Intervista con il regista e attore. Michele Salfi Russo

di Vito “Nik Hollywood”Nicoletti.

 

Ciao Michele! La prima domanda. Un tuffo nel passato. Da bambino dicevi… “da grande farò”…?

L’esploratore, credo siano stati i tanti fattori che mi hanno contaminato, contagiato nella mia infanzia e adolescenza, a partire dalla figura di mio padre Antonio, cacciatore, grande addestratore di cani e profondo conoscitore dei boschi che circondano il territorio di Bernalda dove alle volte portava me e i miei fratelli. Cosi come la squadriglia Aquile dei Boy Scout alla quale appartenevo e i tre mesi all’anno che ho vissuto sin dalla nascita con la mia famiglia sulle spiagge di Metaponto, spoglia di tutti gli stabilimenti balneari, e ospiti di una baracca di legno fatta costruire da mio padre a mo di palafitta sull’arenile. Una spiaggia ancora selvaggia e incontaminata a contatto con la natura, un rapporto che ho potuto vivere fino all’età di 16 anni.

Chi è Michele Salfi Russo?

Un’esploratore appunto, un uomo curioso e affamato di conoscenza, che si lascia travolgere dalle emozioni del proprio percorso di vita e delle quali si ciba assorbendo come una spugna tutto ciò che lo circonda, provando a rubare il meglio che incontra. Un tesoro emozionale che conservo in ogni suo aspetto e forma e che tiro fuori all’occorrenza, come un rigurgito, con la stessa intensità o spessore intellettuale con il quale è stato vissuto, per comunicare, per interpretare il mondo circostante, nelle mie performance attoriali, nel racconto o nella scrittura.

Michele attore, recitare è un rifugio, una terapia?

Credo sia un istinto che a poco a poco prende il sopravvento, ti accorgi che è parte di te e non ti lascia mai.
E’ sempre stato un modo, per studiare, conoscere, sperimentare, diventare altro, un modo per essere presente e ascoltare, respirare e vivere la vita in maniera coinvolgente, intensa, e anche se faticoso non puoi farne a meno.

Michele regista, che differenza c’è tra l’essere il regista della propria vita e l’essere il regista di un film?

Non credo si possa fare la regia della propria vita che ti travolge e ti sorprende ogni giorno e tu devi cercare di tenere la rotta provando a non fare affondare la nave… E’ divertente vivere la propria vita come un avventura, nella speranza di arricchirsi ogni giorno e di scoprire luoghi, incontrare persone, esperienze che ti regalino nuove emozioni.
Fare la regia di un film è cercare di tradurre in immagini e suoni un desiderio o bisogno di racconto, una storia già vissuta o immaginaria con l’obiettivo di coinvolgere e stimolare il pubblico emotivamente.

Quando, come e perché nasce “The Family Whistle”?

La genesi è cominciata quando ho cominciato a interessarmi delle origini della famiglia Coppola provando a scoprire la linfa che li ha alimentati nel loro percorso di vita e crescita. Ho ricostruito il loro albero genealogico e nell’intersecarsi delle loro radici, generazione dopo generazione ho incontrato personaggi, storie e leggende davvero incredibili…
Così un giorno, in una piccola casa nel centro storico di Bernalda, seduto con Francis davanti un camino in compagnia di un bicchiere di vino gli proposi di raccontare la storia della sua famiglia che trovavo meravigliosa e a tratti fiabesca.
Francis mi disse “D’accordo, però lo farai tu!”. Per me una grande responsabilità storica, culturale ma soprattutto artistica, perché era come se Leonardo da Vinci mi avesse chiesto di fargli un ritratto, ma un incarico che accettai con grande entusiasmo.

“Nella vita prima o poi si ha il bisogno di guardarsi dentro”. Per te, “The Family Whistle”, ha significato anche questo?

The Family Whistle mi ha dato l’opportunità di conoscere più a fondo le radici della mia famiglia e apprezzare il percorso storico e umano di ogni suo componente, arricchendomi e fortificando il mio senso di appartenenza. Conoscere il passato e averne memoria ti fa interpretare meglio il presente e guardare con più chiarezza e sicurezza al futuro.

Oggi è molto difficile dire grazie. Diresti grazia a chi e per cosa?

Sarà retorico ma in primis devo ringraziare la mia famiglia per avermi supportato e sostenuto in questo lungo percorso e la famiglia Coppola per avermi dato questa grande opportunità e per aver creduto in me.

Cinema, meglio ieri, meglio oggi, meglio domani?

Il cinema è in continua evoluzione nel suo linguaggio espressivo e, come qualsiasi forma di espressione delle arti visive, viene contaminata e condizionata dai cambiamenti storici, culturali dell’epoca in cui vive. Il comune denominatore che ha accompagnato e mi auguro accompagni in futuro ogni prodotto audiovisivo è l’amore per il racconto e la capacità di tradurre in essere un sogno.

Quali sono i momenti speciali della vita che porti con te?

La nascita di mio figlio Matteo.

Una tua debolezza e una tua forza?

In entrambi i casi, l’amore per la mia famiglia e la mia terra.

 

 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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