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Il nostro attore e direttore Walter Nicoletti ha intervistato il celebre artista Gaetano Russo. Di seguito l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori.

 

Ciao Gaetano! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. La prima domanda. L’infanzia e i tuoi sogni.

E’ un piacere e un onore essere intervistato da quello che ormai può definirsi l’illustre portale Voce Spettacolo, pertanto, il piacere è tutto mio. Mi si chiede cosa sognavo fare da bambino… a questa domanda risponderò anche abbastanza seriamente: “quello che ancora oggi sogno di fare”. Sembrerà strano, ma per mia fortuna le pulsioni sono identiche: curiosità, passione, stupore, anche se, come tutti i bambini, sognavo di fare tantissime cose, tutte quelle che catturavano il mio interesse. Erano quasi sempre legate agli artigiani che spiavo nelle viuzze del mio paese, Bernalda, e ai giochi e alla natura, parte integrante della vita di tutti i giorni, una sorta di via di mezzo tra Indiana Jones e il piccolo chimico. Quando mi si chiede, quindi, “a quale artista ti sei ispirato?”… viene da sé, almeno per me, affermare che tutti gli artisti (sono tantissimi) e l’arte in generale che hanno ispirato la mia vita “creativa” provengono dalla natura stessa, convergono in una sorta di enorme contenitore: la mia infanzia. Posso concludere, ad ogni modo, per quanto banale possa apparire, che la fonte principale da cui traggo ispirazione è la vita stessa in tutti i suoi aspetti, non necessariamente umani.

Quando hai capito di voler diventare un artista?

Credo che il vero momento in cui un individuo intuisce o venga sollecitato e solleticato da quell’idea che identifichiamo, più che altro in un’accezione sociale, vale a dire quella dell’artista, nasce nel periodo adolescenziale. Quello è il periodo nel quale ho maturato questa idea. Non è un caso, infatti, che, più che la mia tendenza naturale a riconoscermi in tale ruolo, sia stato forte il contributo degli adulti professori che me l’hanno suggerita. Come potete immaginare, l’ho seguita.

A quale artista ti sei ispirato?

Come ho già detto, le figure che reputo fortemente ispiratrici sono state quelle che nella mia infanzia prima, e nell’adolescenza poi, non appartenevano prettamente al mondo dell’arte, ma alla sfera contadina o a quella delle botteghe artigiane. Sono state queste figure a condizionare fortemente la mia immaginazione e la mia curiosità. Su questa base, fin dai primi anni del liceo scientifico, le mie informazioni e le mie attenzioni ricadevano in maniera sempre più affascinata sui grandi uomini e su tutta la storia dell’arte. Risulta quindi difficile individuare un nome. Perchè oggi, a distanza di 35 anni dalla mia infanzia, sono tantissimi gli artisti e i nomi che mi hanno ispirato e condizionato, e che ho amato, come quasi tutte le forme di arte. Forse, un aspetto che contraddistingue il mio lavoro è caratterizzato dal fatto che, dopo una formazione prettamente legata alle arti visive, alla pittura e alla scultura, la mia curiosità e la passione per il cinema, il teatro, la letteratura, mi ha portato in maniera profonda a studiare e sperimentare altre forme di linguaggio. Questo bacino di attività ed interessi, vissuti all’inizio in maniera puramente amatoriale e successivamente in maniera professionale, mi aiuta moltissimo in un’altra attività che oggi svolgo con grande passione e coinvolgimento: l’insegnamento. Come molti di voi sapranno, insegno all’Accademia di Belle Arti.

Per quale lavoro nutri maggiore affezione? Quale, invece, ti ha dato filo da torcere?

I lavori per i quali ho sviluppato una grande affezione sono quasi tutti, poichè tutti appartengono ad un percorso, ovvero ad una ricerca che è la base, come tutti sappiamo, per un pensiero e quindi per un elaborato artistico. Allo stesso tempo, ovviamente, tale concetto si ribalta nella difficoltà della maggior parte delle sperimentazioni che si trasformano in turbamento. E’ il dualismo «eros e thanatos». Uno fra i tanti lavori a cui sono particolarmente è «geoplano». La serie geoplano (serie di opere costruite con pietra, vetro, metallo e elementi vari) ha il sapore di un traguardo importante, direi focale per la mia vita da artista. Un elevato livello di ricerca interiore che mi ha permesso di ottenere  riconoscimenti e numerosi apprezzamenti dal mondo dell’arte sia nazionale che internazionale.

Un artista lucano apprezzato nel mondo. Anche perchè sei scenografo e hai collaborato con grandi nomi del panorama cinematografico internazionale.

