LUCCHESINI E IL “TERZO” DI BEETHOVEN CON laVERDI

Andrea Lucchesini torna graditissimo ospite all’Auditorium di Milano per eseguire il Terzo concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che ritrova sul podio di largo Mahler la “bacchetta” di Stanislav Kochanovsky, russo di San Pietroburgo. Il pubblico milanese avrà a disposizione tre date per non mancare a questo imperdibile evento di cartello: giovedì 11 (ore 20.30), venerdì 12 (ore 20.00) e domenica 14 (ore 16.00) maggio, all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in largo Mahler.
Al talento del pianista pistoiese è dunque affidato il compito di proseguire l’esecuzione integrale in stagione dei concerti per pianoforte del Genio di Bonn, dopo i due primi appuntamenti con Gabriele Carcano (n. 5) a gennaio e Saleem Ashkar (n. 4) ad aprile.
Completa la locandina, per la parte sinfonica, la Quarta sinfonia di Schumann, in una dimensione squisitamente romantica.
(Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).
Giovedì 11, sempre in Auditorium (Foyer della balconata, ore 18.00, ingresso libero), la tradizionale conferenza di introduzione all’ascolto dal titolo: “La cultura pianistica beethoveniana: i il Quarto Concerto”, relatore Enrico Reggiani, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano. In un saggio acuto e suggestivo, Leon Plantinga si chiedeva “quando compose Beethoven il suo Terzo Concerto per pianoforte e orchestra”? La domanda non è oziosa, visto che certe risorse e strategie compositive del Maestro fanno preferire il biennio 1802-1803 al 1799-1800. Tradotta in termini di “poetica beethoveniana”, la differenza è grande sul piano cultural-musicale e della dialettica con l’esperienza classica del recente passato.
Programma
Il programma si apre con il nostro terzo appuntamento con l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven: il n. 3 in Do minore, scritto dal genio di Bonn nel 1800. A seguire, l’ultima sinfonia di Schumann, la n. 4 in Re minore, composta nel 1841 e l’ultima ad essere pubblicata dall’autore. Entrambi i lavori sono in tonalità minore e sfoggiano una caratteristica quanto incisiva verve romantica. La vera essenza che accomuna queste due composizioni è la spontaneità: una spontaneità vigorosa e profonda. I temi concepiti sono infatti in entrambi i casi molto semplici e all’ascolto risulta facile catturarne la freschezza priva di artifici e assolutamente pura. Se Beethoven nel manoscritto abbozzò solo la parte pianistica (il che suggerisce che ci fosse molta improvvisazione nella sua prima esecuzione), Schumann scrisse come di consueto la partitura di getto, come fece per tutte le sinfonie, soffermandosi quindi sull’orchestrazione e perseguendo il suo ideale, secondo il quale la prima idea è quella giusta, perché ritenuta la più veritiera.
Biografie
Stanislav Kochanovsky nasce e studia a San Pietroburgo dove si è subito messo in evidenza per il suo inusuale talento, diplomandosi precocemente al prestigioso Conservatorio Rimsky-Korsakov di San Pietroburgo in organo, composizione e direzione (coro e orchestra).
Tra il 2010 e il 2015 è stato direttore principale della State Safonov Philharmonic Orchestra di Kislovodsk (città della Russia europea, situata alle pendici del Caucaso, che ha dato i natali allo scrittore Aleksandr Solženicyn). Con questa orchestra ha diretto oltre 50 programmi sinfonici, 5 festival e 6 produzioni liriche.
Contemporaneamente, il giovane direttore ha avviato un’intensa collaborazione con il Mikhailovsky Theatre di San Pietroburgo dove, fino ad oggi, ha diretto oltre sessanta recite tra melodramma e balletto, oltre al debutto al London Coliseum. Come direttore ospite Stanislav Kochanovsky ha bruciato le tappe debuttando in tutte le più importanti orchestre e teatri del suo Paese: tra questi ricordiamo il Mariinsky Theatre, la St. Petersburg Philharmonic, la Svetlanov Symphony, la Moscow Philharmonic, la Russian National Philharmonic e l’Hermitage Orchestra. Nel 2013 ha fatto il suo debutto allo “Stars of the White Nights Festival” con la Mariinsky Orchestra.
Negli ultimi anni, parallelamente alle sue attività in Russia, la carriera internazionale si è andata sviluppando con i primi importanti debutti presso l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Rotterdam Philharmonic, l’Orchestre National de Lyon, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la Filarmonica Arturo Toscanini, la Croatian National Radio Symphony Orchestra, gli Hamburger Symphoniker, l’OSI in Lugano, la NHK
Symphony (Tokyo), la China National Symphony (Beijing), la Malaysian Philharmonic (Kuala Lumpur), la Lithuanian Symphony, la Israel Symphony.
Fra i solisti con cui collabora ricordiamo, fra gli altri, Denis Matsuev, Viktoria Mullova, Vadim Gluzman, Anna Netrebko, Olga Borodina, Evgenij Nikitin.
In ambito lirico, Kochanovsky può contare su oltre 30 titoli d’opera nel suo repertorio. Nella stagione 2015/16 ha debuttato all’Opernhaus di Zurigo (Dama di Picche), al Maggio Musicale Fiorentino (Iolanta), al Mannheim National Theatre (Cavalleria rusticana e Pagliacci) ed è stato ospite regolare al Mariinsky Theatre (Boris Godunov, Tosca, Evgenij Onegin, Iolanta).
Fra i principali impegni futuri si segnalano i debutti con la Royal Concertgebouw Orchestra (Amsterdam), la Melbourne Symphony (Australia) e la Malmo Symphony (Svezia), nonché i ritorni alla Rotterdam Philharmonic, Royal Flemish Philharmonic (Belgio), Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. In ambito lirico: Prince Igor alla Netherlands Opera di Amsterdam (regia di Dmitry Chernyakov) e Evgenij Onegin all’Opernhaus di Zurigo (regia di Barrie Kosky).

