di Walter Nicoletti.

 

Ciao Ylenia! Come ci si sente ad essere finalisti di Area Sanremo?

Essere tra gli 8 vincitori di Area Sanremo è una grande gioia, soprattutto per la visibilità che questo concorso ci sta dando in questo periodo prima della fatidica selezione del 9 dicembre . Partecipare ad Area Sanremo è stato come un viaggio, iniziato più di un mese fa, che si è concluso nel migliore dei modi… ora però inizia un altro viaggio che spero continui sul palco dell’Ariston! 

Pensando agli esordi, avresti mai immaginato di arrivare ad oggi?

Onestamente ci speravo , e non è la prima volta che mi trovo a un passo da Sanremo. Ho sempre lavorato per ottenere buoni risultati ma di certo non è una cosa scontata essere arrivata fino a qui perché gli ostacoli che ho trovato e che troverò sono tanti.

Presenterai il tuo nuovo brano RIVERBERO. Qualche anticipazione?

“Riverbero” è stato scritto e arrangiato da Emilio Munda e Piero Romitelli  con i quali ho collaborato alla stesura del testo, infatti è un brano che sento mio bene quale credo fortemente. Sono certa che ci darà soddisfazioni, anche perché fa parte d un progetto più ampio.

Come nascono le tue canzoni?

Le canzoni nascono quando voglio dare forma alle mie emozioni ma senza prendermi troppo sul serio. Nascono anche quando mi immedesimo in realtà che non appartengono perché scrivere è un modo per evadere e poi prendere consapevolezza di se stessi. 

A chi dedichi questo traguardo?

Sicuramente a mio padre che mi ha sempre spronato senza mai lodarmi. 

Il tuo personale parere sullo stato di salute della musica italiana…

Mi è capitato di chiacchierare con discografici o addetti ai lavori che fanno sempre un quadro tragico dello stato di salute della musica  italiana. Per me non è così! Certo, dal punto di vista economico in tutti i settori si sente la crisi, tanto più bella musica perché  non è un bene di prima necessità comprare dischi o andare ai concerti. Ma io, che posso solo parlare dal punto di vista artistico, dico che la musica italiana prolifera di giovani talenti, se non ci si sofferma solo a ciò che passano le radio o i talent show. Esistono tante realtà interessanti grazie alle quali chi ascolta può tirare ancora un sospiro di sollievo perché la buona musica esiste ancora… anche se poi è vero che non ci si può più campare come una volta! 

Il tuo rapporto con i social?

Li odio, ma servono. È l’unico modo che ho per sentirmi con i miei fan, ma mi limito a parlare solo della mia vita artistica (che poi è strettamente collegata a quella personale). Non amo quelli che sono perennemente presenti sui social e che devono fare sapere al mondo cosa pensano o fanno in ogni momento della loro vita.

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Walter Nicoletti
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