STAGIONE SINFONICA 2017/18

Pasqua con laVerdi

in Auditorium e in Duomo   

per la Passione di Bach

l’Ensemble laBarocca diretta da Ruben Jais protagonista in largo Mahler e in Cattedrale

del grande evento musicale milanese per la settimana santa

 

Martedì 27 Marzo (ore 20.00) Auditorium di Milano

Mercoledì 28 Marzo (ore 19.30) Duomo

Venerdì 30 Marzo (ore 20.00) Auditorium di Milano

 

È una tradizione nordeuropea felicemente importata a Milano da laVerdi, quella di eseguire le Passioni di Bach nel periodo pasquale.

E anche nel 2018, per il quinto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e il Comune di Milano, il consueto appuntamento – vero e proprio must del cartellone milanese per la Pasqua – diventa un evento eccezionale offerto alla città o – meglio – un evento nell’evento, perché il Duomo tornerà ad aprire le proprie porte alla musica immortale del Genio di Eisenach.

Ensemble laBarocca – che nel 2018 compie dieci anni di attività – e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretti rispettivamente da Ruben Jais ed Erina Gambarini, porteranno infatti in Cattedrale la Passione secondo Giovanni (Johannespassion) per soli, coro e orchestra (BWV 245), mercoledì 28 Marzo (ore 19,30, ingresso libero fino a esaurimento posti). Lo scorso anno venne eseguita la Passione secondo Matteo, nel segno della tradizione de laVerdi, che vuole l’alternanza nell’esecuzione delle due Passioni bachiane.  

Doppia replica invece all’Auditorium di Milano in largo Mahler: martedì 27 (ore 20.00) e venerdì 30 (ore 20.00) Marzo.

Un cast internazionale di specialisti del genere completa le formazioni in scena: Bernhard Berchtold (Evangelista), Camille Poul (Soprano), Pascal Bertin (Alto), Fernando Guimarães (Tenore), Lars Johansson Brissman (Baritono), Simon Schnorr (Baritono) e Lukáš Zeman (Baritono); viola da gamba Cristiano Contadin.

(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano fondazione Cariplo, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00. Tel. 02.83389401/2, on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it.

 

Biglietti: per le date di martedì 27 e venerdì 30 all’Auditorium di Milano: euro 42,00/16,00; la rappresentazione di mercoledì 28 in Duomo sarà a ingresso libero, fino a esaurimento posti, a partire dalle ore 19.00).

Lasciamo la parola a Ruben Jais per accompagnarci all’ascolto della Passione bachiana:

“Quando Bach esegue per la prima volta la Johannespassion a Lipsia nel 1724 aveva da un solo anno intrapreso il nuovo incarico di Thomaskantor, dovendosi subito scontrare con un ambiente di lavoro molto più complesso e limitante rispetto al precedente impiego presso la Corte di Cöthen. Tuttavia, una forza creativa propulsiva lo induce ad iniziare il progetto di comporre tre cicli di cantate annuali e coronare ogni anno tali cicli con la stesura di una Passione: la prima, appunto nel 1724, la Johannespassion. E Bach, in qualche modo, aveva cercato di prepara attraverso le cantate il suo nuovo ‘pubblico’, la congregazione luterana delle chiese di Lipsia, al linguaggio che avrebbero ascoltato per il Venerdì Santo: un salto complesso nel futuro del linguaggio musicale, religioso e drammatico, se comparato con ciò cui erano abituati i suoi contemporanei (se pensiamo che ancora 50 anni prima la musica era interdetta dalle chiese durante la settimana Santa e solo poco a poco si era introdotta con l’accompagnamento del solo organo, comprendiamo l’arditezza della proposta bachiana). Bach stesso scrive, poi, al consiglio, che lo aveva fortemente criticato dopo la prima esecuzione, che lo stile della Johannespassion ‘è incomparabilmente più difficile ed intricato’ di quello di qualsiasi altra musica eseguita prima di lui. Bach sceglie la strada della Passione-Oratorio e costruisce una partitura complessa sia da un punto di vista musicale che liturgico. Utilizza esclusivamente il Vangelo di Giovanni per la narrazione dei fatti (ad eccezione di due frammenti tratti dal Vangelo di Matteo) cui affianca testi poetici negli ariosi/arie e corali per guidare alla riflessione teologica il credente-ascoltatore. La struttura contrappone drammaticamente la folla, animata dal desiderio di vendetta, e Jesus che, nella sua serenità costante, esprime il suo trionfo finale. Contrappeso alla sete di sangue della folla sono le riflessioni che il popolo attua nei corali, introduzione calibrata della teologia luterana nell’azione del Vangelo.

