L’Una dell’Altra scritto e diretto da Valentina D’Andrea
con Flavia G. de Lipsis e Valentina D’Andrea

22 e 23 dicembre h. 20:45
Teatro Lo Spazio
Via Locri 42 Roma
SINOSSI
Due donne s’incontrano all’uscita di una discoteca e,
aspettando il notturno, mentre gli uccellini si svegliano, ripercorrono oniricamente le loro vite, svuotando le rispettive borse di parole non dette.

L’Una è un gabbiano che ha spiccato il volo per non sentire la “puzza” degli uomini e il loro rumore.
L’Altra, è una gatta che si struscia al mondo.
E se ogni tanto i gabbiani, attratti dall’immondizia, scendono a terra, i gatti vorrebbero staccarsi e volare.

Pur essendo opposte, soffrono lo stesso male.
Cresciute con sogni di gloria, si ritrovano alla periferia della speranza, a desiderare d’essere qualcos’ALTRO, e a un soffio dall’esplosione.

“All’inizio era tutto Bianco”
“Anche noi eravamo bianche”
“….come lo sperma…”
“….E noi quello Eravamo……”

info e prenotazioni
347/0168849 – 06/77076486
valentinadandrea78@gmail.com
https://www.facebook.com/valentina.dandrea.35
Evento fb
https://www.facebook.com/events/1016386231715364/
COSTO BIGLIETTO 10 euro.

NOTE D’AUTORE
Lo spettacolo parla di una generazione (quella degli attuali trentenni/quarantenni) cresciuta a pane e sogni di gloria, una generazione che è stata messa in attesa, in attesa di una fama che non arriva.
Una generazione che ha vissuto rincorrendo un’immagine che non esiste nella realtà e che si ritrova a trenta/quarant’anni a non sapere chi E’…
Da qui gli attacchi di PANICO, molto frequenti ANCHE nelle generazioni degli attuali teeneger..distratti da sé stessi soprattutto a causa della tecnologia e dell’abuso che se ne fa, e in perenne LOTTA contro se stessi per apparire agli altri.

Ormai il bisogno di farsi vedere sta diventando primario, a discapito di quella che dovrebbe essere la base del vivere sano, cioè l’ascolto di sé, il sentire il proprio corpo, le proprie esigenze senza nulla dover dimostrare.

Avremmo TUTTI bisogno di spegnere i fari che ci mettono sotto osservazione e di stare un pò col nostro corpo al buio, sentirne il respiro e il battito, per riscoprire una luce, che non è fatua, ma VERA: la luce di dentro, l’unica in grado di farci VIVERE.
Il resto è SOLO una lunga sopravvivenza al servizio degli altri fino a perdere completamente il contatto con sé.

Lucy e Pina, le protagoniste di “L’Una dell’Altra” , vorrebbero essere l’una, l’altra e viceversa, perché non sono state AMATE per quello che erano e sono state educate ad essere di PIù.

C’è forte in loro anche il tema della SESSUALITà, come forma di seduzione che i loro genitori hanno attuato sulle due, e come forma di SEDUZIONE che loro potrebbero RIVERSARE sui propri figli, se ne avessero, sempre e solo per un forte e universale BISOGNO D’AMORE, che se non si trova dentro di sé, si cerca, con le unghie e con i denti, negli altri, anche nei figli.

La notte in cui si incontrano, all’uscita di una discoteca, aspettando il notturno – come si aspetta un Dio che non si vede, un lavoro che non arriva, un amore che pare non esista – le due, scontrandosi e confrontandosi, prenderanno consapevolezza che tutto all’inizio era BIANCO, “senza trucco”, senza orpelli, NATURALE…Che LORO da bambine erano BIANCHE … e che forse devono RIPARTIRE da lì, dal BIANCO, come il mare quando si sbatte sugli scogli.

Walter Nicoletti
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