Come già detto, vi ringrazio per le lusinghe, anche se fa sempre piacere ricevere complimenti per la propria attività. Sono tantissime le soddisfazioni che ho ricevuto anche a livello internazionale, e per questo mi ritengo molto fortunato. Non ritengo di essere il solo autore dei miei successi. La fortuna, come in ogni cosa, unita ad altri componenti, aiuta sempre coloro che fanno il proprio lavoro con dedizione. A tutto ciò devo aggiungere che il muoversi in lungo e in largo, con la competenza in una serie di attività in diversi campi del mondo dell’arte, facilita l’incontro di più persone, più artisti, anche di fama mondiale. Con questo intendo, pittori, scultori, attori, registi, scenografi, filosofi, letterati ecc. In questo la vita mi ha veramente regalato numerosissimi incontri di grande spessore, quelli, per intenderci, che ti segnano nel bene e nel male, se si è capaci di ascoltare. Sono tanti, troppi. Ne citerò qualcuno che mi sta particolarmente a cuore, senza nulla togliere agli altri. Mi riferisco, ad esempio, al grandissimo Joseph Beuys, incontrato giovanissimo quando ero ancora studente all’Accademia di Bologna. Ricordo la grande amicizia con Angelo Bozzolla, insegnante di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Pittsburg. Un giorno Angelo mi ha portato in studio il celebre artista tedesco. Sono seguiti, poi, una serie di incontri importanti, da Kate Haring a Basquiat, oltre a tanti altri. Ovviamente non posso escludere due nomi a me molto vicini, legati al mondo del cinema: Francis Ford Coppola, Dean Tavoularis (creatori di film come Il Padrino, Apocalipse Now ecc), George Lucas e tanti altri. Coppola fa parte, come è noto, della vita della mia famiglia, considerato che tra noi esiste una sorta di parentela.

Puoi raccontarci un ricordo o aneddoto del Maestro Francis Ford Coppola?

Certo. Vi racconto un episodio che non posso dimenticare con grande entusiasmo e anche con tenerezza. Si tratta del primo approccio della nostra famiglia con il grande regista. Avvenuto proprio a Bernalda dove lui stesso è venuto a scovarci (più che trovarci). Mio fratello Michele, in questo caso, ha giocato un ruolo determinante nel tessere le maglie che hanno favorito l’incontro. E’ stata la sua testardaggine e la sua passione, raggiunta attraverso una lettera partorita dopo sforzi e tremori, a condurlo nella nostra terra. Un giorno che non si dimentica. Come se ci fossimo sempre amati e conosciuti. Posso garantirvelo: vera pelle d’oca! Un altro episodio rilevante è avvenuto subito dopo la permanenza del Maestro (ormai annuale): incalzato dalla nostra idea di fondare a Metaponto una scuola di arti visive e di cinematografia presso il Castello Torremare, si è presentato all’improvviso in Basilicata con il suo jet privato, per poi giungere a Matera, pronto e deciso ad annunciare con una conferenza stampa l’intero progetto. Vi chiederete che cosa ne è stato di quella conferenza e dei propositi? Soddisferò la vostra curiosità. Niente! Mi chiederete ancora una volta perche? Vi risponderò: ancora oggi me lo chiedo. Aggiungerò solo che tutti erano presenti, mi riferisco ai vertici del governo lucano, nessuno escluso: Sindaco di Matera, Presidente della Provincia ecc. Chissà, forse si aspettavano che Coppola volesse fondare e finanziare di propria mano questa scuola. Il Maestro è stato molto chiaro sulle sue intenzioni, non solo quella volta. Ovviamente non ci sarebbe stato un suo finanziamento diretto. Ricordo benissimo il fragore e l’entusiasmo indescrivibile per quelle sue affermazioni precise e convinte. Un vero tripudio del quale ci sono state testimonianze, innumerevoli notizie su tutte le testate nazionali ed internazionali. Oggi lottiamo, con un approssimativo successo, affinchè il cinema lucano sia volàno culturale ed economico. Cosa molto possibile… ma immaginate cosa poteva divenire, sotto il profilo dell’impatto pubblicitario, culturale ed economico, una scuola delle Arti e del Cinema supportata dalla Zoetrope di Francis Ford Coppola. Ancora oggi me lo sto chiedendo. E continuano a chiedermelo. Ma non sono in grado di fornire nessuna risposta. Magari voi ne avrete una.

La nostra terra. La Basilicata. Un tuo pensiero personale.

Ed e proprio legandomi a quest’ultima riflessione dirò che la nostra terra, “La Basilicata”, vive una sorta di dualismo. Misterioso per alcuni aspetti, non troppo per altri. Amo troppo questa terra per non essere un suo sostenitore in tutti i sensi, ma al tempo stesso, anche sufficientemente critico e poco indulgente verso iniziative che hanno come base il pressapochismo. Con questo voglio dire che ci sono molte iniziative culturali positive che stanno caratterizzando il nostro territorio, tuttavia le stesse risultano ancora un po’ acerbe e poco autosufficienti. In tutta onestà, ritengo che siano affette da quella che io chiamo “sindrome dell’orticello”. Ad ogni modo, resto un ottimista inguaribile, anche se molto critico. Lo sono per natura, e soprattutto nei miei confronti.

