Intervista con Micol Ronchi

 

MICOL RONCHI, DA CHIAMBRETTI A PLAYBOY FINO ALLA… RADIO

Da Chiambretti a Playboy, dalla tv alla radio passando per il mondo del cinema e delle riviste patinate. Micol Ronchi, a modo suo, le ha passate davvero tutte, tuffandosi nei mass media e passando da un mondo all’altro riuscendo sempre ad adattarsi e a spiccare. Il segreto? Sta nel lavoro, in una sana ironia e in qualche maestro che l’ha accompagnata nella sua carriera. Oggi potete ascoltarla in radio dopo che gli italiani sono già stati catturati dal suo corpo e – perché no – dal suo cervello. Eppure l’esordio è stato frutto del caso: quando si dice che la Dea Fortuna ci mette lo zampino…

Come è scattata la molla che ti ha messo davanti alla cinepresa?
In effetti non è scattata nessuna molla. La cinepresa è arrivata da sola. L’ho sempre sognata, ma non ho mai avuto il coraggio di desiderarla.

Perché una ragazza come te si mette in gioco in questo mondo?
È strano, quando mi si è presentata la possibilità di lavorare nel mondo dello spettacolo, mi ci sono fatta inglobare senza pensarci troppo. Poi sono arrivate le sfide. Poi ancora è arrivata la voglia di dimostrare che qualcosa lo potevo fare anch’io. E poi è arrivato Lucignolo, il programma di Italia 1, e mi si sono spalancate le porte

Il tuo volto non passa inosservato, il tuo fisico nemmeno. Cos’è la sensualità dal tuo punto di vista?
La sensualità è un atteggiamento inspiegabile. È qualcosa fatto di dettagli minuscoli. Assolutamente impossibili da replicare e da spiegare.

Ci racconti chi è Micol Ronchi lontana dalle telecamere e dagli obbiettivi?
Una ragazza piena di dubbi, incertezze, di progetti. Mi sveglio la mattina con l’idea. La scrivo. E poi la dimentico, non so nemmeno io spiegare perché. Ho scoperto che mi piace cucinare, che mi piace il fai da te. Ultimamente mi sono appassionata seriamente alla moda. Davvero un dramma, assomiglio sempre più a mia madre.

Che sensazioni hai provato quando sei finita davanti alla macchina fotografica o da presa?
Mi sentivo bellissima. Davvero inarrivabile. Poi mi sono accorta che l’idea di stare davanti ad una macchina fotografica o una cinepresa, ti permette di raccontare una storia. È un privilegio che hanno in pochi, e che sprecano in molti.

La tv ti ha aiutata a crescere?
La tv mi ha assolutamente aiutata a crescere. Quando decidi di non votare la tua carriera al gossip, quando non scegli fidanzati di interesse di utili solo per ottenere qualche copertina, tutto diventa più complicato, più difficile. Devi lottare contro un dono che non vorresti: quello dell’invisibilità.

Ci sono programmi che ricordi con particolare soddisfazione?
I primi tempi del Chiambretti Night, sono stati magici. Poi è arrivata m2o, la radio. E poi con mia immensa gioia Lucignolo. Non ho mai ringraziato abbastanza chi di dovere per quella possibilità.

Con quali personaggi famosi hai avuto l’onore di lavorare? E con chi ti piacerebbe lavorare?

Ho lavorato con Chiambretti e lo rifarei domani mattina. Lavorerei volentieri con la De Filippi, un segugio per talenti.

Cosa significa essere una playmate?
Per me, non moltissimo.

Cos’è per te il nudo e la trasgressione?
La trasgressione è come il concetto di soubrette in Italia: estinta.

Succede che ti riguardi nelle trasmissioni a cui hai partecipato? Come ti vedi?
Non amo riguardarmi: sono molto autocritica, e mi lancerei da sola un sacco di insulti.

Perchè hai deciso di sbarcare in radio?
Perché la radio, è un modo per dimostrare al mondo che sei in grado di trattenere per davvero.

Sei una blogger: cos’è il giornalismo oggi?
Una via certa per il paradiso.

Dal tuo punto di vista, come giudichi gli uomini e le donne del Terzo Millennio?
Non li giudico. Mi astengo completamente dal farlo. Perdere tempo a giudicare gli altri, non lo vedo molto costruttivo.

Tanti giovani ti seguono e ti giudicano: tu cosa pensi dei teenager di oggi?
Sono in gamba. Sono svegli hanno mille possibilità, e pochissima voglia di sfruttarle.

Come giudichi il tuo fisico?
Morbido, femminile. Una mia amica e mi ha detto: “Ttremendamente di moda, le curve a quanto pare stanno spaccando”.

C’è una foto che vorresti fare?
Certo: abito lungo, sott’acqua, capelli infiniti.

Con quanti fotografi hai lavorato?
Tanti. Sinceramente non ricordo il numero.

Ci dici il nome di una donna che a tuo modo di vedere incarna la bellezza?
Charlize Theron.

Che obbiettivi vorresti raggiungere nel campo dello spettacolo?
Preferirei non dirlo ad alta voce. Scaramanzia!

Micol, grazie per il tempo dedicatoci.Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e per la tua carriera!

Walter Nicoletti
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