di Gianfranco De Cataldo.

 

Ciao Jacopo! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?

Innanzi tutto grazie a voi per questa intervista, allora vediamo da bambino ricordo di essere sempre stato attratto dalle scoperte , dalle situazioni diverse, giocando creavo io stesso situazioni e ambientazioni inerenti ai miei giochi , come tutti i bimbi recitavo senza saperlo e in maniera naturale quando si gioca, il bambino è l ‘attore più grande come diceva anche De Sica. Anche se in realtà nasco calciatore, ma credo che la teatralità ha sempre fatto parte della mia vita, quindi sicuramente sognavo da bambino… sognavo qualcosa di diverso da quello che vivevo , quindi in teoria recitavo involontariamente , e quindi sicuramente sognavo di esibirmi o almeno credo…

Cosa significa essere attori, oggi.

Essere attori oggi per quanto mi riguarda, significa continuare a guardare avanti e combattere con il sorriso, aggiornarsi sempre e comunque e cercare di non abbassare mai la guardia, personalmente non abbandono mai lo studio e la preparazione laboratoriale personale, quindi quando ce la fai con le tue forzee sei apprezzato per i tuoi sforzi è sempre la cosa più bella.

Le soddisfazioni che ti sei tolto (un po’ di autocelebrazione non fa mai male!).

Citando Carmelo Bene “non si può parare con dio di dio” ..no scherzo, questa è un po’ una mia pecca , nel senso che io non sono un attore autocelebrativo per una questione di correttezza verso me stesso , verso lo studio e il lavoro che ho sempre fatto, certo se proprio bisogna riconoscerlo di soddisfazioni ne ho avute diverse in campo teatrale ma anche cinematografico “vedi Quo vado”, ma non solo , ricordo sempre con piacere quando ho superato le selezioni per il Sigfried al Teatro Petruzzelli con la regia del grande Walter Pagliaro già assistente alla regia di Giorgio Strhaeler eravamo in 250 fra attori e ballerini e fummo presi in 8 ed io ero l ‘unico attore, in separata sede mi disse che aveva apprezzato le mie doti coreautiche nonostante io non fossi un ballerino, ma tanti episodi mi hanno dato soddisfazioni , come l’incontro col maestro Carlo Formigoni , che mi invitò a seguire determinati filoni teatrali , In effetti pensandoci sono abbastanza numerevoli gli annedoti, gli incontri e le conquiste che sono riuscito ad avere in campo teatrale e cinematografico. Ripeto sono un attore che ha sempre studiato e continuo a farlo e molte volte grandi del cinema e del teatro hanno apprezzato le mie doti sul palco e alcuni anche le mie qualità da regista , alla fine di questa risposta mi sono ricreduto sulla mia umiltà artistica. Ringrazio sempre tutti coloro che apprezzano chi e come sono e tutti i consigli datomi nel tempo da mostri sacri del palcoscenico , attori e registi continua a formarmi e a farmi crescere.

Generalmente per un attore bisogna avere chiaro cosa il personaggio sia per se stesso, assorbirlo, ma avere poi l’elasticità di farsi guidare dalle emozioni. Ci racconti come ti prepari?

In pratica a questa domanda ho risposto involontariamente già dall’inizio, io sono un cerebrale del palco, sono stato abituato durante la mia formazione ad essere pronto all’istante ad ogni cambiamento di situazione e di personaggio, attraverso uno studio continuo e infinitamente bello . almeno per quanto mi riguarda . Ma per rispondere direttamente alla domanda mi piace concentrarmi prima di salire sul palco con esercizi di respirazione , un po’ di meditazione e soprattutto con il primo contatto del palco, vado in un punto dello spazio scenico mi accuccio su esso e cerco di avvertire il maggior contatto possibile il palco, poi mi alzo , respiro e sono pronto.

Quo Vado : Raccontaci questa tua esperienza.

Guarda questa esperienza , come ho già detto in precedenza per diverse interviste, è stata ovviamente una cosa fantastica . Quel giorno dovevo essere sul set come comparsa ed invece la mattina appena arrivato, fui scelto dal regista Gennaro Nunziante e provinato direttamente sul set con Luca Medici alias Checco Zalone. Arrivati sul set entrambi mi spiegano la scena e appena partita la camera , nella scena della mia esultanza io scattai per terra e con le braccia al cielo gridai quella che dopo diverse prove e modifiche diventò la la fatidica frase… ”mio fratello mario è sordomuto, grazie mariooooooo”, subito sia Nunziante che lo stesso Medici furono colpiti e contenti della mia esibizione , la ripetemmo un po’ di volte appartando diverse modifiche suggeritemi da Medici e Nunziante, poi tutto andò liscio come l’olio , ripeto per tutto il tempo parlai con i due, durante le pause ebbi modo di parlare amichevolmente con L.M. e raccontai un po’ di me , dei suoi spettacoli e di altro. Ma la cosa importante anche in questo fu lo scambio artistico che ebbi con entrambi, quelle piccole cose che fanno la differenza tra un grande e un genio. Io considero Luca un genio in senso lato, è una persona fantastica che vuol fare la parte del COZZALONE in maniera totale e popolare, ma solo avendo la sua cultura e la sua preparazione questa maschera calza a pennello, vorrei ricordare che L.M. è un ottimo pianista ha studi di Conservatorio, è laureato ed io ho avvertito la preparazione tecnica della persona , quando ci siamo parlati…. E quindi ciò che mi sento di dire non è grazie Mario ma Grazie Luca e grazie Gennaro. Grazie grazie grazie, spero questa esperienza fantastica sia solo l ‘inizio di una nuova avventura.

