Ciao Floraleda! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda.Acustica ed elettronica… come è possibile una simbiosi di questo tipo…

E’ molto semplice per certi aspetti, basta vivere l’elettronica come un’espansione del proprio strumento…

Hai maturato esperienze in tutta Europa. Cosa chiedi oggi alla musica italiana…

Più apertura verso tutti i generi e osare molto di più con proposte che non propongano il solito repertorio.

Tre cose che non possono mancare nella tua vita…e perché?

La musica, l’amore, la buon a cucina. Saranno banali, ma migliorano molto la qualità della vita.

Hai composto anche musica per teatro e cinema. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

Mi è sempre capitato un po’ per caso e spesso per caso si trovano anche le situazioni migliori. Ho scritto musica per il planetario di milano e uno spettacolo teatrale (poi trasposto anche in film) intitolato Donna non Rieducabile. Mi hanno chiesto la musica e io mi sono prestata all’opera trovandomi assolutamente a mio agio. Ho scritto anche musica non per le scene in particolare per l’album Chiaroscuro.

La tua giornata ideale…?

Ce ne sono varie: quella in cui viaggio verso un bel luogo in cui suonare e quella in cui non faccio nulla al mare.

L’esperienza live più gratificante?

Ce ne sono molte, potrei dire tutte. Il pubblico è sempre molto caloroso e carino con me, questo rende il live gratificante.

Il tuo rapporto con i social?

Pessimo. Li uso, ma non credo di essere per nulla brava e sopratutto mi annoio ad usarli…

Se non avessero inventato l’arpa oggi Floraleda sarebbe…?

Ma ovviamente starebbe inventando l’arpa….

Walter Nicoletti
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