza sanremese è da ripetere?
No, meglio di no, Sanremo è una allettante trappola che promette molto più di ciò che dà.
Può servire ad un giovane per farsi notare ma per uno con la mia carriera alle spalle è abbastanza inutile, se non dannoso.

Parliamo di “Un uomo.” Esiste davvero un uomo così?
Un uomo così esiste solo se visto con gli occhi di una donna innamorata. Lo stesso identico uomo alcuni anni dopo può essere percepito in maniera completamente opposta.

Da uomo a uomo, chi è Eugenio Finardi?
Dopo un po’ si impara a dividere quella che è l’immagine professionale dalla realtà dell’uomo nella vita quotidiana.
Il personaggio spesso è come il fan lo vuole immaginare.
L’essere umano e come lui stesso sceglie di immaginarsi

E sei anche una persona curiosa?
Certo!
Una delle mie più grandi passioni è la Scienza, in particolare l’Astronomia.

Extraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a cercare voglio un pianeta su cui ricominciare. La scoperta di un pianeta gemello della terra, Kepler 452b, a cosa ti fa pensare?
Che l’Universo è meraviglioso!
Ma in realtà Extraterrestre è una canzone sull’impossibilità di sfuggire a se stessi.

Progetti futuri?
Celebrare degnamente il quarantennale di musica ribelle e dei miei primi dischi. Una compagnia di Livorno sta anche lavorando a un’opera rock ispirata a quei giorni.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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