Intervista con la cantante. Selma Hernandes

Il nostro redattore Vito “Nik Hollywood” ha intervistato la cantante Selma Hernandes. Di seguito l’intervista per voi lettori.

Ciao Selma! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao Nik, il piacere è mio. Grazie per l’ attenzione che dimostrate verso di me e del mio lavoro. Per un periodo ho sognato di fare il medico e questa inclinazione per le scienze mi ha portato a prendere la mia prima Laurea in Scienze Biologiche, dopo aver studiato 1 anno di Psicologia.
Potrebbe sembrare strano ma non ho mai sognato di diventare un personaggio famoso. La musica era una cosa naturale a casa nostra, papà suonava, mamma e nonna cantavano, presto i fratelli e sorelle più grandi hanno iniziato a imparare degli strumenti. Quindi la musica era sempre presente e naturalmente non era sogno ma realtà.

Chi è Selma Hernandes?
Una persona che ama la semplicità e la delicatezza, molto paziente e tranquilla ma che può diventare una tigre se si sente manipolata e ingannata.

Quando hai capito di voler entrare nel mondo della musica?
Non potrei dire che ci sia stato un momento specifico, è accaduto naturalmente ed è stata una conseguenza della mia crescita, come se non ci fossero state altre strade da prendere.

Il tuo primo esordio, cosa ricordi?
È stato prestissimo, avevo 7 anni. Ho cantato e suonato la chitarra, che non riuscivo nemmeno a tenere per bene, in una festa del mio paese. Il brano si chiamava “Belo” (Bello). In quel momento avevo paura del presentatore che per me sembrava un gigante. Però mi è piaciuto tanto.

L’importanza della formazione artistica.
La formazione è molto importante, ci vuole molto impegno e dedicazione per potersi migliorare e essere soddisfatti di se stessi. Ovviamente il talento viene prima di tutto.

Sei tornata sulla scena internazionale con il nuovo singolo “Chic and Kitsch”, prodotto da Luigi Rana. Un reggae fresco con un fondo di samba. Raccontaci quando nasce, come nasce e perché nasce questo tuo nuovo progetto.

“Chic and kitsch” è nato da una collaborazione fra me e Luigi Rana con il co-autorato di Vincenzo Gangi. Il brano ha cominciato a nascere parecchio tempo fa, però solo recentemente io e Luigi l’abbiamo ripreso mentre sceglievamo il repertorio dell’album nuovo. La melodia ha subìto ulteriori modifiche e Luigi ha curato gli arrangiamenti e tutta la produzione mentre io finalmente sono riuscita a finire il testo con l’ironia a cui mi ero predisposta. Avevamo voglia di divertirci, di fare un reggae cantato soavemente in portoghese con un richiamo al samba, il tutto unito ad un testo molto attuale che prende in giro il mondo dei Vip, inteso come un mondo basato soprattutto alle apparenze, tanto da sconfinare il limite fra lo CHIC e il KITSCH. Così è stato.

Attraverso la musica/le canzoni si può raccontare la vita?

Certamente. La musica è un veicolo molto potente che legato ad un testo può provocare tante sensazioni. Hai a disposizione pochi minuti per dire qualcosa, diversamente da quanto si può fare in un opera letteraria. Non mi è mai capitato di scrivere una melodia insieme ad un testo. Lavoro alle parole in un secondo momento, quando la linea melodica è già pronta. A quel punto penso su che cosa scrivere, studio la metrica e il suono delle parole, per cercare di avere un testo che abbia un perché o un senso compiuto e che sia in linea con il genere musicale al quale appartiene il brano. Lavorando insieme al mio produttore Luigi Rana ho imparato molto sul lavoro di composizione. Dal 2008 componiamo insieme ed è bellissimo avere a fianco una professionista che può andare oltre i tuoi limiti. Luigi Rana è il curatore in tutto per tutto degli arrangiamenti e di tutta la produzione di ogni brano.

L’inseguire la tua passione per la musica cosa ha tolto alla tua vita e cosa invece ha dato fino ad ora?
Sicuramente mi ha tolto la possibilità di vivere più vicino alla mia famiglia, di essere più presente nella vita delle persone a me care, perché gli impegni di lavoro sono molti. Dall’altra parte mi ha dato la possibilità di conoscere tanti posti in tutto il mondo, culture diverse, di aprire la mente e imparare a capire le differenze come un valore aggiunto e non come un pregiudizio.

C’è qualcosa che ti fa paura?
La degenerazione delle persone, perché vuol dire scendere ancora più in basso di quanto non siamo già scesi come umanità.

Obbedisci più al tuo cuore o alla tua testa?
Il mio cuore e la mia testa vivono in guerra. Spero trovare il giusto equilibrio.

Senza i sogni non si può…(continua tu)

…vivere.

Progetti futuri?
Tanti, molti già pronti per essere sfornati, (2 album inediti). Molti altri sogni nel cassetto che gridano disperatamente per essere liberati. 🙂

Selma, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e la tua carriera.

 

Vito
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