Intervista con il regista. Tommaso De Boni

di Gianfranco De Cataldo.

 

Ciao Tommaso ! La prima domanda. Un tuffo nel passato. Da bambino dicevi… “da grande farò”…?

Da grande farò…il veterinario, lo sciatore, l’architetto, il pittore, il giramondo, lo scrittore, l’attore, la guida alpina, il fotografo…insomma un sacco di cose tranne il regista!

Tanti pensano che fare il regista sia fare solamente soldi, in realtà è soprattutto passione con tanti sacrifici, raccontaci come nasce la tua…

Nasce sicuramente dalla passione per la fotografia, molto più economica e alla portata di tutti (20 anni fa), rispetto al video.
l’opportunità poi, grazie a una borsa di studio, di fare l’università alla Bauhaus Univesitaet di Weimar in Germania mi ha aperto il mondo del video con la possibilità di sperimentare e avvicinarmi a tecnologie che in Italia, a cavallo degli anni 2000, erano impensabili se non ai professionisti già affermati. Ho sviluppato là un interesse fortissimo più che per il cinema, per il reportage, per i documentari, girando e montando, accumulando esperienze che poi mi hanno formato professionalmente e mi hanno portato a essere quello che sono oggi.

Il lavoro del regista oggi.

Qui si apre un mondo! Sicuramente è molto cambiato rispetto a una volta, e sta cambiando e cambierà perché la domanda è in continuo cambiamento e le tecnologie sono in continuo cambiamento. Io faccio abbastanza fatica quando mi chiedono che lavoro faccio a dire: regista. L’immaginario collettivo rimanda subito al cinema, ai grandi registi con l’aiuto regista, l’aiuto dell’aiuto regista e l’aiuto dell’aiuto dell’aiuto regista…io mi sono fermato a un aiuto e il più delle volte non ho nemmeno quello. Ci sono un sacco di sfumature nel lavoro di regista e le nuove tecnologie, l’aumento della richiesta di prodotti diversi per diverse piattaforme e la velocità che spesso il cliente richiede , stanno cambiando radicalmente questa figura, il ruolo che essa ricopre ma la struttura della troupe stessa in generale. Io mi muovo abbastanza trasversalmente tra televisione, documentari, spot, prodotti per il web, prodotti con grandi, medi, ma anche piccoli budget…poi il cinema è un altro mondo, forse è la punta dell’iceberg riservata a pochi eletti che hanno scelto fin da subito di intraprendere quella strada e, fortuna loro, ci sono riusciti. Per quanto mi riguarda quando mi chiedono che lavoro faccio sono più a mio agio dicendo: filmaker o videomaker.

Secondo te come è possibile scrivere ancora cinema di qualità?

Ecco appunto…parlo da profano perché io il cinema lo guardo ma non lo faccio. Posso solo dire che mi capita di vedere molti film belli e molti brutti e, spesso, mi trovo a pensare, soprattutto per i film italiani, che la bellezza non è direttamente proporzionale ai soldi investiti.

Come nascono le tue idee?

E’ sempre un lavoro di squadra, con gli autori per i programmi televisivi o i creativi per gli spot o anche con il cliente direttamente.
Spesso attorno a un tavolo scervellandosi per ore ma anche chiacchierando al bar. Le idee che sviluppo sono il più delle volte a servizio di ciò che il cliente vuole comunicare. Lo sviluppo di un’idea originale credo che appartenga più all’arte, all’artista…io mi sento un artigiano.

Per quale tuo lavoro nutri maggiormente affezione? Quale invece ti ha dato filo da torcere?

Sicuramente il lavoro a cui sono più affezionato è il primo. Un documentario sugli agricoltori dei campi di banane del Nicaragua che stanno lottando tutt’ora contro le multinazionali che per decenni li hanno avvelenati con dei fertilizzanti altamente nocivi. Tanti sono morti e molti continuano a morire. Ho vissuto insieme a loro per quasi tre mesi e ci ho lasciato il cuore. Quello che più mi ha dato filo da torcere è stato un programma in prima serata su una rete nazionale di cui non faccio il nome. Oltre ad essere in difficoltà per via di ascolti non proprio ottimi mentre stavamo registrando una puntata in studio ho ricevuto la telefonata della mia compagna a cui si erano rotte le acque e non ho fatto a tempo a raggiungere la sala parto per vedere nascere la mia seconda bambina…quel programma l’ho odiato! e lo ricordo ancora con un certo disprezzo!

Un film che avresti voluto dirigere.

Fitzcarraldo… deve essere stata un’avventura estrema!

Raccontaci qualche aneddoto o retroscena dei tuoi lavori e delle tue esperienze passate.

Ahhh…non saprei da dove iniziare. Ne ho a decine! Quando si gira, magari in giro per l’Italia o per il mondo capita di essere anche in tanti, e la troupe finisce per assomigliare a una piccola famiglia temporanea ovviamente ricchissima di aneddoti e retroscena come tutte le famiglie.
Ricordo molti aneddoti bellissimi altri meno…una volta ho rotto inavvertitamente un dito all’attrice principale di uno spot chiudendole la mano nella porta di un auto. Lì per lì è stata una tragedia, non tanto per lei che è stata fortissima ma per la produzione e i tempi che erano strettissimi…adesso dopo anni quando ci incontriamo con l’attrice ci facciamo sopra una risata!

Se la tua vita fosse un film o una canzone, quale e perche’ ?

Una canzone… The Passenger di Iggy Pop. Perché racconta quello che tutti siamo… viaggiatori.

Mixologist: la sfida dei cocktail : raccontaci questo progetto.

Mixologist è un talent show dedicato al mondo dei barman. La fortuna di questo progetto è quella di aver trovato veramente una squadra eccezionale, in primis i talent, Flavio Angiolillo e Leonardo Leuci. è una format che ci porta in giro per l’Italia a cercare i barman più talentuosi e che si conclude nella stupenda sede della Campari a Milano in cui abbiamo allestito uno studio molto bello! E’ un programma leggero e divertente che a me personalmente, ma sicuramente anche agli spettatori, ha aperto un mondo incredibilmente ricco di argomenti e spettacolarità, quello dei cocktail.

Cosa consigli agli aspiranti registi?

Umiltà, coraggio e tanta pazienza

Progetti futuri?

il progetto per il futuro è quello di coltivare quello che ho appena scritto… essere umile, coraggioso e avere tanta pazienza!

 

 

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Walter Nicoletti

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Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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