intervista con DJ PROVENZANO

di Michele Valente.

 

Ciao Amerigo! Grazie per essere ospite di Voce Spettacolo.

Sei conosciuto come uno dei dj e produttori Italiani con più esperienza nel panorama musicale internazionale. Raccontaci un pò di te, com’è nata la passione per la musica e quando hai iniziato a fare il dj?

Ciao e grazie per l’ospitalità sul vostro magazine. La passione per la musica è nata da giovanissimo ascoltandola alla radio, era la fine degli anni ‘80. In quel periodo uscivano sul mercato delle produzioni incredibili, ricordo la prima volta che ho ascoltato Technotronic Pump up the jam una vera e propria folgorazione. Da quel momento in poi mi sono documentato, ho fatto ricerca, ho scoperto il mestiere di dj, ho raccolto un pò di attrezzatura amatoriale e ho iniziato a fare le prime cassettine per gli amici. E’ iniziato tutto cosi.

Quali diresti siano state le tue maggiori influenze musicali all’inizio? A cosa t’ispiravi e cosa invece maggiormente ti attira oggi, musicalmente?

Come detto sopra in quegli anni c’era un fermento enorme, musicalmente parlando, si passava dagli ‘80 ai ‘90 Era l’epoca dei primi video clip, c’era la dance ma c’erano anche fenomeni pop importantissimi come Michael Jackson e i Duran Duran. Sono stati anni molto belli e innovativi credo di essere stato fortunato a crescere in quel contesto, oggi faccio ancora molta ricerca ma il panorama musicale è molto cambiato ed è cambiata anche l’industria discografica

Hai lavorato per artisti importanti come Greg Cerrone, Fedde Le Grand, Axwell, Sebastian Ingrosso, Steve Angello, Laidback luke, Bingo Players, Fedde Le Grand e molti altri. Cosa significa per te reinterpretare lavori di artisti di questo calibro? Che itinerario segui nel remixare pezzi molto spesso già famosi?

Quando faccio un remix cerco di rispettare sempre il lavoro originale, soprattutto quando si tratta di artisti molto importanti, come quelli che hai citato, poi ovviamente cerco di dare al brano un suo vestito per rendere il pezzo adatto ad un contesto diverso rispetto all’originale e sicuramente cerco di trasferire il mio tocco personale, di mettere la mia firma, in linea con quello che amo suonare in quel momento.

Attualmente conduci, insieme a Manuela Doriani e Leandro Da Silva, un noto programma radiofonico su M2O, in onda dal lunedi al venerdì dalle 2 alle 4 del pomeriggio, “MUSIC ZONE”. Come ti sei avvicinato al mondo radiofonico e quale ruolo credi che abbia oggi la radio, considerando l’esponenziale sviluppo dei canali social media, sempre in crescita ed in grado di soddisfare esigenze sempre più specifiche?

La radio è sempre stata nella mia vita ma non avrei mai immaginato di farne parte. Il caso ha voluto che dopo un corso professionale di midifonico finissi a fare uno stage formativo a Radio Dimensione Suono dove sono rimasto 13 anni e dove ho imparato tutto quello che c’era da sapere sulla radio. Un tempo questo mezzo aveva il compito di far arrivare al grande pubblico la musica nuova oltre a quello di informare e intrattenere. Oggi l’avvento dei social media ha rivoluzionato molti settori e naturalmente anche il nostro, credo che l’ascolto in auto rimanga ancora ad appannaggio delle radio mentre a casa o in ufficio ormai il web la fa da padrone. Oggi secondo me occorre cercare di dare contenuti esclusivi per attirare il pubblico e portarlo a rimanere all’ascolto della radio. 

Come descriveresti la vita del Dj? Ti piace l’aspetto di essere sempre in movimento per esibirti nei tuoi dj set?

E’ una vita molto bella e ricca di soddisfazioni ovviamente ha anche un lato ‘normale’ che molti non si aspettano. Durante la settimana il mio lavoro è principalmente la radio con orari quasi da ufficio, nel weekend e durante l’estate i ritmi cambiano radicalmente, si incontrano tantissime persone e si viaggia molto. Suonare in consolle rimane comunque il centro di tutto e la parte più bella.

Come giudichi l’Italia nel panorama dance, di fronte all’esplosione dei giovani fenomeni, soprattutto dei paesi del nord Europa e di artisti globali, in grado di attirare masse di pubblico come in passato solo i concerti erano in grado di fare?

L’Italia non manca di talento, fortunatamente abbiamo dimostrato negli anni e in tutti i campi artistici di essere tra i primi al mondo. A noi purtroppo mancano le infrastrutture, le professionalità che dovrebbero affiancare gli artisti e renderli globali, da noi la lingua inglese è ancora ostica ai più e certe strutture che hanno all’estero ce le sogniamo, la differenza secondo me è tutta li.

Quali sono i tuoi programmi e progetti futuri? Puoi darci qualche anticipazione?

Sto lavorando a molti progetti discografici che usciranno nel corso dell’anno e che hanno ottenuto ottimi riscontri a livello internazionale. Ci sono già in programma diversi tour per l’estate e siamo da poco partiti con le dirette facebook del mio programma radiofonico. Praticamente il mio studio si è trasformato in un piccolo club.

Grazie Amerigo per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti augura i migliori successi per la tua vita e per la tua carriera.

 

 

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Editor in Chief at Voce Spettacolo
Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.
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Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.

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