“Bach viene tacciato dai contemporanei di aver scritto un dramma e non musica sacra, ma ai nostri occhi sembra impossibile che un pensiero così intriso di teologia potesse venir scambiato per gusto teatrale. La Johannespassion è l’unico lavoro che Bach rielabora per tutta la sua vita lasciandocene un’ultima versione proprio nel 1749/50, anno della sua morte, a significare di quanto complessa e fondamentale per il pensiero competitivo del compositore fosse questa Passione”.

 

La Passione secondo Giovanni (Johannespassion)

La Johannespassion (BWV 245) è la prima delle due grandi Passionsmusiken oggi conosciute di Johann Sebastian Bach (1685-1750). L’altra è la Matthäus-Passion (BWV 244).

La prima esecuzione della Johannes-Passion avvenne il 7 aprile 1724 a Lipsia – chiesa di San Nicola – durante la Settimana Santa, anche se non si esclude una precedente versione composta negli anni di Weimar (1717). E’ la più grandiosa trasposizione in musica della Passione di Cristo scritta fino a quel momento.

La Johannes-Passion venne revisionata più volte da Bach (arie sostituite, strumentazione modificata, cori spostati) però l’essenza dell’opera è rimasta immutata.

Il genere musicale della “Passione” vanta tradizioni molto antiche. La recitazione della Historia Passionis costituì fin dai primi secoli del Cristianesimo uno dei momenti più importanti della liturgia della Settimana Santa. Col tempo la Passione divenne un genere musicale autonomo: la ripartizione del testo fra più cantori e l’introduzione della polifonia diede alla Passione ampie possibilità compositive.

Nacque così intorno al XVII secolo la Passione oratoriale; al testo biblico, affidato principalmente all’Evangelista, vennero aggiunte parti testuali non evangeliche utilizzate per le arie, gli ariosi e i cori accompagnati dal basso continuo e da altri strumenti. Questo genere di Passione ebbe particolare fortuna anche nella musica sacra protestante e trovò il suo apice nelle Passioni di Johann Sebastian Bach.

La Johannes-Passion è articolata in due parti (originariamente tra la prima e la seconda parte si teneva una predica). La composizione, ricca di grande drammaticità, inizia e termina con due grandi brani corali; la passione di Cristo è raccontata dall’Evangelista, con interventi di altri personaggi (Gesù, Pilato, Simon Pietro ecc.). L’azione si svolge attraverso le loro voci con la forma del recitativo, sorretto dal basso continuo (organo). In partitura sono presenti anche molti corali, ben 11, per ottemperare alla tradizione luterana, così come arie e ariosi cantati dalle voci di soprano, alto, tenore e basso. Durante questi momenti musicali, dedicati alla riflessione, l’azione si ferma. Le caratteristiche di questi pezzi solistici e l’importanza dell’organico strumentale avvicinano il genere della Passione a quello del melodramma.

Laura Nicora

 

Biografie

 

Ruben Jais, Direttore. Nato a Milano, contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto quelli musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero.

È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione nel 1998 al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling.

È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Il suo repertorio spazia dai grandi capolavori della musica barocca (da L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi al Requiem di Jean Gilles, dallo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi alle Passioni ed alla Messa in Si minore di Johann Sebastian Bach) a quelli della musica classica (sinfonie e musica sacra di Haydn, Mozart, Beethoven), nonché alla riscoperta di brani meno conosciuti di compositori dal XVI al XIX secolo (Zelenka, Scarlatti, Durante, Sammartini). Dirige musica contemporanea, soprattutto di autori italiani, da Castiglioni a Zanolini, da Anzaghi a Nova, da Ligeti a Messiaen, da Califano a Vacchi.

Nel 2008 ha istituito laBarocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica di tale periodo storico, con la quale affronta i maggiori capolavori del repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laBarocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori dei secoli XVI-XVIII.