Andrea Lucchesini, pianoforte. Nato a Massa e Cozzile (Pistoia) nel 1965, formatosi sotto la guida di Maria Tipo, si impone all’attenzione internazionale giovanissimo, con la vittoria del Concorso Internazionale “Dino Ciani” presso il Teatro alla Scala di Milano. Da allora suona in tutto il mondo con le orchestre più prestigiose, collaborando con direttori quali Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Roberto Abbado, Riccardo Chailly, Dennis Russell Davies, Charles Dutoit, Daniele Gatti, Gabriele Ferro, Gianluigi Gelmetti, Daniel Harding, Vladimir Jurowski, Gianandrea Noseda, Giuseppe Sinopoli.
La sua ampia attività, contrassegnata dal desiderio di esplorare la musica senza limitazioni, lo vede  proporre programmi che spaziano dal repertorio classico all’oggi e gli vale già nel 1994 il riconoscimento dei musicologi  europei da cui riceve – unico italiano finora – il Premio Internazionale Accademia  Chigiana, mentre  l’anno successivo  il Premio  “F. Abbiati”  testimonia l’apprezzamento della critica italiana.
Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche, le prime delle quali risalgono  agli anni ’80 per EMI International (Sonata in si minore di Liszt, Sonata op.106 “Hammerklavier” di Beethoven, Sonata op.58 di Chopin); successivamente  realizza Pierrot Lunaire di Schoenberg e  Kammerkonzert di Berg  per Teldec, con la Dresdner Staatskapelle diretta da Giuseppe Sinopoli.
Ha inciso inoltre per BMG il Concerto Echoing Curves di Luciano Berio sotto la sua direzione: è una delle tappe fondamentali di una stretta collaborazione con il compositore, accanto al quale Lucchesini vede nascere l’ultimo e impegnativo lavoro per pianoforte solo, la Sonata, eseguita in prima mondiale nel 2001 e successivamente consegnata – con tutte le altre opere pianistiche di Berio – a un disco AVIE Records  che riceve unanime plauso dalla critica internazionale. Altrettanto festeggiata la registrazione dal vivo che Lucchesini realizza del ciclo integrale delle 32 Sonate di Beethoven per Stradivarius: la raccolta ottiene tra l’altro il riconoscimento di “Disco del mese” della prestigiosa rivista tedesca Fonoforum. Il disco dedicato agli Improvvisi di Schubert, incisi per AVIE Records è stato accolto con entusiasmo dalla critica internazionale, tanto da essere nominato “Disco del mese” da Musicweb International.
Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni sia un dovere morale, Lucchesini si dedica con passione all’insegnamento ed è inoltre invitato a tenere masterclass presso importanti istituzioni musicali europee, quali la Musik Hochschule di Hannover, il Sommer Wasserbuger Festspiele e il Mozarteum di Salisburgo.
Dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia.
Tra gli impegni più recenti ricordiamo il concerto alla Scala di Milano con la direzione di Franz Welser Moest e il debutto con la Belgrad Symphony Orchestra. La stagione 2016/17 vede il ritorno alla RAI di Torino con la direzione di Dennis Russell Davies; a Roma con l’Orchestra di Santa Cecilia e la direzione di Myung Wun Chung; a Milano all’Auditorium de laVerdi, oltre a una serie di concerti in Spagna e in Germania.

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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