di Emanuela Del Zompo.

 

L’attore spagnolo nella capitale per promuovere il suo film italiano diretto da Riccardo Sesani in Canto Finale accanto a Brando Giorgi e Juni Icichawa.
“Credo nel karma della reincarnazione, sono un’anima antica con tante vite vissute e molto tempo fa sono stato un gladiatore di Pompei dove ho salvato migliaia di italiani. Ho girato l’Italia, ho visitato il Colosseo, facendo del bene e l’immagine che avevo in quella vita è molto simile a quella che ho adesso. E’ per questo che l’Italia mi accoglie con le braccia aperte”.

Esordisce così Jack Queralt, con questa prefazione alla nostra intervista. Sono un guerriero della luce, cerco la spiritualità e quello che sono dentro di me. Conosci te stesso nella meditazione e nel silenzio. La maggior parte della gente si perde nel buio e non trova la strada per arrivare alla luce”.

 

Chi è Jack Queralt?

Sono un conquistatore del mondo, un amante della vita, un’anima libera ed un uomo che si lascia guidare dall’impulso del cuore. Sono una persona molto umile con grandi sogni, illusioni e tanto amore da dare. Amo il cinema ed il cinema è la mia vita. Amo la bellezza delle persone, ammiro le grandi persone, quelle che sono artisti consacrati e mi piace imparare da loro, ascoltarli e condividere con loro sentimenti sia a livello artistico che a livello umano. Ho lasciato l’ego da una parte anche se questo non può sparire perchè fa parte di noi, non lo nascondo, ma neanche posso potenziarlo perchè altrimenti mi rovino, ci deve essere un equilibrio.

Sei un narcisista?

No, amo me stesso, ma non in maniera narcisistica, amo il mio interiore e la crescita che ne deriva. Curo la mia persona per stare bene con me stesso e per il lavoro che faccio.

Cosa significa per te essere attore?

Poter esprimere ed entrare nel pensiero universale di tanti esseri umani che vivono su questo mondo ed essere parte con il tutto perchè mentre sei nello scenario sei quel personaggio e sei fuori di te.

C’è un personaggio particolare a cui sei più legato?

Si, il personaggio di un film western che ho fatto e che sta trionfando in America (Six Bullets To Hell), distrubuito anche in Canada. Mi piace lavorare su personaggi thriller e psicologici, quelli che esplorano la mente umana. Mi piacerebbe fare un uomo con due facce come d. Jeckill e mr. Hyde. Nel film Capa Negra el Bandoler ho interpretato un personaggio che di giorno era un venditore ambulante conquistatore di donne e di notte era un giustiziere. Uscirà a novembre 2016.

Hai lavorato nel nostro paese, come ti sei trovato in Italia? E quali differenze hai riscontrato?

La parte della mia carriera più importante l’ho avuta in Italia perchè ho vissuto qui cinque anni. Mi sento a casa e gli italiani mi hanno aperto le loro porte. Ho imparato tanto con gente della vecchia scuola, ho lavorato con Terence Hill, è stato un grande onore, mi è sembrato un sogno. Qui in Italia ho trovato la fortuna, sento più creatività e anche se c’e tanta concorrenza, gli addetti ai lavori hanno visto in me il talento e la professione. Ora anche la mia patria ha più rispetto del mio lavoro da attore. Non a caso ho fatto un corto con Dani Villaneuva, il quale ha vinto la Palma D’Oro a Cannes 2016.

Canto Finale, un progetto italiano che ti vede protagonista…

E’ basato sull’illusione e sui sogni, l’amore per il cinema e per una ragazza. Nella storia mi rendo conto che la cosa piu importante nella vita è l’amore.

C’è qualcosa di te nel personaggio?

Si, il suo sogno è anche il mio. Ho trasmesso la mia passione per il cinema, quindi ho dato parte di me al personaggio, questo percorso è un viaggio interiore attraverso il quale si vuole cambiare la realtà esterna. Se si riconosce se stessi, si apre la propria coscienza con l’universo e si vive con questa ideologia. Il resto viene da se, su non ci sei, il mondo se ne frega.

La tua vita… Il rapporto con le donne?

Sono stato un don giovanni, ho avuto tante donne. Ho avuto più rapporti carnali che passionali e sentimentali.
Spesso si confonde l’amore con la passione dei sensi, storie magiche che però alla fine sono finte perchè non trovano l’autenticità di un rapporto sincero e vero.

Cosa ti hanno lasciato questi rapporti?

Ho capito molte cose, sono diventato uomo, ho imparato ad essere un padre, ho avuto un figlio. Ho imparato tanto dalla vita. Cerco un amore più completo, spirituale con valori e rispetto. Credo in Dio, in Gesù. Ognuno deve riempire il suo spirito di bellezza per arrivare alla luce. La divinità è dentro di noi.

Nella scala dei tuoi valori cosa metti al primo posto?

L’amore universale, quello per il cinema, la vita, le persone, gli animali, per tuto quello che ha vita e speranza: ognuno ha il suo percorso ed il mio è con le persone che hanno amore, bellezza ,spiritualità e umiltà. Imparo molto da mio figlio, lui mi ha fatto capire cose l’ amore vero, mi fa vedere che Dio esiste. Mi fa crescere e mi fa essere così piccolo e allo stesso tempo innamorato di lui ogni secondo. Credo che non ho mai conosciuto Amore più grande fino ad ora e soffro perchè, purtroppo, lo vedo poco.

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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