di Walter Nicoletti.

 

Ciao Franco! Bentornato su Voce Spettacolo. Sei pronto per il tour in cui presenterai il nuovo EP “C’è una vita nuova”?

Grazie a voi! Si sono pronto, sono pronto a sudare e a dare il meglio di me per il pubblico. Gli autori, i compositori di solito non cantano, io si.

Hai dichiarato che la musica ha fatto di te un uomo migliore. Perché?

Perché vivere con la musica nell’anima ti apre gli orizzonti e ti aiuta a metterti sul binario giusto, altrimenti puoi anche sbagliare strada, almeno per quanto mi riguarda.

Dopo anni dietro le quinte a scrivere brani per grandi artisti, ora hai deciso di metterci la faccia. Come è maturata questa decisione?

Non mi sono arreso alle difficoltà di un mercato discografico ingeneroso e ho lavorato molto su di me per mischiare le varie anime artistiche che mi appartengono, attraverso l’uso della voce. Non è semplice far convivere il pop-classic, il soul e sfumature liriche in una sola voce.

Ad accompagnarti nei tuoi live ci saranno musicisti di tutto rispetto. Puoi presentarceli?

Sono musicisti eccellenti. Sasà Flauto alle chitarre è per me un fratello e la sua sensibilità artistica di napoletano doc si sente dal suono che riesce a imprimere allo strumento. Vanta collaborazioni importanti: Tony Esposito, De Sio, E. Avitabile, A. Haber, R. Papaleo, Pino Daniele.
Alle tastiere, pianoforte e cajon c’è Francesco Santalucia laureato in musica Jazz presso il conservatorio Piccinni di Bari e in musica elettronica presso il conservatorio di Santa Cecilia Roma e poi somiglia a Bob Dylan. Al basso acustico e contrabasso c’è Toto Giornelli tra i più promettenti bassisti del panorama jazzistico italiano e anche lui come Sasà e Francesco vanta collaborazioni importanti. All’appello mancano due cari amici che si aggiungeranno più avanti ( me lo auguro): sono Alessandro Canini, poli-strumentista e grande batterista, produttore artistico di Venditti e Steve Galante che presto tornerà dall’America.

Qual è il messaggio che vuoi far arrivare al pubblico attarverso i tuoi testi?

Autenticità e poesia. C’è un grande bisogno di sentimenti autentici anche nella musica.

A chi diresti grazie? E perché?

Alla mia testa dura, alle persone care che mi sopportano, agli addetti ai lavori che credono in me e a Dio che mi ha dato il dono.
FJM

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Walter Nicoletti
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