È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione, dal Barocco al Romanticismo, affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach. Dirige musica strumentale, corale e sinfonica presso varie istituzioni italiane ed estere, quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, Teatro alla Scala, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, UiS Stavanger Norway.

Da segnalare alcuni importanti appuntamenti che lo hanno visto protagonista insieme a l’ensemble laBarocca nella stagione 2016: il debutto presso la prestigiosa Wigmore Hall a Londra con Sonia Prina; la partecipazione presso il Festival MITO con concerti a Milano e Torino; l’inaugurazione del restaurato Teatro Gerolamo, con un programma dedicato a musiche di Vivaldi e Mozart.

 

 

 

Erina Gambarini, Maestro del Coro. Figlia d’arte, a 13 anni alla Scala di Milano fu la prima voce bianca interprete di Flora nel Giro di vite di Britten, iniziando un’intensa e ininterrotta attività di soprano, studiando a Vienna con Teresa Stich-Randall. Allo studio del pianoforte con il padre Guido Gambarini affianca quello di Direzione, Interpretazione e Musica Vocale da Camera con M. Courod, Tecnica Vocale e Interpretazione con Gerhard Schmidt-Gaden. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che si impone per la qualità e la ricca attività artistica; con esso nel 1996 inizia la collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi.

Dal 2007 è Direttore del Coro Sinfonico de laVerdi, succedendo al Maestro Romano Gandolfi, che la chiamò come sua assistente alla fondazione del Coro nel 1998. Ha diretto il Coro Sinfonico di Milano alla Sala Nervi in presenza di S.S. Benedetto XVI, al Festival Rostropovich, al ROH di Muscat con Carmen di Bizet, al Festival Mito, a LA7, alle Celebrazioni per l’Unità d’Italia alla presenza del Presidente della Repubblica. Ha lavorato con Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gianandrea Gavazzeni, Xian Zhang, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Neville Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King, John Axelrod, Patrick Fournillier.

È invitata a far parte di giurie di Concorsi Internazionali di Canto. Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici. Nelle Stagioni 2011/12 e 2012/13 ha diretto il Coro de laVerdi in War Rrequiem e Ivan il Terribile alla Scala. Fra gli impegni recenti, l’Ottava di Mahler direttore Riccardo Chailly, la Petite Messe Solennelle di Rossini, il War Requiem di Britten e la Passione secondo Giovanni, quest’ultimo oltre che in Auditorium anche al Duomo di Milano. Nel 2016 ha diretto il Coro nella esecuzione di Aleksandr Nevskij di Prokof’ev, Stabat Mater di Rossini, Il Signore degli Anelli di E. Shore nello Stabat Mater di Dvořák e il Requiem di Verdi. Recentemente ha diretto il Coro de laVerdi nel Requiem di Mozart in Amadeus – Il Concerto eseguito in Auditorium, con la direzione di John Axelrod e nella prima esecuzione italiana della Cantata per il XX anniversario della Rivoluzione d’Ottobre di Sergej Prokof’ev.

 

laBarocca è un ensemble di musicisti specializzati, esterni alla formazione sinfonica (tranne Gianfranco Ricci, uno dei primi violini de laVerdi con esperienza avendo suonato con l’Accademia Bizantina), e di coristi (16 elementi, 4 per parte) diretti da Gianluca Capuano, conoscitore del repertorio Cinque-Seicentesco per il quale “il punto di forza del complesso barocco è quello di essere tutto giovane, tutto italiano e molto motivato”. Insomma, una nuova generazione specializzata nell’antico repertorio e inserita nella struttura “madre” de laVerdi. Direttore de laVerdi Barocca è Ruben Jais, Responsabile delle Attività artistiche de laVerdi, esperto del repertorio Sei-Settecentesco, che intende affrontare le opere in termini filologici, con strumenti originali o copie di epoca barocca.

L’ensemble è costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del ‘600/’700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Questo approccio offre, ovviamente, la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento all’estrema ricchezza di dettagli di tale repertorio.

 

Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Nasce nell’autunno del 1998 sotto la direzione musicale di Romano Gandolfi ed è una delle compagini della Fondazione Orchestra e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Il coro è formato da 100 elementi che affrontano il repertorio lirico-sinfonico, cameristico e polifonico, spaziando dal Barocco al Novecento.

