Intervista con l’attrice Lidia Napoli Nonis

di Walter Nicoletti.

 

Ciao Lidia! Come nasce la passione per la recitazione?

Ciao! Sin da piccola ho sviluppato un’immaginazione molto potente, mi è sempre piaciuto leggere, immergendomi nelle storie più svariate, e ovviamente guardare film, sono sempre stata una cinefila accanita. Quando a 12 anni mi ritrovai per caso a fare una recita in lingua inglese in un campo estivo capii che era cambiato qualcosa, avevo scoperto un modo di esprimere me stessa a 360 gradi. Ricordo la felicità di lavorare su copione per la prima volta. Decisi che avrei tentato quella strada. La recitazione mi fa sentire viva ancora oggi, nel corso degli anni è stata la mia vena creativa ma anche la mia ancora di salvezza nei momenti difficili. E’ un mondo magico che non so spiegare.

Il tuo curriculum è ricco di esperienze teatrali, cinematografiche e televisive. Ma se dovessi scegliere…

Assolutamente il cinema, il set è il mio contesto di lavoro ideale. E’ anche il settore in cui ho più esperienza. Mi sento molto a mio agio con la telecamera, lavoro in piena tranquillità cercando di dare il meglio di me in ogni singola scena. I ritmi sono pesanti e a volte ho girato in condizioni quasi disumane ma è quello che più amo fare senza ombra di dubbio.

L’interpretazione di un personaggio porta sempre alla scoperta della propria interiorità. Perché?

E’ un lungo viaggio interiore in cui metti a nudo la tua anima. Durante la preparazione di un personaggio si attinge in genere anche alle proprie esperienze personali ma, per quanto mi riguarda, non ho mai fatto così, per me si tratta solo e unicamente di immaginazione. Anche perché alcune vite erano davvero troppo distanti dalla mia. Sei tu da solo con la tua immaginazione. E’ tutto quello che hai.

Quanto c’è di personale nel tuo lavoro?

A dire il vero molto poco, cerco di fare una distinzione netta.

Un sogno ricorrente…

Devo andare in scena ma non ho la minima idea di quale sia lo spettacolo e non ho fatto le prove. Fortunatamente però si conclude sempre un paio di minuti prima che si apra il sipario.

Sei redattrice di Teatro.Org e Alcinema.Org. Come nasce la passione per la scrittura?

Lo sono stata per due anni, dal 2006 al 2008, ora non più. Ultimamente mi diverto a scrivere soggetti, a buttare giù qualche idea, soprattutto durante i miei lunghi viaggi in treno. E’ un altro modo per impiegare il tempo in modo creativo.

Pregi e difetti…

Più difetti che pregi! In generale sono molto precisa, il mio perfezionismo è una cosa positiva ma anche negativa perché mi porta a pensare che avrei sempre potuto fare di più. Sono logorroica e ho una grandissima tenacia che però sfocia anche in una bella testardaggine.

Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?

Bella domanda, Big Fish di Tim Burton, perché ormai nella mia vita, attraverso il lavoro, il confine tra realtà e fantasia è sempre più sottile. Però io non guarderei mai nell’occhio, non voglio saperlo! E’ un film che adoro, lo riguardo sempre volentieri, è uno dei miei preferiti insieme a Blow di Ted Demme e a Moulin Rouge di Baz Luhrmann.

Ci sono stati momenti in cui stavi per mollare tutto?

Certo che si, anche perché questo non è un settore tutto rose e fiori. Le difficoltà sono tantissime ma col tempo ho imparato ad ignorarle. Sono fermamente convinta che quando vuoi veramente qualcosa i lati negativi passano decisamente in secondo piano.

Oggi a chi diresti grazie?

Alla persona che mi sta accanto e ai miei genitori che in passato non hanno ostacolato la mia scelta.

Spesso gli artisti vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro ti spaventa?

A volte si, perché negarlo. Generalmente però sono fiduciosa, guardo avanti con ottimismo. Spero che tutto vada come adesso ma sempre meglio, di lavorare in progetti interessanti, di raccontare belle storie, di dar vita a personaggi che effettivamente abbiano qualcosa di significativo da dire. Credo tantissimo in quello che faccio e, finché me ne daranno la possibilità, continuerò a recitare. Nel futuro immediato c’è un progetto che sto curando non solo dal punto di vista recitativo, spero di esserne all’altezza. Per il resto la vita raramente va come la pianifichiamo ma comunque basta non perdere l’entusiasmo e la passione.

 

ENGLISH VERSION

 

Hello Lidia! How did your passion for acting?

Hello! From an early age I developed very powerful imagination, I have always enjoyed reading, immersing myself in the most varied stories, watching movies, and of course, have always been a film buff fierce. When 12 years I found myself by chance to make a recitation in English at a summer camp I realized that something had changed, I had discovered a way to express myself at 360 degrees. I remember the happiness of work on the script for the first time. I decided that I would try that route. The acting makes me feel alive even today, over the years has been my creative streak but also my lifeline in difficult times. It ‘a magical world that I can not explain.

Your resume is full of theatrical experiences, film and television. But if I had to choose …

Absolutely the cinema, the set is my ideal work environment. It ‘also the area in which I have more experience. I feel very comfortable with the camera, working quietly trying to give my best in every single scene. The rhythms are heavy and sometimes I turned in almost inhuman conditions but that’s what I love to do most clearly.

The interpretation of a character always leads to the discovery of one’s inner life. Because?

It ‘a long inner journey in which lay bare your soul. During the preparation of a character also it draws in general to their personal experiences but, as far as I’m concerned, I have never done so, for me it is just and only the imagination. Also because some lives were really too far away from mine. Are you alone with your imagination. And ‘everything you have.

How much of staff in your work?

Actually very little, I try to make a clear distinction.

A recurring dream …

I have to go on stage, but I have no idea what the show and I have not done tests. But fortunately always it ends a couple of minutes before it opens the curtain.

You’re an editor of Teatro.Org and Alcinema.Org. How did your passion for writing?

I have been for two years, from 2006 to 2008, not anymore. Lately I enjoy writing subjects, jotting down some ideas, especially during my long train journeys. It ‘s another way to use their time creatively.

Pros and cons …

More defects than merits! In general they are very precise, my perfectionism is a good thing but also negative because it leads me to think that I could always do more. I’m talkative and I have a great tenacity but also leads to a beautiful stubbornness.

If your life were a movie, what would it be? And why?

Good question, Big Fish by Tim Burton, because now in my life, through work, the line between reality and fantasy is getting thinner. But I never would look in the eye, I do not know! And ‘a film that I love, always happy about, is one of my favorites along with Blow Ted Demme and Moulin Rouge by Baz Luhrmann.

There were times when you were about to give it all up?

Of course it is, because this is not an area all roses. The difficulties are many but in time I learned to ignore them. I firmly believe that when you really want something the downsides go far into the background.

Now who would you say thank you?

The person who is next to me and to my parents who in the past have not hindered my choice.

Often the artists are immersed in the emotions of the present. The future scares you?

Sometimes, why deny it. Generally, however, I am confident, I look forward with optimism. I hope that everything goes as now but still better, to work in interesting projects, to tell good stories, to give life to characters who actually have something meaningful to say. I believe very much in what I do and as long as I give you the opportunity, I will continue to pray. In the immediate future there is a project that I am taking care of not only the recitative point of view, I hope to live up to. For the rest of his life rarely it goes as we plan but just not to lose the enthusiasm and passion.

 

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Walter Nicoletti
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