Intervista con l’attrice. Silvia Quondam

di Walter Nicoletti.

 

Ciao Silvia! Benvenuta su Voce Spettacolo. “Catturandi” attualmente in onda su Rai1. Nella fiction interpreti il ruolo della sorella di Anita Caprioli. Te lo saresti mai aspettato?

Non mi aspettavo di avere la fortuna di girare una fiction in una terra meravigliosa come la Sicilia, che non avevo mai avuto l’occasione di conoscere. Non mi aspettavo nemmeno di partecipare ad un format che parlasse di mafia, in un modo tra l’altro ancora abbastanza inesplorato. È stato un bellissimo regalo della fortuna, mi sento una privilegiata.

Talento, preparazione, determinazione e fortuna, secondo te qual è la cosa più importante per avere successo?

Non credo esista un netto confine tra questi quattro aspetti, a mio avviso imprescindibili nell’affrontare qualsiasi tipo di mestiere, tanto più in campo artistico.
Il talento ti guida verso ciò che ami e sul quale hai più voglia di investire, la preparazione ti predispone ad una dimensione artigianale del mestiere, nel quale si richiede di essere tecnicamente efficaci e autonomi. La determinazione muove la fortuna a tuo favore. La fortuna si potrebbe considerare come una risultante dei primi tre fattori.

Quando si parla di cinema, di cosa si dovrebbe parlare? E perché?

Nel parlare di cinema, secondo me non ci può slegare in alcun modo dal concetto di cultura. Sia che si parli di cinema di “evasione” sia di cinema “impegnato” ogni film porta con sé una valenza simbolica e culturale potentissima. Il cinema a questo proposito potrebbe proporsi come sviluppatore di cambiamento personale e collettivo, accrescimento di alcune abilità cognitive, emotive e sociali. Il cinema è tra l’altro anche un forte motore di riflessione politica e etica sulle proprie condizioni e sulla possibilità di migliorare il proprio contesto di appartenenza.

Cosa ti ha tolto la vita e cosa invece ti ha dato fino ad ora? … E nel tuo lavoro?

Non saprei distinguere esattamente le due cose, ogni cosa che ti toglie la vita contiene la possibilità di un’opportunità, la sfida è saperla riconoscere.

Quali sono i momenti speciali della vita che porti con te?

Una tra le esperienze più significative della mia vita è senz’altro l’aver frequentato un’importante scuola di cinema che è la Gianmaria Volonté. Un luogo di concentrazione di professionisti indiscussi del mestiere che con umiltà hanno trasmesso il proprio sapere acquisito sul campo.

Credi davvero in tutto quello che fai?…e fai davvero tutto quello in cui credi?

Credere in quello che si fa non è forse l’unico motivo per scomodarsi nel fare qualcosa? Fare davvero tutto quello che si crede, invece, è più complicato, ma credo sia proprio questa l’idea stessa del vivere: predisporre un proprio percorso piuttosto che inseguire risultati.

Il tuo rapporto con il pubblico.

Facendo anche teatro mi trovo spesso a confrontarmi col pubblico. Credo la cosa più bella di questo lavoro sia proprio quel momento di totale condivisione del proprio punto di vista, che ogni persona legge nel suo personalissimo modo e se ne avrà voglia poi ti regalerà una restituzione forse critica, forse amorevole, forse giudicante, forse libera,… ogni processo di pensiero, qualsiasi esso sia, lo spettatore faccia di fronte a qualcosa di artistico è per l’attore un obiettivo raggiunto.

Ma la vita è sempre più bella di un bel film?

Beh dipende dai film! O almeno dal genere!

Se potessi orientare il tuo futuro?

Se potessi orientare il futuro probabilmente guadagnerei soldi facendo la cartomante! Scherzo! Credo che ogni scelta o non scelta orienti il futuro in un modo spesso imprevedibile, per questo provo più che altro a vivere principalmente nel qui e ora in modo il più nutriente possibile.

 

FOTO: MARIA LA TORRE

 

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Walter Nicoletti
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