Le soddisfazioni che ti sei tolto (un po’ di autocelebrazione non fa mai male!).

Le soddisfazioni che mi sono tolto? L’aver raggiunto un’accettabile credibilità sul piano professionale nonché personale, ovviamente non mi riferisco solo alla mia terra. Questo è quello che dicono di me. Ed è questa infatti la parte che, forse, presuntuosamente, mi attribuisco. Tutto ciò, a mio parere, è poco interessante. In realtà è anche poco gratificante, soprattutto quando sei consapevole che quei successi che ti sei guadagnato o che la vita ti ha donato restano solo affar tuo e non possono essere condivisi con altri. Per fare un parallelismo un po’ particolare, é come fare una bellissima mostra in un’isola deserta o quasi deserta. Lo sforzo che mi impegna da un po’ di tempo è legato a questi aspetti. A quelli della cultura, della comunicazione e di una fondamentale e necessaria condivisione di intenti e formazione che ci diano la possibilità di maturare un cammino più fluttuoso e più collettivo sul piano sociale, culturale ed economico. A mio giudizio, solo percorrendo questa strada si possono creare le basi per una reale crescita di una terra così meravigliosa. Tutti i grandi maestri che sono stati qui lo asseriscono e lo hanno dimostrato tornando e creando legami importanti.

L’aspetto di Gaetano Russo nascosto al pubblico?

Malgrado le apparenze, mi ritengo un figlio delle cose, e per cose mi riferisco ai luoghi in cui vivo, alla gente che mi circonda e al beneficio che sono capace di trarre da ciò. Sembrerà strano, ma ciò avviene sempre con molta caparbietà, a volte con aggressività e con pudore. Si, forse il mio aspetto meno conosciuto è proprio questo, sono una persona pudica e molto riservata.

Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?

Se la mia vita fosse un film sarebbe “Apocalypse Now”. Perchè la  pellicola nasce da un grande romanzo di J. Conrad (Cuore di tenebra) con un’ossatura portante, quella di un’idea del viaggio. Tutto ciò mi riporta inevitabilmente ad un altro importante capitolo della storia umana, nel caso specifico, al “viaggio” di  uno dei più grandi sceneggiatori, Omero e la sua Odissea. Ancora oggi, infatti, il poeta greco influenza la mia vita creativa attraverso la sua opera.

Come vedi il tuo futuro?

Lo vedo come sempre impregnato di progetti di vario tipo; infatti se c’è una cosa che non riesco proprio a fare è certamente quella di starmene con le mani in mano. Non so se è un pregio o un difetto. Ma è così.

Stai lavorando su più fronti. Dall’arte al cinema, dal teatro alla formazione. I tuoi futuri progetti.

Attualmente c’è l’impegno didattico con l’Accademia di Belle Arti. Seguirà la preparazione per un’importante mostra personale a Santa Barbara (California), fra qualche mese. Nel frattempo, per quanto concerne l’attività cinematografica, abbiamo da poco fondato una società di produzione artistica, la Genea Art Production, con l’obiettivo di supportare a 360° ogni attività a carattere artistico-culturale, senza esclusione del teatro e del cinema. Sottolineo teatro e cinema perchè Genea Art Production, tra le varie iniziative, è gia al lavoro per un’interessantissima produzione teatrale. La nostra ambizione è farla partire proprio da Matera, Capitale della Cultura 2019. A tutto ciò si sono aggiunte varie collaborazioni e coproduzioni a livello regionale con bravi e giovani cineasti locali, oltre ad ulteriori lavori che stanno per avviarsi con produzioni internazionali. C’è un grande entusiasmo. Tutto ciò mi conforta perchè, con impegno, si va avanti in maniera fruttuosa. C’è l’ausilio e la partecipazione di forze giovani che si stanno muovendo con serietà. E’ una grande soddisfazione poichè credo fermamente (e questo forse è il progetto futuro più importante) che sia necessario riporre fiducia ed energia nei giovani. Mi riferisco anche alla sfera dell’infanzia, a quella dei bambini. Come ho già ripetuto in altre circostanze, sono loro la nostra vera linfa vitale, la nuova energia e la nostra inesauribile ricchezza. Per i bambini è nato un progetto dal titolo “Officine Lucane Arte Contemporanea per l’Infanzia”. Per arte contemporanea si intende tutta la sfera delle espressioni artistiche: pittura, scultura, cinema, teatro ecc. In conclusione, quindi, è la formazione l’obiettivo principale da raggiungere. Ritengo che essa sia l’unica vera e  fondamentale sfera su cui impegnarsi nel prossimo futuro.

Ringrazio Voce Spettacolo per la sua attenzione e professionalità e auguro tutto il meglio possibile. Con stima profonda.

Gaetano Russo – Genea Art Production

 

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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