Al suo primo concerto nell’Auditorium di Milano, l’8 ottobre 1998, ottiene un grande successo di pubblico e di critica con i Quattro pezzi sacri di Verdi diretti da Riccardo Chailly.

Ha affrontato importanti pagine del repertorio, tra cui la Sinfonia n. 2 di Šostakovič, Ein Deutsches Requiem di Brahms, le Sinfonie n. 2, n. 3  e n. 8 di Mahler, Johannespassion e Matthäuspassion di Bach, Suor Angelica e Messa di Gloria di Puccini, Requiem e Messa in Do minore di Mozart, Aleksandr Nevskij di Prokof’ev, Danze Polovesiane di Borodin, Carmina Burana di Orff, Gloria di Poulenc, Petite Messe Solennelle e Stabat Mater di Rossini, Paulus di Felix Mendelssohn Bartholdy, Apokalypsis di Marcello Panni, War Requiem di Britten, Sinfonia Kaddish di Bernstein, Messa di Gran di Liszt, Mysterium di Nino Rota, Nona sinfonia e Missa Solemnis di Beethoven e  Messa di Requiem di Verdi.

È stato guidato da direttori del calibro di Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Ennio Morricone, Sir Neville Marriner, Leonard Slatkin, Vladimir Jurowski, Oleg Caetani, Christian Arming, Helmuth Rilling, Zhang Xian, Jader Bignamini, Aldo Ceccato, Patrick Fournillier, Richard Hickox, Giuseppe Grazioli, Stéphane Denève, Riccardo Frizza, György Győriványi Ráth, Thomas Dausgaard, Eugene Kohn, John Axelrod e Claus Peter Flor.

Si è esibito a Parma, Bolzano, Bologna, Lucca, Udine, Treviso, Ferrara con il Simon Boccanegra di Verdi in forma scenica (diretto da Claudio Abbado) ed è stato invitato al Festival MiTo, al Festival MilanoMusica, al Festival di Spoleto con il Macbeth di Verdi in forma scenica, al Festival di Città di Castello, al Festival di Bergamo e Brescia, Mstislav Rostropovich International Festival e in teatri e auditorium come il Teatro alla Scala, il Lingotto e l’Auditorium della RAI di Torino.

Nel 2008 e 2009 si è esibito nella Sala Nervi del Vaticano nei concerti offerti dal Presidente Giorgio Napolitano per gli anniversari del Pontificato di Sua Santità Benedetto XVI.

All’estero ha cantato all’Opera di Lipsia, alla NHK Hall di Tokyo, alla Alte Oper di Francoforte, al Konzerthaus di Vienna, alla National Concert Hall di Budapest, alla Sala Rondò di Pontresina, alle Isole Canarie, nella Concattedrale di San Giovanni a La Valletta, a Baku e Royal Opera House di Muscat in Oman con la Carmen di Bizet.

Dal 2006 il Coro Sinfonico è diretto dal Maestro Erina Gambarini.

 

Bernhard Berchtold, Evangelista. Ha studiato al Conservatorio di Innsbruck, continuando i suoi studi di canto al Mozarteum di Salisburgo con Horiana Branisteanu e Harmut Höll. Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi premi: l’International Summer Academy of Salzburg nel 1999, il Concorso internazionale Franz Schubert and Modern Music. Il suo nome è soprattutto legato a Schubert (Schwanengesang e Winterreise), alle registrazioni per la Radio tedesca WDR al Klavier-Festival della Ruhr e alle esibizioni delle celebri Schubertiadi Schwarzenberg. Nella stagione 2009/10 ha debutato come Henry in Schweigsame Frau di Richard Strauss con la messa in scena di Marco Arturo Marelli al Teatro de la Maestranza di Siviglia e alla Semperoper di Dresda. È stato ospite presso il Teatro Comunale di Bologna, Carlo Felice, Opéra di Lione, La Scala, Bayerische Staatsoper e al Festival di Salisburgo dove ha cantato Die Schuldigkeit des ersten Gebots, Bastien und Bastienne, Der Schauspieldirektor di Mozart e Orlando Paladino di Haydn sotto la direzione di Nicolaus Harnonocourt al Theater an der Wien. Ha lavorato con Howard Arman, Semyon Bychkov, Enoch zu Guttenberg, Ton Koopman, Simon Rattle, Helmuth Rilling e Sebastian Weigle. Con Michael Hofstetter e l’orchestra e il coro NDR, ha registrato La Resurrezione di Händel; con Christian Arming si è esibito in Giappone nel Te Deum di Bruckner e con Martin Haselböck ha intrapreso una lunga tournée che ha toccato gli Stati Uniti e il Sudamerica. Nelle ultime stagioni si è esibito nei ruoli di Tamino, Ferrando, Don Ottavio, Belmonte e Lurcanio (Ariodante di Händel), nel Diario di uno scomparso di Janáček, nel Rosenkavalier, nell’Euryanthe e in Traviata. All’Auditorium di Milano ha intepretato la Passione secondo Giovanni di J. S. Bach diretta da Ruben Jais (Stagione 2013/14) e Lélio, o Il ritorno alla vita di H. Berlioz con la direzione di Claus Peter Flor (Stagione 2016).

