Intervista con l’attrice. Giovanna Cappuccio

Giovanna Cappuccio

Il nostro redattore Vito “Nik Hollywood” Nicoletti ha intervistato l’attrice Giovanna Cappuccio.
Di seguito l’intervista esclusiva per voi lettori.

Ciao Giovanna! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Volevo essere una showgirl. Mi piaceva ballare, cantare, recitare.. insomma qualsiasi cosa riguardasse lo spettacolo.
Da bambina ero un pó irrequieta ed era difficile tenermi buona a casa. L’unica cosa che mi fermava era vedere un film oppure le magnifiche trasmissioni Rai degli anni ’80, come Fantastico, o riprese Tv di spettacoli teatrali. Li vedevo e mi incantato, ipotizzata.
La soluzione per i miei genitori fu, per cui, comprare un videoregistratore. Registravano e nei momenti critici mi piazzavano lí ed io vedevo e rivedevo (all’infinito) puntate di show, film, commedie e li ripetevo! Arrivavo a conoscere a memoria tutti i ruoli, tutte le battute… imparavo tutto a memoria.
I piú gettonati erano: le sigle della Cuccarini o Parisi, Romeo e Giulietta di Zeffirelli e La locandiera con Carla Gravina.
I miei erano costretti a vedere sempre le stesse cose per giorni e giorni! In quei giovanissimi anni decisi già di trasferirmi a Roma per fare “quello lí”, cosí come dicevo.

Giovanna artista nasce per caso o per destino?

Direi destino… ho provato anche a fare altro, ma senza riuscirci.

Cosa significa essere attrice, oggi.

Significa avere dedizione, essere pronte a sacrificarsi, essere disposte a mettersi sempre in discussione e a servizio dei personaggi. Tanti vogliono essere attori in questo momento storico, la differenza la fanno la qualità, l’onestà interpretativa e la determinazione.

Recitare è un modo per sentirsi liberi?

Recitare richiede grande libertá.. Per poter davvero rendere un’altra vita, con grandi probabilitá diversa dalla nostra, bisogna essere profondamente liberi e senza pregiudizi. Quindi dico sí, recitare é un modo per sentirsi liberi ma in parte bisogna giá esserlo.

La fortuna per un’attrice è la consapevolezza di poter osservare dentro di se. Chi è Giovanna quando è se stessa?

Sono cosí come mi mostro. Non mi piace recitare nella vita, cerco per cui di essere spontanea, passionale. Ho bisogno di sentirmi libera di mostrare anche i miei lati “oscuri”.

Quali emozioni lascia dentro di te un personaggio una volta finito di interpretarlo?

Ogni personaggio interpretato rappresenta sempre una crescita per me come persona. Attraverso i vari ruoli ho avuto la possibilità di scoprire lati di me, alcuni anche negativi, che non conoscevo. É un gioco che arricchisce profondamente l’animo.

Giovanna cosa ha avuto dalla vita?…e cosa chiede?

La strada é ancora lunga da fare, ma ho avuto giá delle soddisfazioni. Cerco, peró, di non accontentarmi perché sono convinta che quando ci si dá al massimo delle proprie possibilità l’ambiente possa rispondere.
Non chiedo. Penso che arriverà ció che é meglio per me è per le persone a me care. Ho grande fiducia nella vita.

Malinconia è la felicità di sentirsi tristi. A Giovanna capita mai di essere malinconica?

Io sono assolutamente malinconica. Credo che sia una condizione necessaria per la creatività. É un pó ció ke Baudelaire definiva Spleen ma meno cupo. La malinconia aumenta l’empatia e la sensibilità, necessarie per un attore o per un artista, di percepire sé stesso e gli altri.

Giovanna obbedisce al suo cuore o alla sua testa?

Troppo spesso il cuore. Anche se quando mi capita di andare razionalmente nelle cose, rischio a volte di restare imbrigliata nei miei stessi pensieri. La soluzione migliore é quando cuore e testa riescono a coincidere, basandosi su qualcosa di molto piú profondo che é l’istinto..raramente si sbaglia cosí.

Progetti futuri?

Ci sono in ballo delle cose importanti ma, siccome sono ancora in via di definizione, non ne posso parlare. Per il resto faccio il tifo per “Rivelami”, un cortometraggio per la regia di Alice Terranova, girato quest’inverno e in concorso ai David di Donatello.

Senza i sogni non si può…(continua tu)

Vivere. I sogni sono la legna che, ardendo, fa camminare questa macchina meravigliosa che é la nostra vita.

Giovanna, grazie mille per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa I migliori auguri per il tuo futuro e per la tua carriera!

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).

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