Intervista con il regista e produttore Davide Manganaro

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Il nostro attore e direttore Walter Nicoletti ha intervistato il regista e produttore Davide Manganaro. Di seguito l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori.

 

Ciao Davide! Benvenuto su Voce Spettacolo. Siamo felici di ospitarti. Iniziamo dalla prima domanda. Quando e perché hai deciso di intraprendere il percorso lavorativo nel settore delle arti e dello spettacolo, in particolare nel mondo della settima arte?

Probabilmente ho deciso in maniera inconsapevole, la prima volta che andai al cinema, insieme ai miei genitori all’età di sei anni. Rimasi a dir poco estasiato, ricordo ancor oggi la viva presenza delle sensazioni che provai allora e che tutt’oggi mi seguono in ogni percorso cinematografico che affronto.

Il cinema per Davide Manganaro.

Di sicuro, per me il cinema è rappresentato da un viaggio subliminale inesauribile. Purtroppo o per mia fortuna il cinema rappresenta una storia infinita, un continuo divenire, lo specchio della realtà e spesso la proiezione delle incertezze che mi perseguitano durante le notti insonni.

Sei anche Professore dell’Accademia di Belle Arti “Fidia” (www.accademiafidia.it/). La formazione dei giovani nel settore delle arti e dello spettacolo, così come nell’audiovisivo, è fondamentale ed è uno dei punti cruciali sui quali si discute da tempo anche nei territori in cui sono coinvolte direttamente le Film Commission. Un tuo parere.

Io faccio parte di quella schiera di persone che negli anni novanta è stata costretta ad andare via dalla propria terra per poter inseguire la settima arte, visto che in calabria a quel tempo vi era ben poco spazio per questa tipologia di studi. Oggi, pur viaggiando molto, vivo stabilmente a Gioia Tauro, provincia di Reggio Calabria e credo che a differenza di allora, i tempi siano notevolmente cambiati e quindi maturi per innescare dei progetti cinematografici e culturali di vario genere. Oggi insegno Cinema all’Accademia di Belle Arti Fidia che vive un ambiente costruttivo e prolifera di talenti che si vanno plasmando lentamente, questo mi onora. Essere artefice e motore di questo cambiamento mi gratifica ogni giorno. E’ estremamente emozionante vedere i progressi raggiunti dai miei alunni ed il loro evolversi nel mondo del cinema, è una di quelle poche cose che ancor oggi mi spiazzano piacevolmente. Per quanto riguarda il mio territorio purtroppo non si percepisce in maniera forte la presenza della Film Commission Calabria, forse per mia disinformazione o per l’assenza di eventi che ricordano la sua presenza sul territorio, credo di sicuro non sia molto attiva, visto che molti addetti ai lavori, addirittura ne disconoscono la presenza.

A proposito di Film Commission… le tue origini sono calabresi. La regione Calabria vanta scenari e set naturali a cielo aperto, alla pari di quelli adiacenti lucani e pugliesi. Credi che si possano creare sinergie per favorire lo sviluppo della settima arte anche in Calabria?

Si, credo che ci siano grandi possibilità di sinergie tra la Calabria e le Film Commission lucane e pugliesi, se ne avrò la possibilità, me ne farò io stesso promotore. Parte di queste sono già in atto, altre in corso d’opera. Questa intervista che mi avete concesso ne testimonia l’interesse. Difatti spero nel prossimo futuro di incontrare personalmente i referenti delle rispettive film commission per definire attraverso dei tavoli programmatici le possibilità di intervento e di scambio socio culturale tra le nostre regioni. Affinchè quello che ci accomuna “IL CINEMA ” sia sempre più presente e di alto profilo culturale. La Calabria è una regione che ha bisogno di un rilancio serio e dignitoso, profilo ormai disperso nei meandri del tempo.