 

Camille Poul, soprano. Ha iniziato la sua carriera giovanissima specializzandosi in musica barocca, ampliando con il tempo il suo repertorio. È riconosciuta come una soprano dalla voce flessibile e agile e un temperamento drammatico e frizzante. I critici hanno elogiato le qualità della sua voce brillante e toccante, il suo fascino e la sua raffinatezza, le sue capacità drammatiche notevoli e convincenti.  I suoi impegni recenti includono il ruolo di Susanna (Le Nozze di Figaro) al Compiègne Opera, Pamina, Prima Dama e Papagena (Die Zauberflöte) a Digione, Caen, Limoges, all’Opera di Vichy e Saint Etienne, Zerlina (Don Giovanni) all’Opera di Digione, Adelanta (Xerse, Cavalli) al Theater an der Wien, l’unica parte presente in La Voix Humaine (Poulenc) all’Opera di Lille, l’Enfant (L’Enfant et les sortilèges) a Stoccarda e a Monaco, Carolina (Il matrimonio segreto di Cimarosa), Belinda (Didone and Aeneas di Purcell) alla Royal Opera di Versailles, Amore e Damigella (L’incoronazione di Poppea di Monteverdi) all’Opera di Lille e di Digione, Zémire (Zémire e Azor di Grétry) all’Opera-Comique e molti ancora. Altre interpretazioni includono Rosina (Il barbiere di Siviglia), Rita nell’omonima opera di Donizetti, Amour (Orphée et Eurydice di Gluck) solo per citarne alcune. Al Glyndebourne Festival del 2013 insieme a William Christie ha interpretato Hippolyte et Aricie di Rameau.

Si è esibita con direttori del calibro di S. Denève, C. Rousset, J.-C. Spinosi, G. Korsten, G. Grazioli, E. Haim, W. Christie, J.-C. Malgoire, P. Agnew. Si è formata con A. Buet, L. Vaduva, J. L. Dumoulin e B. Verona-James. Ha partecipato a corsi di perfezionamento con R. Jacobs e D. Jones. È stata membro dell’accademia al prestigioso festival d’Aix-en Provence. Attualmente studia con A. Massis e A. de Brunhoff. Si è diplomata al Conservatoire Supérieur di Parigi nel 2009, dopo aver conseguito il diploma in canto barocco presso il Conservatoire National de Paris nel 2005. Ha iniziato a cantare sul palcoscenico da bambina sia come solista nel Coro Maîtrise de Seine-Maritime sia in produzioni all’Opera di Rouen.

Molto richiesta anche all’interno del repertorio concertistico, si è esibita in numerose sale di prestigio, tra cui la Konzerthaus di Vienna, l’Auditorium di Monaco, la Liederhalle di Stoccolma, la Philarmonie di Parigi, il Concertgebouw di Amsterdam, il Concertgebouw di Bruges e il Quartz a Brest. Ha anche collaborato con numerosi gruppi famosi quali Les Talens Lyriques, Le Concert d’Astrée, Academia Montis Regalis, Les Musiciens du Paradis, Opera Fuoco. È stata invitata a molti festival internazionali come Berkeley, Granada, Lipsia, Campo de Jordao (Brasile), a Nantes e Lisbona. La sua discografia comprende L’Enfant et les sortilèges con la SWR di Stoccolma, L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, Cadmus et Hermione di Lully, Amadis di Lully e Orfeo di Belli. Ha inciso anche alcune arie di Michel de la Barre per il periodico francese Mercure Galant. Le sue esibizioni sono state trasmesse su svariate reti, in particolare su France Musique, Mezzo, Arte e medici.tv. Si esibisce regolarmente con il pianista J. P. Pruna e il clavicembalista e pianista M. Gratton.

