Intervista con il Dj e Producer KHARFI

di Michele Valente. (Courtesy of EGO).


 

Ciao Davide, grazie per essere ospite di Voce Spettacolo. Sei trai i più giovani producer e dj Italiani, ma puoi vantare già endorsement importanti come quelli di Kiesza, e supporto di artisti come Diplo, Major Lazer, Dillon Francis. Raccontaci un pò di te, com’è nata la passione per fare musica?

 

E’ tutto partito quando in quinta elementare mi sono appassionato alla musica di Deadmau5, lì ho scoperto l’elettronica.

Ricordo una gita in prima media quando in modo totalmente casuale ho attaccato il mio walkman a delle casse, mettendo musica e parlando al microfono: i miei compagni iniziarono a dirmi che ero un dj, quando in realtà avevo fatto una cosa banalissima…ero una persona molto timida e questo piccolo episodio mi ha aiutato a sbloccarmi, a mettermi in gioco davanti ad altre persone. Da qui piano piano mi sono avvicinato al mondo del djing, iniziando a suonare a piccole feste pomeridiane.

Ho iniziato seriamente a produrre musica “mia” relativamente tardi, circa un annetto fa, per me è stata una naturale conseguenza della mia passione per la musica.

 

 

  

Il tuo nuovo singolo Hei Bae ha toccato i 200.000 ascolti in un mese, suonata da Albertino su Radio Deejay e definita “il pezzo preferito per l’estate” dal blog internazionale We Rave You. Ci dici com’è nato e qual è stata la tua maggior ispirazione? Ti aspettavi un così bel successo?

 

Ora lo sentite come singolo estivo, ma è un pezzo nato in modo casuale e spontaneo in una grigia giornata di dicembre.

Ritengo “Hei Bae” la punta dell’iceberg di un periodo in cui ho deciso di diventare davvero un producer nel senso pieno del termine, da fine novembre a febbraio chiudevo un pezzo a settimana, ero una macchina.

Sentivo che “Hei Bae” era il pezzo più forte, ma sinceramente non avrei previsto l’hype e i consensi che sta avendo ora… in ogni caso, penso sia presto per parlare di successo.

 

 

 

Hai già suonato su palchi importanti come il Nameless Music Festival e a fianco di artisti importanti come Vinai, Retrohandz, Aquadrop. Che effetto fa essere proiettato a livello internazionale alla tua età? Come vivi l’effetto della ribalta e la forte esposizione che stai ricevendo?


Questa esposizione la vedo come un’opportunità da cogliere: il mondo dell’edm è così saturo e affollato che la gente rischia di dimenticarsi di te da un giorno con l’altro, se non lasci un segno distintivo e non ti costruisci un background forte.

La parola chiave è credibilità: al di là dell’esposizione in senso stretto, della forma, l’importante è la sostanza. Il fatto che artisti e label internazionali stiano supportando delle mie tracce mi sembra pazzesco ed incredibile, mi motiva ad andare avanti nel mio percorso cercando di dare il meglio giorno dopo giorno.

 

 

 

Prossimamente si girerà a Brighton l’official video del pezzo Hei Bae. Sembra che tu sia stato subito attratto dal mondo Uk; come mai hai scelto Brighton come location e cosa ti attira maggiormente del panorama Uk? Come lo giudicheresti in rapporto all’Italia?

 

 La cultura inglese mi piace e mi appassiona molto, Londra è la mia città preferita e Brighton sprizza cultura urban ad ogni angolo.

Ricollegandosi alla domanda precedente, il mondo Uk è quello musicalmente più credibile, le radio e i club inglesi creano trend forti che partono dall’underground e poi si diffondono anche a livello pop. Per me sarebbe un sogno sentire la mia musica in rotazione anche sulle radio inglesi e spero un giorno di poterci arrivare.

L’Inghilterra è patria della club culture, ci sono i club nel senso pieno del termine, qui da noi ci sono le discoteche e manca un po’ quella cultura che fa sì che sia la musica a portare le persone a ballare, non i pr e i tavoli.

 

 

Nelle tue produzioni, sembra emergere con forza la volontà di attraversare diversi generi e stili, amalgamandoli. Cosa puoi dirci in merito a questo e come definiresti il tuo concetto di sperimentazione nella musica?

 

Mi piace produrre musica senza pormi barriere di genere, sperimentare per me significa assorbire gli stili musicali che mi piacciono e ricomporli in modo personale, voglio che quella che produco sia la mia musica.

 

 

Cosa ci vuole oggigiorno per produrre un pezzo originale che piaccia alla gente? Quali sono per te gli elementi distintivi più importanti che scandiscono l’orecchiabilità e l’empatia che può generare nel pubblico?

 

Non esiste la formula magica per il successo: penso che sia frutto del gusto personale del produttore e della sua capacità di interpretare i trend, del suo talento e inevitabilmente ci vuole anche un po’ di fortuna.

L’empatia è uno stato che nasce da una vicinanza emotiva: potrà sembrare una banalità ma sono convinto che se metti l’anima in una canzone, c’è più possibilità che arrivi alle persone.

 

  

 

Essendo giovanissimo dovresti avere un ottimo rapporto hai con i social network.. Come li giudichi e come ti rapporti ad essi in relazione anche al legame con il tuo pubblico?

  

I social network sono fondamentali, la gente vuole sempre di più un rapporto diretto con l’artista che in questo senso dev’essere un imprenditore di sé stesso: sono convinto che un artista possa avere il social media manager più bravo del mondo, ma che sia tutto inutile se non sa gestire in prima persona la propria immagine e il proprio rapporto con i follower in modo diretto.

Che piaccia o non piaccia funziona così, personalmente cerco di avere un contatto il più diretto e spontaneo possibile col mio pubblico.

 

 

 

A che tipo di produzioni ti stai dedicando attualmente e quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi darci delle anticipazioni?


Sto lavorando a diverse produzioni e collaborazioni, posso solo anticipare che il 30 giugno annuncerò l’uscita del remix ufficiale al momento più importante della mia carriera, per uno dei miei gruppi preferiti nonché uno dei progetti al momento più in vista a livello internazionale per la musica elettronica.

 

 

Grazie Davide, sei stato gentilissimo. Noi di Voce Spettacolo ti auguriamo i migliori successi per il futuro e per la tua carriera.

 

Grazie a voi per l’intervista!

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Michele Valente

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.
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Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.

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