Ciao Valentina! Benvenuta su Voce Spettacolo. Partiamo dalla prima domanda. La recitazione è l’arte di scoprire la propria anima. Perchè?

Credo che abbia a che fare col fatto che dovremmo ricercarci nel più profondo possibile, così da dare anima anche al personaggio “più lontano da noi”.

Quanto c’è di personale nei tuoi personaggi?

Dipende. Ogni personaggio essendo diverso richiede un approccio diverso allo studio dello stesso. Diverso anche da noi stessi, soprattutto. Io ad esempio ogni volta che leggo un personaggio nuovo cerco di dargli un’originalità che lo renda unico cercando di tenere la mia personalità ai suoi margini.

Dal 22 febbraio su Raidue in “La Porta Rossa”. Qualche anticipazione?

Si, io sarò Vanessa. Una ragazza di diciassette anni che vive con sua zia Stefania (Alessia Barela) e che scopre, ad un certo punto di avere il potere di vedere i morti. Uno in particolare, Cagliostro (Lino Guanciale), il commissario di polizia su cui verte la storia che un attimo prima di morire ha scelto di restare fra i vivi per indagare sulla sua morte e soprattutto per salvare sua moglie Anna (Gabriella Pession).

Quale ruolo ti sarebbe piaciuto interpretare nel cinema degli ultimi vent’anni?

Sogno di fare un film che si avvicini a “Buon compleanno Mr Grape” un film che ho amato e amo follemente in cui trovo Di Caprio di una bravura disarmante. Desidererei spingermi contro i miei limiti da “maniaca del controllo” con un personaggio tipo il suo. Sarebbe davvero una bella sfida.

Ora che hai realizzato molti dei tuoi sogni, che cosa riesce ancora ad entusiasmarti?

Tutto. Sono molto curiosa e molto emotiva. Ogni volta che vengo scelta per un ruolo mi emoziono come fosse sempre la prima volta.

Oggi, a chi diresti grazie?

Sicuramente alla mia famiglia, mi ritengo molto fortunata per avere avuto la possibilità di scegliere di fare quello che mi piace nella vita. E alla mia migliore amica, Domiziana, che è la mia fan numero uno e che non smette mai di credere in me e di darmi la carica che richiede il mio mestiere.

Pensi mai al futuro? Ti spaventa?

Mi capita spesso di pensare al futuro, sono curiosa di sapere cosa sarò fra dieci o magari vent’anni. A volte un po’ mi spaventa, perché pensare al futuro significa farsi tante domande. Spero con tutta me stessa di continuare a fare questo mestiere che ad oggi vivo con grande entusiasmo. Nel mio piccolo spero anche di essere fortunata e poter avere una famiglia. Dopodiché sogno una casa a Trieste. La città del mio cuore.

Propositi per il nuovo anno?

Spero che le cose vadano come stanno andando ora e che se proprio dovessero cambiare, naturalmente vorrei che cambiassero soltanto in meglio.

 

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Walter Nicoletti
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