LA LA LAND: La recensione del direttore

La La Land è pronto a sbancare gli Oscar 2017. Esatto. La magia diventa pellicola. Il vero cinema torna a vivere.

Il piano sequenza iniziale ( dura circa sei minuti) è un vero sipario teatrale sulle strade trafficate di Los Angeles, dove ogni giorno milioni di persone viaggiano sognando ad occhi aperti un futuro nel magico mondo dello Star System.

Le stagioni sono permeate continuamente dal sentimento dell’amore. Due giovani ragazzi (Mia e Seb), attrice lei, pianista jazz lui, si incontrano per una pura coincidenza del destino. Da quel momento l’arte e l’amore andranno a braccetto, ma non per sempre. Per ogni artista arriva sempre il momento di gloria, dopo anni e anni di insuccessi e sacrifici. E allora è necessario scegliere. Il bivio tra l’amore e il successo. Quale strada intraprendere? Non è mai facile.

Ad arricchire la storia, poi, ci si mettono le straordinarie coreografie e balletti con lo sfondo della Città degli Angeli. studiati e provati per mesi interi. Dipinti che rievocano i miti del passato. Cazhelle riesce perfettamente a farci tornare alla mente i musical che hanno fatto la storia del cinema.

Allora è proprio vero che i giovani possono ancora farci emozionare. E allo stesso tempo farci sperare in un cinema migliore. Standing ovation per il finale. Una vita intera che scorre nell’attimo di un brano musicale. Incanto. Due ore che sembrano scorrere veloci come un lampo. I colori e le atmosfere di una Hollywood che non c’è più tornano sul grande schermo. Momenti di grandissimo cinema, a tratti magico e visionario (si danza persino tra le stelle, volando su nel cielo), sognante e musicalmente eccellente.

La La Land è dedicato ai folli e ai sognatori. Sapete perchè? Semplice. Perchè per essi un solo attimo, un solo secondo, magari sognato da sempre, darebbe senso alla propria vita rendendola magica e perchè no, eterna.

Walter Nicoletti
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