Nella stagione 2017/2018, sarà Papagena a Caen e Limoges, Maddalena in La Resurrezione di Händel a Ambronnay, il soprano solista nella Messa dell’Incoronazione all’opera di Montpelllier; debutterà nel Pygmalion di Rameau a Berlino e al Musikverein di Vienna, e al Théâtre des Champs Elysées di Parigi nel Pelleas et Mélisande con Sabine Devieilhe.

 

Pascal Bertin, alto. Ha iniziato la sua carriera a 11 anni, con il Choeur d’enfants de Paris e il loro direttore R. de Magnée con cui si è esibito come solista in tutto il mondo; è stato diretto tra gli altri da S. Ozawa, Z. Mehta e G. Solti. Ha intrapreso una lunga carriera, cantando con importanti ensemble di musica antica tra cui Huelgas Ensemble, Mala Punica, Clément Janequin, Unicorn Daedalus, A Sei Voci and Gilles Binchois. Si è esibito nel repertorio operistico e oratoriale con direttori quali J. Savall, C. Rousset, P. Herreweghe, M. Minkowski, J. E. Gardiner, S. Kuijken, K. Junghänel, E. Haïm en T. Hengelbrock. Recenti impegni comprendono Agrippina di Händel all’Opéra de Dijon e all’Opéra de Lille, Matthäus-Passion di Bach con il Nederlandse Bachvereniging e Jos van Veldhoven, Niobe di A. Steffani, Orfeo ed Euridice di J. Fux con J. Savall al Festival Styriarte di Graz. Impegni passati includono Orfeo alla Nederlandse Opera, Il Sant’Alessio di Landi con W. Christie a Caen, Parigi, Ginevra e New York, Rage d’amours alla Nederlandse Opera e al Salzburger Festspiele, L’Orfeo di Monteverdi all’Opéra de Lille, Théâtre du Châtelet di Parigi e Agrippina al Chicago Opera Theater, e King Arthur di Purcell con Les Talents Lyriques e C. Rousset. Ha registrato più di 50 Cd. È stato invitato da Harmonia Mundi per la registrazione di Les Trois contre-ténors, insieme con A. Scholl e D. Visse.

 

Fernando Guimarães, tenore. Nato a Porto, il tenore nominato ai Grammy Guimarães ha completato la sua carriera di cantante nella sua città natale e ha vinto premi nelle più importanti competizioni di canto del suo Paese. Come vincitore del Concorso Internazionale di canto “L’Orfeo”, ha ottenuto il ruolo principale dell’omonima opera di Monteverdi a Mantova nel 400 ° anniversario della sua prima. Nel 2013 ha ricevuto il III premio e il premio speciale del Theater an der Wien al Cesti International Competition for Baroque Opera di Innsbruck. Ha collaborato con gruppi famosi come L’Arpeggiata, Les Talens Lyriques, Capriccio Stravagante, Les Muffatti, Al Ayre Español, Concerto Köln, Orquesta Barroca de Sevilla, Cappella Mediterranea e Clematis. La sua discografia comprende incisioni per le etichette Virgin, Linn, Alpha, Ricercar, Naxos, e Ambronay Editions. In Portogallo, collabora con la Fondazione Gulbenkian e il Centro Cultural de Belém, e collabora frequentemente con le orchestre più prestigiose del Paese e con i più importanti gruppi musicali. I recenti successi della fiorente carriera di Fernando includono: il ruolo principale di Orphèe in La Descente d’Orphee aux Enfers di Marc-Antoine Charpentier con Les Arts Florissants; un tour europeo con il ruolo di Noè nell’oratorio Il Diluvio Universale di M. Falvetti; il ruolo di Teseo nell’opera Elena di Cavalli per il Festival d’Aix-en-Provence; i suoi debutti alla Philharmonie di Berlino e alla Queen Elizabeth Hall di Londra, con l’Orchestra of the Age of Enlightenment; il ruolo di Fenton nel Falstaff di Verdi e il ruolo principale ne L’Orfeo di Monteverdi all’Opéra di Losanna in una nuova produzione di R. Carsen sotto la direzione di O. Dantone. Le sue recenti esibizioni di cantate di Handel a Sydney e Melbourne sono state acclamate da pubblico e critica, così come la sua interpretazione del ruolo del protagonista ne Il Ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi con la Boston Baroque, lavoro per cui ha ricevuto due nomination ai Grammy Award. Tra i progetti futuri spiccano il ruolo di Tamese in Arsilda di Vivaldi con il Collegium 1704 e V. Lúks; un tour olandese della Passione secondo Matteo di Bach con la Nederlandse Bachvereniging e L’Orfeo di Monteverdi al Teatro Regio di Torino.

