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E chi se lo aspettava? O meglio, chi si aspettava uno spettacolo del genere di Dario De Luca al Teatro Comunale di Matera? Ironico, graffiante e profondo, mette in luce l’uomo e la società moderna con le sue debolezze, con i suoi desideri, capace di grandi slanci ma anche di tremendi tonfi. Uno spettacolo sempre legato ad un filo conduttore: la narrazione in forma di poesia/canzone di singoli eventi con il sapore del racconto antico, da cui partire per trovare dei messaggi da trasferire nella nostra vita attuale.

E’ successo venerdì 9 gennaio 2015, quando l’attore di origine calabrese ha affascinato non solo giovanissimi, ma un pubblico di tutte le età: mamme, papà, adolescenti, 30enni,… insomma un artista per tutte le fasce e che accontenta tutti, trattando temi molto seri e importanti. Ma la vera forza di questo spettacolo è nella semplicità della struttura scenica e nella sua performance. Infatti Dario De Luca, oltre a cantare e ballare, interpreta, recita, crea, emoziona. Non il semplice spettacolo teatrale, ma qualcosa di più; una sorta di teatro-canzone rivisto e corretto su testo di Giuseppe Vincenzi e accompagnato alle tastiere dal Maestro Paolo Chiaia.

Perché De Luca ama così tanto quello che fa da darsi completamente e sprigionare una carica e potenza incredibile, tanto che poi i saluti durano più del previsto da quel palco. E infine quel calore del pubblico accorso ad assistere ad un grande evento come solo i veri professionisti sanno realizzare.

 

Il nostro direttore Walter Nicoletti ha intervistato Dario De Luca. Di seguito l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori.

 

Ciao Dario, benvenuto sul nostro portale e complimenti per lo spettacolo. Allora come è andata?

Direi benissimo! Finalmente sono ritornato a Matera dopo più di quindici anni. Ci sono stato nel ’98 per partecipare ad un progetto nei Sassi con il “Teatro dei Sassi” diretto da Massimo Lanzetta. Ho avuto un grande piacere a tornare e a ricevere calore e apprezzamenti da questo pubblico attento, curioso e disponibile all’ascolto del genere teatro canzone che, con la morte di Gaber è andato ad oscurarsi. E’ stata una bella prova. Credo sia importante provare a capire se ci sono nuovi autori che possano raccontare l’Italia di oggi. Questo spettacolo è certamente caratterizzato dalla trasversalità, considerato che abbraccia un po’ tutte le età. Non dimentichiamo, poi, che con la musica, molto spesso, è più facile approcciare un pubblico abituato al teatro contemporaneo. Ora che vado via, sicuramente porto con me la speranza e la voglia di ritornare.

Perchè il titolo “Va pensiero che io ancora ti copro le spalle”?

Questo titolo è stato inventato qualche anno fa da Giuseppe Vincenzi, l’autore del testo. Erano dei suoi vecchi pezzi. Esisteva solo come progetto musicale. Questo spettacolo è in realtà il secondo capitolo di una trilogia dal titolo “Trilogia del Fallimento”, composta da “Morir si giovane in andropausa” con la partecipazione di un’intera band, poi “Va pensiero che io ancora ti copro le spalle” ed infine il terzo capitolo intitolato “Parmi veder le lacrime ma è solo un coccodrillo”. Si tratta di un racconto ironico e leggero sul  fallimento di una generazione, la mia generazione. E’ un modo per raccontare il momento storico che stiamo vivendo. All’inizio abbiamo deciso che tutti i nostri titoli dovevano avere come prima parte una matrice verdiana, la seconda, invece, doveva smontarla ironicamente. Abbiamo scelto Verdi perché è stato un uomo che guardava il suo tempo, faceva una musica politica.

Dove proseguirà il tour?

Il tour ha debuttato a giugno 2014, abbiamo toccato molta Calabria, Roma, la Basilicata. Nei prossimi mesi faremo tappa a Milano e Brescia. Non si escludono altre date.

Allora aspettiamo il terzo capitolo della trilogia… ma stai lavorando contestualmente su altri progetti?

Certo. Fra un anno e mezzo vorremmo uscire con il terzo capitolo della trilogia. Ho in mente anche un altro testo: una tragedia greca per raccontare la Calabria. Si tratta dell’Antigone. Un’ipotetica Antigone calabrese che si ribella all’omertà e collabora con la giustizia. Penso ad Antigone come una donna che si oppone ad un certo pensiero di stato e di potere. Sto ragionando sulle lupare bianche. Si tratterà di un messaggio molto forte al fine di svegliare le coscienze. Credo sia la funzione principale del teatro.

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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