Di Emanuela Del Zompo.

 

L’attore indiano insieme a Carole Andre, Andrea Giordana, Guido e Maurizio De Angelis (autori del tema musicale di successo che ha venduto 6 milioni di dischi in tutto il mondo) ed i figli di Adolfo Celi ha presenziato al Roma fiction festival, ricordando il grande regista che l’ha diretto e ripercorrendo i momenti più salienti della sua carriera sopratutto il debutto cinematografico con Sandokan che l’ha reso celebre in tutto il mondo e che come dice lo stesso attore, gli ha cambiato la vita.

“Sandokan è un eroe del colonialismo. La rai ed il produttore Federico Scardamaglia, realizzarono il film girando in Inghilterra , India, Malesia e Thailandia e per trovare me, dice Kabir Bedi, organizzarono insieme al regista Sergio Sollima, un tour della Malesia, perchè volevano che l ‘interprete di Sandokan, fosse un’attore indiano. Sono stato scelto a Bombay e quando Sollima mi incontrò, fu subito catturato dalla mia presenza scenica, ma soprattutto dal mio sguardo che lo riconducevano ai disegni illustrati nelle avventure di Salgari, l’autore del personaggio.
In quel periodo era fondamentale la ricerca del realismo nel raccontare una storia e all’epoca le avventure di Sandokan rappresentavano una storia rivoluzionaria ma allo stesso tempo moderna. La rai sapeva che questo progetto sarebbe stato importante ed il successo era dovuto grazie al protagonista maschile che rappresentava un eroe dalla vita difficile che si impegnava per un preciso scopo di giustizia sociale. Sandokan è stato un grande evento della tv italiana ed è stato un tipo di cinema che ti consentiva di fare una grande esperienza umana.
Questa serie tv ha stabilito nuovi standard con le scene girate in acqua che prima di allora non erano state realizzate. Salgari era un grande scrittore della tv ma il suo talento non è stato riconosciuto: è morto in povertà e solo dopo la sua morte è divenuto popolare.”

Chiediamo a Kabir Bedi, cosa ha rappresentato per te questa produzione e questo personaggio?

E’ stato un evento mondiale e sono grato in eterno a Sergio Sollima per avermi scelto per interpretare Sandokan. Grazie a questo personaggio ho avuto una carriera internazionale: ho lavorato ad hollywood in serie tv come Beautiful. Ma anche Bollywood si è accorta di me.

Come sei stato scelto?

Sollima l’ho incontrato in India ma anche se a primo colpo è rimasto impressionato dalla mia presenza fisica, ha voluto farmi un provino a Roma.

Che ricordo hai di lui e del set?

Era un gran signore e pieno di umorismo e avevamo tutti gran fiducia in lui. Qualsiasi cosa diceva era quella giusta, ma era anche intransigente sul lavoro e allo stesso tempo un uomo tenero. Aveva una corazza e si nascondeva dietro questa corazza. Sul set si è instaurato un clima di grande amicizia, eravamo e siamo ancora una grande famiglia.

Quali difficoltà hai incontrato tu e gli altri nel girare Sandokan?

I costumi erano uno dei problemi ricorrenti. Ma la ricerca del realismo era importantissima e molti attori ( o non) sono stati presi sul posto perchè il regista voleva assolutamente incorniciare la realtà e la sua naturalezza.

Il suo rapporto con Carole Andrè?

Risponde l’attrice francese: Sandokan si innamorò perdutamente di Lady Marianna ,mentre lei ricorda che sul set non poté fare a meno di rimanere affascinata da Kabir Bedi. «Avevo 20 anni e a quell’epoca lui non rappresentava un’ideale di uomo molto comune», ha ricordato la Andrè. «Spesso lo trovavamo a testa in giù a fare yoga, non si poteva resistere al suo fascino».

 

L’incontro con gli attori è stato preceduto dalle visione del primo episodio di Sandokan. A distanza di anni colpisce ancora l’immaginario unico che Sergio Sollima e il suo team sono stati capaci di creare.

 

Walter Nicoletti
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