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Il nostro redattore Vito “Nik Hollywood” Nicoletti ha intervistato il drums player Jacopo Coretti per voi lettori.

Ciao Jacopo, E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?
Ciao , è un grandissimo piacere per me essere qui e vi ringrazio per avermi invitato, ne sono davvero felice. Sono stato accompagnato nel mondo della musica dai miei genitori, che nei miei primi anni di vita mi hanno subito catapultato sulla batteria, precisamente dai quattro anni, avendo compreso subito il mio grande amore per le percussioni. Mi regalarono una bellissima “Gretsch” nera.
Dai cinque anni intrapresi gli studi con moltissimi bravissimi insegnanti e cominciai a suonare in vari locali con artisti molto più grandi di me. Ricordo la mia prima jam session con i mitici Blue Staff, avevo quasi sei anni, mi invitarono a suonare alcuni brani con loro, senza aver mai provato, davanti ad un pubblico numerosissimo. Fu un’esperienza bellissima. Da questa vicenda automaticamente decisi che non avrei potuto fare a meno della musica.

Cosa significa essere batterista oggi?
Essere un musicista “batterista” oggi è davvero complicato e soprattutto lo è in Italia. Sono molte le difficoltà ed ostacoli da combattere, ma se si è convinti, determinati ed innamorati del proprio lavoro, si riesce benissimo ad affrontarli in maniera positiva, ingrediente importantissimo da non sottovalutare è l’umiltà.
Io sono davvero felice di essere batterista , lavorare con grandissimi professionisti italiani e non, viaggiare molto, conoscere persone nuove.….
Ringrazio l’universo per questo, mi confronto ogni giorno con realtà, mentalità e stili musicali differenti, questa una gran fortuna per me.

La batteria cos’è per te, un mestiere, una professione o una passione?
Amore … senza ombra di dubbio.
La mia professione è amare la musica e chi la fa.
Diventa un mestiere quando non riesci davvero a farne a meno… sarà cosi per tutta la mia vita.

Il tuo primo esordio, cosa ricordi?
Come accennavo prima, la session a soli sei anni con i Blue Staff .
Grande fu il mio esordio come batterista dei Twin Dragons, avevo diciassette anni, condividevo tantissimi palchi d’Europa con grandi musicisti come Nathaniel Peterson “Eric Clapton”, Andrea Braido ”Vasco Rossi”, Graham Oliver “Saxon”,
Uli Jon Roth “Scorpions”, John McCoy “Ian Gillan Band”. E’ stata un’esperienza fantastica oltre che professionalmente parlando una grande scuola di vita.
Come potrei lamentarmi ??

Quando tu ti esibisci, quando tu suoni la batteria, cosa provi?…cosa ti “arriva”? Raccontaci le tue sensazioni
E’ davvero difficile spiegare cosa si prova , c’è sempre una grande energia intorno a me…
Suonando tanto con diversi musicisti sono diverse le sensazioni che si provano … Quello che percepisco sempre è l’isolamento con il mondo intero, non penso a niente, ma solo a cosa sto facendo con i miei compagni di viaggio, sto bene, i problemi non esistono più, ci sono solo io e la mia Musica. Devo ancora avere una risposta al perché sono un musicista… continuo e continuerò a farlo perché mi fa star bene.

Quali sono attualmente i batteristi che influenzano maggiormente il tuo stille?
Sono tantissimi, per me è importante ascoltare tanta musica e confrontarmi con i diversi linguaggi percussivi.
Steve Gadd, Dennis Chambers, Jeff Porcaro, Stewart Copeland, sono solo alcuni dei miei più grandi riferimenti .. ma vorrei dire che in Italia ci sono batteristi fantastici, cito alcuni nomi di batteristi che stimo molto , quali Giovanni Giorgi, Cristiano Micalizzi, Giorgio di Tullio, Marcello Surace …. Loro in primis perché hanno uno stile unico e groove da vendere.

Delle proposte di lavoro, qual’è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Ora escluderei semplicemente quelle che non mi appartengono.
Non sono un batterista Jazz, per cui se dovessero propormi dei lavori non accetterei… continuerò ad ascoltarlo e studiarlo , quando avrò e sentirò l’esigenza di avvicinarmi al jazz allora sarà il momento giusto per poter iniziare ed accettare questo tipo di proposte.
Adoro moltissimo il funk, rock, blues, fusion, musica elettronica… Cerco di essere me stesso in qualsiasi circostanza, essere versatile e suonare tutto quello che mi viene proposto.
Importante la collaborazione con il cantautore Luciano Dabbruzzo e Mig, in questo contesto posso essere me stesso e suonare come io davvero voglio. Ringrazio Luciano e tutta la band perché mi permettono di essere libero nella loro “nostra” musica. Voglio dire inoltre che stiamo lavorando al nostro nuovo e secondo album, sarà fantastico, ed invito tutto i lettori di ascoltare qualcosa. Per maggiori info www.lucianodabbruzzo.com

Studiare e creare musica, è una terapia?
Assolutamente si, lo è.
Io sono felice quando faccio musica, quando sono fuori in tour.
Ci sono momenti in cui non c’è molto lavoro per cui bisogna approfittarne, lo studio in questo caso è la terapia giusta per affrontare questi periodi sofferenti …. Adoro la mia vita.

Alcuni definiscono i musicisti come dei mercenari, cosa c’è di vero e cosa c’è di falso in questa affermazione?

E’ facile definirci mercenari se non è un vero e proprio lavoro nel nostro paese. E soprattutto quelli che ci giudicano chi sono ?? Sono loro i mercenari ??
Io non mi sento tale, continuerò giorno per giorno a lavorare e vivere con la musica, accettando tutto quello che la vita” musica” mi offre……

I musicisti hanno sempre poca visibilità in Italia, cosa si potrebbe fare per cambiare in meglio le cose?
E’ vero… sicuramente c’è poca visibilità, ma è anche vero che dovremmo cambiare noi stessi per far si che le cose vadano meglio, in Italia c’è poco rispetto tra musicisti, molta presunzione e cattiveria. Sono cose che non mi appartengono. … magari mi appartenevano un tempo, ma ora non più.
Cambiare , cambiare , cambiare…in meglio senza giudicare gli altri e lavorare di più, nessuno ci regala niente.

Se la tua vita fosse una canzone, quale sarebbe? E perché?
Time After Time di Miles Davis… rappresenta molto la mia vita, il perché ve lo dirò magari tra venti anni.

Progetti futuri?
Tantissimi… guardare il futuro con positività e continuare a fare bene il mio lavoro con le persone che mi vogliono bene, importantissimo per me.
Per maggiori informazioni sulle mie collaborazioni www.jacopocoretti.com
Su facebook la mia pagina ufficiale
https://www.facebook.com/pages/Jacopo-Coretti-drummer/579000218868401?ref=hl

Senza i sogni non si può…(continua tu)
Vivere….
Amici miei grazie per avermi dedicato il vostro tempo e auguro a tutti sogni felici e soprattutto un grazie particolare a Vito, felice vita a te.

Jacopo Coretti

Jacopo, grazie mille per il tempo dedicatoci.Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e per la tua carriera!

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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