di Walter Nicoletti.

 

Ciao Giuseppe! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Sogni ed aspirazioni dell’infanzia?

Ciao e tante grazie per l’invito. Ho coltivato questo sogno di recitare sin dall’ infanzia, ricordo la prima volta che salii su un palcoscenico ero alle elementari per il saggio di fine anno e provai un’emozione così forte che già allora decisi che quello sarebbe stato il mio percorso da seguire. La vita poi mi ha portato a fare scelte lavorative differenti dal teatro, fino a che un bel giorno ho deciso di riappropriarmi dei miei sogni e contro tutto e tutti ho ripreso a recitare e a frequentare vari laboratori teatrali fino poi ai primi spettacoli con varie compagnie teatrali e ai progetti successivi scritti e diretti da me.

Sei attore e regista. Come nascono le tue idee e quanto lavoro c’è dietro ad un progetto culturale?

Sono innanzitutto autore e fondamentalmente racconto l’anima dei miei personaggi. Nei miei spettacoli cerco di prendere spunti autobiografici da incontri e dall’osservazione di persone che mi toccano particolarmente e poi costruisco la storia. Questa è la parte più semplice del mio lavoro poiché scrivere e raccontare senza inframmettenze ed infingimenti è la cosa che prediligo.
C’è poi il lavoro più difficile che consiste nell’organizzare uno spettacolo dopo averlo scritto ed è qui che subentra il lavoro del regista. Quindi si va dalla scelta delle persone che saranno con me sul palco, al disegno luci, agli oggetti di scena…insomma tutto ciò che concerne poi la messa in scena dello spettacolo. E’ un lavoro abbastanza lungo poiché curando tutto personalmente sono molto esigente. Ci sono ore ed ore di prove prima di ogni debutto.

Ti sei mai chiesto perché hai scelto la recitazione e la regia?

La risposta più immediata è perché sul palco sono me stesso e non posso fingere…anche se sembra un paradosso detta così, ma in effetti io mi spoglio totalmente dalla timidezza e dai miei limiti che quotidianamente ho e riesco a stare a mio agio come se quel palcoscenico fosse la mia realtà e il solo luogo dove nessuno può farmi male.

Un artista poliedrico del tuo calibro in quale contesto si sente più a suo agio: Cinema o Teatro?

Senz’altro il Teatro anche perché l’adrenalina prima dello spettacolo, la paura, la grinta e poi la liberazione del post spettacolo penso si possa provare solo sulle tavole del palcoscenico

Lo stato di salute del teatro italiano? E della cultura in generale?

Mi fai una domanda che mi spinge ad essere un po’ polemico… purtroppo non sempre il talento viene valorizzato nella giusta misura in teatro, vi è un ambiente chiuso in alcuni teatri (parlo di Napoli che è la mia città) e si cerca sempre di far lavorare gente della stessa “parrocchia “per intenderci. Non c’è spazio per il nuovo e il diverso, abbiamo poi il Dominus televisivo che spesso ribalta nei teatri attori ed autori senza contenuti, sponsorizzati da una fugace popolarità dei mass media e dalle amicizie di cui sopra.

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa alla vita. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno tolto alla tua vita?

Io ho ancora tanto ma tanto da imparare. I traguardi che faticosamente e a piccoli passi sto raggiungendo mi hanno donato una cosa fondamentale per andare avanti, quel quid importante che è la speranza ed il sogno di perseguire i miei obbiettivi e come contraltare mi hanno fatto perdere qualche amicizia ma d’altronde se un amico non gioisce per un risultato positivo raggiunto…meglio perderlo che trovarlo, come si dice.

Credi davvero in tutto quello che fai? …e fai davvero tutto quello in cui credi?

Si, incondizionatamente. Come dicevo prima, in punta di piedi sono entrato a Teatro per raccontare l’anima e i suoi meandri e credimi il fatto che non sia ancora popolare e forse non diventerò “famoso” è perché faccio solo quello in cui credo e le mie scelte le pago a caro prezzo.

Il rapporto con il tuo pubblico.

Mi fa piacere quando dopo lo spettacolo qualcuno viene in camerino a salutarmi. Il complimento più bello e più ricorrente che mi viene fatto è che lo spettacolo e quello che ho voluto rappresentare è stato emozionante. Non c’è cosa più bella da sentire!

“Gli uomini che non ho mai amato”. La tua ultima produzione teatrale in scena a Napoli. Qual è il messaggio di fondo che trasmette questo pregiatissimo lavoro?

Questo testo lo amo e l’ho amato tantissimo. Inizialmente doveva essere recitato da un attore e da una attrice con un suggestivo commento musicale durante tutto lo spettacolo.
Poi in fase di scrittura me ne sono riappropriato e ho rimaneggiato la sceneggiatura decidendo di interpretarlo io. Parla di uomini deboli, secondo il mio punto di vista, che usano la sopraffazione, le armi, il tradimento e la violenza per affermarsi. Ho cercato di lanciare tanti messaggi, primo fra tutti la speranza e la voglia di rialzarsi dopo ogni battuta di arresto della vita. Spero di rifarlo presto poiché ha tanti spunti interessanti e tanti significati sottaciuti che è difficile comprendere ad un primo ascolto.

Se potessi orientare il tuo futuro?

Non ho la bussola, l’ho smarrita… so solamente che non andrò né avanti né indietro, né a destra né a sinistra ma solo in alto vicino alla verità.

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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