Nel nostro paese si viaggia sempre sulle sensazioni del momento. Si vive, soprattutto nel cinema, sulle annate buone, sulle eccezioni, ma nessuno pensa a ristrutturare seriamente il settore per allinearlo alle produzioni europee piu’ feconde, vedi francese, danese, spagnola e tante altre. Siamo alle solite, manca uno sguardo d’insieme, manca una legge moderna che sia nuova completamente e non un ennesimo rattoppo della vecchia. Secondo te come è possibile fare ancora cinema di qualità?

Domanda da un milione di dollari! Sulla visione di insieme Woody Allen in “Basta che funzioni” ci ha scritto un monologo stupendo ed io la peso esattamente come lui, ma a parte questo di sicuro si dovrebbe rendere onore al merito, cosa un po difficile in Italia, ma la fruibilità delle leggi e la visione contorta e farraginosa dei finanziamenti di sicuro non aiuta. La Spagna insieme alla Francia è lanciata in moltitudini di progetti che trovano spazio in numerose realtà produttive europee ed internazionali. L’Italia come al solito fatica “eppur si muove”. Secondo me bisognerebbe dare spazio e visibilità ad un cinema indipendente dotato di più forza, certo prima ancora bisognerebbe sensibilizzare i finanziatori verso nuove forme di imprenditoria in molti casi sconosciute ai tanti ed in mano ai soliti pochi fortunati eletti. Solo così, con l’affacciarsi di nuovi produttori cinematografici si potrebbe invertire la stagnante classe produttiva, spesso poco attenta ad i nuovi talenti. Esperienza esattamente contraria a quella americana che basa parte dei loro milionari profitti nella ricerca ed il lancio di giovani talentuosi nei vari campi che racchiude la settima arte.

Hai diversi progetti sui quali stai già lavorando e altri in cantiere. Ci puoi raccontare qualche anticipazione?

Credo di essere tra i pochi fortunati ad avere diverse produzioni in corso, la fantastica novità è che finalmente riscuoto nella mia calabria un grande interesse produttivo. Inizieremo le riprese di un cortometraggio nel mese di giugno, che avrà per location Gioia Tauro, Tonnara di Palmi, Terranova S.M., Vibo Valentia, Tropea, un progetto da me fortemente voluto, che ci porterà nella seconda parte a spostarci probabilmente a Malta ed in altre location, che per motivi di riservatezza non posso rivelare. Di sicuro, faremo parlare di noi! Io amo un genere di film forte, di denuncia a tratti destabilizzante. Dove i confini tra la legalità e l’emisfero criminale si amalgamano e si contrappongono allo stesso tempo. Generando sentimenti di sgomento e di amor patrio. Ci sarà tanto lavoro da fare, siamo carichi di entusiasmo e pronti a spenderci nel migliore dei modi.

Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perchè?

Questa domanda mi ricorda piacevolmente Gigi Marzullo! Penso di non poter paragonare la mia vita ad un solo film in quanto l’unicità della stessa, ne racchiude infinite possibilità. Ma nel quotidiano rilancio battute ed aforismi di molti grandi maestri quali Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, Woody Allen. Riguardo i primi due è inevitabile l’accostamento visto che vivo in Calabria grande fucina di storie che vanno dai “Bravi ragazzi” ai famosi “IL Padrino”, Allen mi affascina intellettualmente, mi fa ridere, quando ho qualche problema metto un suo film e spesso da risposte alle contraddizioni che quotidianamente mi circondano.

Oggi è molto difficile dire grazie. Diresti grazie a chi e per cosa?

Direi grazie alla mia famiglia perchè è solo grazie a loro che ho avuto la forza di andare avanti. Grazie a mia moglie che sopporta il mio vivere di cinema, è come al cinema in ogni momento della giornata. Grazie miei figli Elena, Sofia e Francesco perchè solo attraverso i loro occhi e la loro anima, potrò vedere il futuro del mondo quando non ci sarò più. Grazie al grande cuore di tutti quelli che mi sono amici, perchè con il loro affetto mi rendono un uomo migliore.

Walter Nicoletti
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