LA TRADIZIONE NON MUORE MAI

Di Raffaele Burgo

“ Sì: delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia” (Giovanni Pascoli)
La splendida e suggestiva Matera, Città dei “Sassi”, meraviglioso presepe vivente, Capitale della Cultura 2019, denominata la “seconda Betlemme”, scenario unico per la realizzazione di importanti films quali “The Passion” di Mel Gibson ed il “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, è stata teatro di un bellissimo stage tecnico di Kung Fu Chuan Shen Tao ( La Via del pugno e dell’energia spirituale).
L’Unesco, nel 1993 ha inserito i “Sassi” di Matera nella World Heritage List, come “esempio di sistema di vita millenario da preservare e tramandare ai posteri”.
Ebbene, lo stage ha trovato naturale collocazione in questo contesto, proprio perché Shifu Raffaele Burgo, che ha tenuto questo importante stage, ha sottolineato la necessità di mantenere inalterati quelli che sono i valori tradizionali delle discipline marziali, sia dal punto di vista prettamente tecnico che da quello spirituale.
L’evento è stato organizzato magistralmente da Shifu Rosario Antezza, grande esperto di Kung Fu Shaolin, fondatore della scuola Traditional Shaolin Kung Fu, punto di riferimento per tutti gli appassionati materani della disciplina cinese, in collaborazione con il Centro Culturale Shaolin Matera, con l’Asi (Associazione sportive italiane) e con la Mivass Basilicata.
Shifu Antezza appartiene alla categoria di insegnanti ancorati al rispetto dei valori veri delle arti marziali e della vita, infatti riesce a portare nella kuan modestia, umiltà, sensibilità e dolcezza, oltre alla sua notevole preparazione tecnica.
E’ riuscito a trasmettere princìpi importanti dal punto di vista non soltanto marziale ma anche etici, creando una famiglia, formata da gente capace tecnicamente ma, soprattutto, in possesso di enormi qualità umane che, con rispetto e modestia condividono questa grande passione verso le discipline cinesi.
Un ringraziamento particolare ai Maestri Francesco Viti del “Centro Culturale Shaolin Matera”, Carmine Padula dell’”Asd Kung Fu Tricarico”, Vincenzo Raimondi della “Traditional Kung Fu Shaolin Tito” e Giovanni Laperchia della “Kwoon Tao Tai Chi Chuan Matera” che, con spirito di abnegazione si sono sottoposti all’impegnativo lavoro fisico, tecnico e mentale che Shifu Burgo ha da loro preteso.
“Si è maestri del kung fu non per combattere, ma per esercitarsi nell’autodisciplina”. Questo è un aspetto fondamentale trasmesso nel corso dello stage, che si è snodato, la mattina, tra esercizi di riscaldamento, condizionamento, fondamentali, lavoro in coppia e, nel pomeriggio, tra la Tao Lu (Forma) del Leopardo 1, lavoro sul “chi”, Qigong duro, esercizi per sviluppare la coordinazione tra arti superiori ed arti inferiori: una panoramica del sistema, che si è voluto presentare non come un momento di dimostrazione, ma come vero e proprio allenamento, finalizzato a lasciare qualcosa di concreto in ognuno dei partecipanti.
Come ha affermato Shifu Burgo, uno stage non deve limitarsi a due giorni di esecuzione di una Tao Lu, molto spesso dimenticata dopo qualche ora, ma deve essere occasione di incontro, di crescita psicofisica, di amicizia e di condivisione piena.
“Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse capirò, coinvolgimi e comprenderò”(Confucio). Ecco, il coinvolgimento totale dei partecipanti a questo interessante stage è stato totale e, nel rispetto di quanto affermavano gli antichi maestri orientali: “pratica molto il poco e non poco il molto”, ci si è soffermati su tecniche semplici ma dirette, al fine di far ritrovare alla pratica del kung fu la sua vera natura, che non era quella degli artifici tecnici e delle evoluzioni circensi, ma della efficacia diretta.
“ Persino oggi, non oserei dire di aver raggiunto un qualunque stato di realizzazione. Sto ancora imparando, poichè l’apprendimento è illimitato. Essere un praticante di Arti Marziali vuol dire anche essere un praticante dell’Arte della Vita” (Roberto Baccaro).
Tutti i Maestri presenti allo stage hanno dimostrato quanto importante sia la volontà di imparare, crescere e perfezionarsi, al di là dello stile praticato e al di là del grado posseduto e questo è sinonimo di umiltà che, di certo, costituisce uno dei capisaldi nella pratica delle discipline orientali e nella vita in generale.
La soddisfazione più grande è stata quella di verificare come Insegnanti tecnici di notevole levatura, quali il Maestro Raimondi, il Maestro Padula, il Maestro Viti, il Maestro Laperchia, come lo stesso Maestro Antezza, tutti estremamente preparati e con grande esperienza, si sono spogliati del loro grado e messi a disposizione come semplici allievi: questo è sinonimo di estrema umiltà, che è una qualità spesso dimenticata.
Un ringraziamento speciale anche a Vito Nicoletti, sempre disponibile e sensibile, oltrechè bravo atleta di Kung Fu Shaolin che, grazie al suo amore per questa disciplina, dà sempre spazio su Voce Spettacolo.
Attimi di commozione si sono vissuti nel momento in cui il Maestro Antezza ha consegnato al Shifu Burgo un attestato di ringraziamento, ricambiato con un attestato di responsabile del centro-sud Italia allo stesso Antezza.
Un plauso particolare a tutti gli atleti presenti che, grazie agli insegnamenti dei loro Maestri, hanno dimostrato tecnica ma, soprattutto, grandissima educazione e rispetto.
Alla conclusione di questo splendido stage desideriamo ricordare una citazione del grandissimo Yamamoto Tsunetomo, il quale diceva:”Non ho imparato la Via per vincere gli altri, ma per vincere me stesso”. Questo vuol dire che noi, oggi, dobbiamo cercare di essere migliori di ieri e, domani, migliori di oggi. Giorno per giorno, per tutta la vita, bisogna camminare nella Via, in un mondo senza confini.