 

Lars Johansson Brissman, baritono. Nato a Stoccolma, ha studiato canto alla Royal University College of Music e all’University College of Opera di Stoccolma. Ha ricevuto il Kristina Nilsson Award, il Joel Berglund Award e il prestigioso Royal Swedish Academy of Music Award. I suoi lavori in ambito operistico includono L’Orfeo e L’incoronazione di Poppea di Monteverdi al Festival Drottningholm di Stoccolma, Bohème e la prima mondiale di Hummelhonung di Carl Unander-Scharin’s alla Royal Swedish Opera, Ernelinde di André Danican Philidor al Gloger Festival, Acis and Galatea di Händel a Oslo, Dido and Aeneas di Purcell, David and Bathsheba di Staale Kleiberg, Das Rheingold, Così fan tutte, Die lustige Witwe. Ha anche partecipato agli allestimenti teatrali dell’Oratorio di Natale di Bach con la Piteå Opera. Brissman è uno dei più acclamati cantanti scandinavi ed è ospite delle maggiori orchestre e dei festival più prestigiosi. Appare frequentemente in Europa, negli Stati Uniti e in Australia. Ha un repertorio ampio che spazia dal periodo rinascimentale al periodo romantico, oltre ad includere un gran numero di pezzi di compositori contemporanei. Ha lavorato con direttori del calibro di M. Batič, O. Boman, H. Böck, E. Ericsson, G. Garden, D. Harding, T. Kaljuste, T. Koopman, A. Manze, R. Muti, A. Parrot, J. Riffkin, J.van Immerseel e M. Wood. Nel 2017 ha interpretato opere fra cui Satyagraha di Philip Glass alla Volksoper Stockholm, Belshazzar di Händel a Karlsta oltre ad essere apparso in numerosi concerti al Festival Itinéraire Baroque en Périgord in Francia con Ton Koopman. Ha partecipato alla prima mondiale de La Passione secondo Matteo di Sven-David Sandström alla Philharmonie di Berlino, oltre ad aver interpretato l’Oratorio di Natale e le cantate di Bach, la Missa in Angustiis (Nelsonmesse) di Haydn, Förklädd gud di Lars-Erik Larsson e la Messa in Si minore di Bach. A Stoccolma ha eseguito il Requiem di Mozart e la Passione secondo Matteo, la Messa in Si minore e l’Actus Tragicus di Bach. Tra le più significative registrazioni ricordiamo la Sinfonia n. 9 con Anima Eterna, David and Bathsheba di Staale Kleiberg, Duke Magnus and The Mermaids di Ivar Hallström, la Passione secondo Giovanni di Bach, la Missa Sancti Hieronymi di Haydn con l’Ensemble Philidor e la Passione secondo Giovanni di Fredrik Sixten.

 

