Intervista con il Direttore d’Orchestra. Bruno Santori

Ciao Bruno! La tua vita è costellata di successi. Tutto è iniziato quando avevi 5 anni. Oggi, chi è Bruno Santori?

Oggi Bruno Santori è lo stesso ragazzino che iniziava lo studio del pianoforte a cinque anni, curioso di sperimentare e felice di poter suonare qualcosa che ancora non ha suonato

Personalmente, come vivi questo successo?

Onestamente non lo vivo come tale, spero sempre di poter fare qualcosa di più ma alla fine mi accontento di quel che la vita mi dà.

L’importanza del gesto e la sua variegazione. Qual è il suo approccio?

Il gesto è frutto di un pensiero musicale e di uno studio profondo della partitura e della musica. Ciò che avviene attraverso tutto questo a volte sembra un miracolo della comunicazione , tu cambi gestualità e l’orchestra cambia suono. C’è sempre da rimanere stupiti di quanto si possa fare ponendosi di fronte ad un organico orchestrale comunicando con le sole mani , con le braccia e attraverso ogni muscolo del proprio corpo , finendo così convinti che di fronte all’orchestra ,in qualità di mezzo di comunicazione ,si risponde alle necessità della mente e dell’anima.

Hai diretto spesso all’estero, quali sono le impressioni sull’Italia che hai raccolto rispetto a questo nostro momento storico?

Il nostro momento storico non ci riguarda, noi dobbiamo fare musica come se il tempo non esistesse, la musica è una dimensione artistica senza tempo anche se a ricordarti in quale tempo viviamo ci sono le esigenze di chi ti ascolta, allora a quel punto ti trovi a cambiare e a diventare attuale senza neppure averne compreso il perché. 

Quando sei sul podio a dirigere un’orchestra, cosa pensi?

In realtà non penso, mi ritrovo trasportato altrove anche se lo spazio che occupo mi è chiaro e ben definito. Il suono che ascolto non è mai quello dell’orchestra che sta suonando ma ciò che si produce nella mia mente ed è precisamente quello che attraverso la mia gestualità cerco di realizzare in quell’attimo.   

Qual è la cosa più difficile che deve affrontare un direttore, quando dirige?

La cosa più difficile è quella di potersi ritrovare nel pensiero comune di chi suona e di chi sta di fronte a te in attesa che tu lo possa stupire attraverso il tuo contributo. Le menti musicali di quel momento si devono ritrovare tutte insieme ,in una dimensione spazio temporale reale invece che onirica oppure in assenza totale di peso specifico ,ma palpabile e apprezzabile dal pubblico nell’attimo stesso in cui tutto ciò si realizza. 

Nel tempo libero cosa fai?

Amo passeggiare e ho alcuni hobby tra cui le auto d’epoca , ma devo dire che di tempo libero ne ho assai poco e questo è un aspetto che attende di essere sistemato perché ogni attimo di vita non realizzato è perduto per sempre.

La direzione d’orchestra può essere intesa come rinascita musicale?

La direzione d’orchestra di questo momento attuale non è avulsa dal passato , dal presente o dal futuro, e non c’è nulla che nasca per caso o senza che si sia realizzato nel tempo, quindi credo profondamente che rinasca di contino solo ciò che in realtà ha avuto il giusto tempo di gestazione.

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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