 

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Di Vito “Nik H.” Nicoletti

INTERVISTA

Buongiorno Maestro! E’ un vero piacere ospitarla nuovamente sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Le sue sensazioni in merito alla giornata di ieri?
Ieri per me è stata una giornata meravigliosa, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche umano e culturale. Ho accettato immediatamente l’invito del Maestro Rosario Antezza, quando mi ha proposto di fare questo stage tecnico. Mi sono trovato davanti degli atleti splendidi, ragazzi e ragazze davvero speciali, dotati di grande educazione, che hanno seguito ciò che gli ho trasmesso con attenzione ed interesse. Ma l’aspetto più bello è stato quello di vivere momenti superlativi dal punto di vista umano, accanto a persone speciali, umili e modeste, che mi hanno fatto sentire in famiglia. Ecco, è proprio questa la cosa bella, il sentirsi uno di voi, facente parte di un’unica grande famiglia, che è quella marziale. E quando ciò accade, si abbattono distanze, stili, tecniche e tutto il resto, per immergersi nello splendido mondo marziale tradizionale ed affettivo. Un grazie di cuore per tutto ciò.

 

Quando si parla di “Kung Fu Chuan Shen Tao”, di cosa si parla…di cosa si dovrebbe parlare?
Chuan Shen Tao ( La Via del Pugno e della Energia Spirituale) è uno stile antichissimo di famiglia, comprendente sia la parte esterna che quella interna del Kung Fu. Non entrando in quelli che soni i dettagli prettamente tecnici, dico soltanto che trattasi di una vera e propria Scuola di vita, in quanto ha in sé quei princìpi tradizionali che, serenamente, possono essere trasferiti nelle azioni quotidiane, quali coraggio, spirito di sacrificio, cultura, studio, modestia, serenità interiore e tante altre ancora. Insegna ad essere dei guerrieri senza usare le armi. E penso che nel momento in cui ci si avvicina al suo studio, si dovrebbe parlare di un mezzo attraverso il quale crescere non soltanto dal punto di vista tecnico,m anche da quello umano, culturale e spirituale.

 

Parlando di arti marziali, qual’è la cosa più importante che tutti i praticanti dovrebbero capire?
Penso che ogni praticante di arti marziali debba tenere presenti alcune qualità ed alcuni princìpi fondamentali, in primis la lealtà, il rispetto non soltanto per se stessi, ma anche per gli altri, il coraggio, la pazienza, lo spirito di abnegazione, la modestia. Senza le suddette virtù, ogni pratica marziale si riduce a mera ginnastica, perdendo di vista la interiorità delle discipline stesse. Ormai molti entrano in una Scuola di arti marziali pensando di entrare in una semplice palestra. Ma questo accade soltanto quando ci si trova dinanzi ad un Insegnante non formatosi in maniera tradizionale, quindi senza quelle cognizioni filosofiche e spirituali necessarie per trasmettere agli allievi i valori veri e profondi che sottendono alle discipline stesse. Ogni allievo deve capire che per raggiungere un risultato positivo nella pratica ci vuole sacrificio e passione, oltre a grande pazienza. Non deve avere fretta di apprendere, ma a piccoli passi ci si appropria della essenza della pratica.

 

Il Kung Fu rende più forti o più saggi?
Il Kung Fu ci rende più forti interiormente e più saggi nello stesso tempo. L’essere più forti nel Kung Fu non significa soltanto diventare più forti fisicamente, ma ci si deve riferire ad un aumento naturale dell’autostima in modo funzionale ed efficace. Avendo come substrato taoismo,buddismo e confucianesimo, Il Kung Fu ci permette di diventare più saggi.Saggezza interiore e regalità esteriore.

 

Dopo una vita intera dedicata al kung fu, chi è oggi Raffaele Burgo?
Una persona umile che cerca di trasmettere le proprie conoscenze ad allievi innamorati come me, con spirito di amicizia e di affetto fraterno. Una persona serena, che conduce una vita tranquilla nel rispetto di quelli che sono i princìpi e le regole morali.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. Allievo esperto di Kung Fu

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