Simon Schnorr, Gesù. Nato a Monaco di Baviera, ha studiato Canto alla Music Universities of Freiburg, Lipsia e Karlsruhe, perfezionandosi con D. Fischer-Dieskau, e attualmente collabora con M. Honig ad Amsterdam. Dopo la laurea, tra il 2009 e il 2016, è stato membro dell’ensemble del Salzburger Landestheater. È stato invitato al Festival di Salisburgo (Lulu), al Festival di Glyndebourne (Eugen Onegin), al Festival di Salisburgo di Pasqua (Parsifal), al Festival di Edimburgo, al St. Margarethen Opera Festival, Aix-en-Provence Festival e al Festival di Verbier e si è esibito al fianco di John Malkovich nel suo progetto di teatro musicale The Giacomo Variations. Si è affermato con il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, le Passioni e le cantate di Bach alla Konzerthaus di Berlino, oratori di Händel, Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler alla Herkulessaal di Monaco, Carmina Burana di Carl Orff alla Philharmonie Essen ed Ein deutsches Requiem di Brahms alla Tonhalle di Zurigo e allla Victoria Hall di Ginevra. Ha collaborato con Berliner Philharmoniker, Vienna Philharmoniker, Salzburg Mozarteum e Gustav Mahler Youth Orchestra con direttori quali C. Abbado, M. Albrecht e M. Haselböck e registi come P. Stein, V. Nemirova.

 

Lukáš Zeman, baritono. Ha iniziato lo studio del fagotto a Praga, sua città natale, e ha proseguito studiando Canto al Mozarteum di Salisburgo. Ha studiato con S. Hunnego e A. Schroeder al Royal Conservatory The Hague. Si è laureato alla Dutch National Opera Academy e perfezionato con D. Wilson-Johnson, A. Corbelli, M. Hoonig, M. Martineau, KS Hanna Ludwig e D. Debolini. Ha tenuto recital solistici in India, Giappone, Nuova Zelanda, Svizzera, Repubblica Ceca, Germania e Olanda. Fra gli impegni recenti, Dog’s heart all’Opéra di Lione, I racconti di Hoffmann ai Teatri di Pisa e Lucca, al “Goldoni” di Livorno e al Coccia di Novara diretto da G. Condette, al Maggio Fiorentino L’amore delle tre melarance di Prokof’ev diretto da J. Valčuha. Inoltre collabora con l’Ensemble Collegium 1704, Zürcher Sing-Akademie, Il Canto di Orfeo, PhiloMelante e L’aura rilucente. Ha preso parte a Die Soldaten di B. A. Zimmermann alla Scala diretta da I. Metzmacher. Nel 2015 si è esibito ne L’Orfeo diretto da R. Balconi per un evento EXPO. Quest’anno ha preso parte alla Kát’a Kabanová, regia di R. Carsen al Regio di Torino diretto da M. Angius.

 

Cristiano Contadin, viola da gamba. Diplomatosi in pianoforte con il M° Somenzi e in viola da gamba con il M° Biordi, collabora anche in veste di solista con ensemble italiani e stranieri tra cui I Barocchisti, Accademia Bizantina, Il Giardino Armonico, La Venexiana, L’Arpeggiata, La capella de’ Pietà dei Turchini, Elyma, Filarmonica della Scala, En Chordais, Il Suonar Parlante con i quali ricevuto riconoscimenti e premi (Diapason d’or, Goldberg, Schallplatte der Musik , Le Choc de la Musique, Fanfare). Come solista e con il quartetto di viole da gamba Il Suonar Parlante approfondisce la musica contemporanea eseguendo apposite partiture di K. Wheeler, U. Caine, D. Byron, E. Reijseger, M. Stockhausen, L. Garau. Incide tra le altre per Winter&Winter, D. G., Decca, Sony, EMI Classics, Glossa, Hyperion, Elucevanlestelle, Brilliant. Per le edizioni coordina la collana sulla Viola da gamba (La voce dell’Ambasciatore), mentre per EDT ha tradotto The early history of the viol di I. Woodfield. Insegna Viola da gamba presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia e collabora con i conservatori “V. Bellini” di Palermo e “S. Giacomantonio” di Cosenza. È stato docente di viola da gamba inoltre presso l’Academy of Musik di Esbijerg in Danimarca dal 2010 al 2013. Suona una viola da gamba basso italiana di un liutaio anonimo della prima metà del Settecento. Nel 2012 è stato pubblicato per Elucevanlestelle il Cd Cantar Bastardo realizzato insieme al baritono M. Scavazza dedicato al repertorio italiano del ‘500 secondo la pratica del Cantar alla viola. Prossima la pubblicazione di un cofanetto con l’integrale delle triosonate e dei Concerti per viola da gamba ed orchestra di G. P. Telemann registrati per l’etichetta Brilliant con Opera Prima, il nuovo gruppo musicale che ha diretto e promosso, con organico variabile dal duo all’orchestra, al consort di viole da gamba.

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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