di Walter Nicoletti.

 

Ciao Ragazzi! E’ un vero piacere ospitarvi sul nostro portale. Finalmente abbiamo avuto modo di ascoltare il vostro nuovo lavoro. Tornando al passato, vi sareste mai aspettato tutto questo?

SeM: Nel senso ’ti saresti mai immaginato di diventare un pazzo rockettaro armato di basso e cappello a cilindro?’ No non credo… da piccolo volevo essere Batman.
Davide: Ho iniziato a suonare con Sem e Paride con l’intenzione di divertirmi e fare tanti live, quindi posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo principale. Adesso abbiamo pubblicato il nostro secondo EP, ai live il pubblico si diverte e ci fa i complimenti, e il nostro nome inizia a girare nel panorama della musica indipendente, senza dubbio le cose vanno bene ed è sempre un piacere quando è così!

Come è possibile raccontare le vostre emozioni attraverso la musica?

SeM: La musica è il mezzo primario con cui cerco di trasmettere le mie emozioni, in questo progetto in particolare, essendo l’autore di tutti i testi e ideatore della base musicale (poi chiaramente sviluppata grazie ai miei validissimi fratelli nel rock, Paride e Davide). La vibrazione delle corde del basso e ruggire di fronte ad un microfono mi danno la possibilità di sfogare senza limiti ciò che sento dentro, è la potenza del rock, che frantuma ogni inibizione e permette quindi alle emozioni di sfogarsi libere cavalcando schitarrate impazzite, batterie pestate e bassi frenetici.
Paride: è probabilmente una delle cose più difficili per un musicista. Perché lui tenta sempre di far passare, attraverso la musica che scrive, le proprie emozioni ma spesso capita che ciò che percepisce chi ascolta non sia lo stesso. Quindi noi cerchiamo di raccontare qualcosa ma per la maggior parte delle volte viene inteso tutt’altro; l’importante è che ognuno però tenti di esprimersi e non produca musica “vuota” priva di passione.
Davide: Sono convinto che la parte emotiva della musica sia il risultato di come il musicista si relazioni con il groove del brano, le sue dinamiche e la sua armonia. Non serve a niente suonare veloce se non si è consapevoli di tutto il resto che fa parte del discorso musicale.

La musica è il luogo dove risiede la libertà?

SeM: In un certo senso sì, nel momento in cui partono le note il resto del mondo non esiste, oppure cambia la sua forma, come per magia, e per le due ore di show o per la durata di un disco i problemi spariscono. Magico e liberatorio.
Pardie: Assolutamente sì: la musica da sempre non giudica nessuno, né per le sue idee né per le sue scelte.
Davide: Potrei dire che ci sono due punti di vista: l’ascoltatore e il musicista. Per il primo è più facile vedere (e sentire) la musica come mezzo per rilassarsi e distrarsi dalla quotidianità e quindi per cercare un momento di libertà. Il musicista però vive la musica 24h al giorno per tutto l’anno, è il suo lavoro e la sua passione. Chi decide di affrontare la carriera musicale in modo serio sa che paradossalmente non può più liberarsi della musica.

In voi c’è un confine tra la persona e l’artista?

SeM:No, più che altro la possibilità di suonare amplifica ciò che sono, i miei pensieri, le mie paure, le mie voglie e l’energia. Sono sempre io, ma con la possibilità di esserlo all’ennesima potenza.
Pardie: Credo di no perché la musica ormai è entrata prepotentemente nella mia vita incentrando su di sé i miei discorsi e i miei pensieri. L’artista e la persona si sono fusi.
Davide: No, sono paranoico sul palco tanto quanto nella vita di tutti i giorni ahahah

Come vi rapportate alle critiche?

SeM:Servono per crescere ovviamente. Personalmente adoro i feedback che arrivano dalle persone, coloro che si definiscono «ignoranti» in materia musicale, il loro giudizio è sincero e spontaneo, spoglio di fronzoli e tecnicismi: insomma, capisci subito se quello che proponi cattura l’attenzione o se è piatto e scontato.
Pardie: Cerco sempre di pormi in modo positivo perché una critica deve far riflettere su come gli altri vedono il proprio lavoro e può anche capitare che da una critica si possa modificare il proprio modo di lavorare. Per questo ascolto molto volentieri le critiche e cerco di capire i motivi per i quali vengono fatte.
Davide: Dipende sempre da chi arrivano e come vengono esposte. E’ innegabile il fatto che, se esposte in maniera adeguata, siano il primo spunto che deve portare un artista a interrogarsi e a migliorarsi.

Ogni artista merita il pubblico che ha, il vostro pubblico come lo definite?

SeM: Ricco di #cROCKantezza ovviamente. Cerchiamo di divertirci e di far passare una serata piena di gioia e rock’n’roll a chi ci ascolta, e con un sorriso nel cuore è sempre un piacere ritrovare coloro che ci seguono quasi sempre: sono più che pubblico, innanzi tutto sono amici, e se vengono a trovarci così spesso beh, forse significa che quello che combiniamo non dispiace! E questo chiaramente porta a dare sempre di più ad ogni esibizione e in ogni canzone che viene scritta.
Paride: Il nostro credo sia il pubblico più “pazzo” e “scatenato” che si possa desiderare nell’underground. Partecipano sempre, cantano, ballano ma sopratutto si divertono e quest’ultimo è sempre l’obiettivo principale della nostra musica cioè il divertimento.
Davide: Pazzo e adorabile.

Oggi è molto difficile dire grazie. Direste grazie a chi e per cosa?

SeM: Ci sono alcune persone che ringrazio sempre, loro sanno chi sono e sanno perchè li voglio bene. Poi, a chi dire grazie… A Davide e Paride, che hanno permesso alla mia follia di sfogarsi in musica, a Geddy che ci cura il management ed è un amico, a Lemmy che ha inventato i Motörhead, ai Rats, ai Denimor anche se si sono sciolti, a mamma e papà perchè son dei fighi, a mia sorella che mi ha ispirato le parole per la prima canzone per questo progetto… grazie. Rock on!
Paride: Innanzitutto dovrei ringraziare la mia famiglia per avermi dato la possibilità di intraprendere la strada musicale e per sostenermi in ogni momento e ogni decisione. In seguito i miei due compagni della band, ma ancor prima amici, Sem e Davide che mi hanno saputo trasmettere fiducia e “stima” in quello che è a tutti gli effetti il primo progetto importante di cui faccio parte. Infine, ma non meno importanti, i miei due insegnanti che sono riusciti a passarmi la loro passione grazie ai loro insegnamenti e consigli, restano due persone che stimo moltissimo e alla quale tengo molto
Davide: Ci sarebbero da ringraziare un sacco di persone. Mi limito a ringraziare tutti i miei compagni ed ex compagni di band, cioè le persone con le quali sono cresciuto sia sotto il piano artistico sia sotto quello umano.

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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