L’importanza della formazione artistica.

Allora io vengo da un certo tipo di preparazione e formazione , nel senso che avendo scoperto relativamente tardi questa mia propensione , mi sono trovato diciamo “GRANDE” a cominciare , nel senso che avevo già 23 anni , ma forse questo mi ha aiutato a formarmi in maniera più completa, nel senso che ho studiato tanto e ho approfondito tecniche e metodi particolari come “CHECOV, STRASBEERG,” mi sono formato teatralmente fra Venezia , Roma e Bari ma ad un certo punto del mio percorso ho sentito il bisogno di sperimentare e quindi ho assistito a vari corsi di formazione su metodi teatrali diversi da quelli Occidentali. Ho anche studi musicali di Conservatorio , nello specifico Canto Lirico proprio perché è stretta la connessione fra la tecnica respiratoria canora e teatrale, ma guarda la formazione artistica , non solo per un attore ma per un artista in generale è sempre necessaria, ma quando io parlo di formazione non intendo solo le scuole convenzionali, ma tutto quello che crea un artista nel suo io più personale, le letture, i vari corsi , le considerazioni e gli approfondimenti , la musica che si ascolta , il percorso che si ha avuto fino ad allora, anche una semplice chiacchiera con chi ne sa più di te diventa formazione. Io stesso conosco dei miei colleghi che senza aver frequentato grosse accademie sono eccezionalmente bravi, la formazione serve sicuramente , ma come tutto è solo un percorso, ma sai moto spesso si dice bisogna essere portati, ebbene certamente la naturale inclinazione è fondamentale specie in campo artistico , ma la preparazione e lo studio sono fondamentali, anche se come artista devo riconoscere che una certa dose di pazzia, intesa come istinto primpordiale di buttarsi non guasta, anche l’istinto spesso ti salva da tante situazioni. Io spesso mi sono ritrovato molto spesso in scena a dover risolvere diversi problemi, ma appunto con preparazione tecnica , pazzia e istinto sono riuscito quasi sempre ad uscirne alla grande.

L’aspetto di Jacopo nascosto al pubblico?

Jacopo è spesso soggetto a essere frainteso , nel senso che sono una persona abbastanza particolare, sono una persona che nonostante il mio lavoro , sono riservato sulle mie cose , credo come tutti, ma spesso l’esibizionismo teatrale , rimane tale solo sul palco , nel senso che non mi piace l’egocentrismo sociale (risata)..Jacopo è molto cerebrale nelle sue cose , ma anche molto istintivo in sintesi sono uno nessuno e centomila, e poi mi piace ascoltare la gente , sono convinto che la scuola umana è la più forte , cinica , e formativa che possa esserci Jacopo odia la superbia e l’ipocrisia, credo di potermi definire un libro scritto in tante lingue e tanti modi diversi, spero tanto che qualcuno oltre me, riesca a leggerlo, inoltre mi piace stupire e sorprendere le persone che mi sono vicine. Anche con la gente sono particolare nel senso non mi sottraggo mai a nessuno ma sono davvero poche le persone che ritengo vere amiche , nel corso degli anni ho avuto tante delusioni e altrattante vicinanze da parte delle persone, quindi aspetto e valuto, per citare un caro amico “la gente prima o poi si rivela in un attimo per quello che realmente è”, quindi mi piacerebbe qualcuno riuscisse a vedermi con i miei occhi. Forse qualcuno ci è riuscito? Alla prossima puntata!

Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?

Se la mia vita fosse un film credo che sarebbe tanti film, nel senso che nella mia vita ho tanti aspetti vicini a visioni registiche come quelle di Kubrik, Visconti, Fellini , De Palma, Coppola, quindi definirne uno è difficile ma se proprio devo credo che il film più vicino a me come sintesi del tuto posa essere IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO, perché nello sviluppo del film sulla splendida storia , rivivo il mio incontro con l ‘arte: Nata per caso, sviluppatasi per passione, rimasta viva per sempre, inebriata dal profumo di ciò che circonda e sopravvissuta anche alle fiamme..

Come vedi il tuo futuro e quello del Teatro in Italia?

Odio questa domanda, nel senso che il mio futuro continuo a vederlo come una tela sulla quale continuare a dipingere, con pochi colori, con difficoltà, con pennelli spezzati e spelacchiati , ma con la continua voglia di dipingere. Io ci credo sempre come la prima volta ed estendo il mio pensiero al futuro del teatro in Italia, io credo e spero che oltre alle solite realtà Italiane già avviate e consolidate , anche nuove formazioni di gente brava e appassionata possa avere la possibilità di espressione ad alti livelli.

Progetti futuri?

In realtà in pentola come al solito ci sono diversi progetti e situazioni che potrebbero rivelarsi molto interessanti, ultimamente mi sto dedicando a due miei progetti , scritti e diretti da me che mi stanno a cuore dove storia , musica , teatro si collimano in una immagine tanto cara, ci sono anche situazioni e progetti musicali che stanno prendendo piede, mentre come attore continuo le mie ricerche e alcune situazioni nelle quali sono già presente come per esempio hell in the cave , a Castellana grotte,con la regia di Enrico Romita e la drammaturgia di Giusy Frallonardo :
uno splendido e credo unico spettacolo al mondo che risalta un posto fantastico come le grotte di Castellana , trasformandole ogni sabato sera in un perfetto inferno dantesco , dove i i versi del sommo Dante , non potrebbero trovare casa migliore.

 

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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