“E se mi comprassi una sedia?” la risposta napoletanaal film campione d’incassi di Checco Zalone

Parte da Napoli la sfida a “Quo Vado?” di Checco Zalone. Con coraggio, irriverenza e un pizzico di provocazione, il film “E se mi comprassi una sedia?” vuole competere con il fenomeno campione d’incassi, raccontando un pezzo d’Italia, quella della produzione cinematografica, i suoi bisogni ed i suoi sogni. Scritta, diretta e interpretata da Pasquale Falcone (“Amore con la S Maiuscola”, “Lista civica di provocazione”, “Io non ci casco”), la pellicola è impreziosita da tre citazioni, tratte dai film “Cosi parlò bellavista”, “Miserie e Nobiltà” e da uno sketch di Massimo Troisi. “E se mi comprassi una sedia?” annovera un nutrito cast composto da Gianni Ferreri, Tano Mongelli, Fabio Massa, Elena Baldi, e può contare sulla partecipazione straordinaria di Benedetto Casillo e Sergio Solli di nuovo insieme dopo 32 anni in un film, e quella amichevole di Nicola Acunzo, Salvatore Cantalupo, Rosaria De Cicco, Ernesto Lama e Pietro De Silva. Musiche originali dirette e orchestrate da Sandro Di Stefano. Non si può lanciare una sfida a Zalone senza chiamarlo in causa. Ed è così che la sfida si tramuta in omaggio perché lo stesso Checco Zalone comparirà in maniera “indiretta”, in una video intervista rilasciata alla trasmissione “Niente di Personale” condotta da Antonello Piroso su La7. Prodotto e distribuito da Nicola D’Auria per Pragma, il film sarà nei cinema dall’11 maggio. «Una commedia brillante anche un po’ favola – spiega il regista – un progetto, provocatorio e ambizioso figlio di una piccola produzione cinematografica. Un film libero di giocare con gli ingredienti del genere commedia, ma anche più vivo e meno scritto, più attento allo stile che alle tematiche, ai volti che ai tramonti. Libero, e alla ricerca di nuove sperimentazioni, incurante delle convenzioni che separano il documentario dalla finzione, l’approccio realistico da quello concettuale, l’osservazione dall’interpretazione». SINOSSI BREVE. Due produttori cinematografici, i fratelli Tavani, titolari di una piccola società di produzione cinematografica “Tavani Brass”, visto il successo ottenuto dai film di Checco Zalone, propongono a uno sconosciuto cantante partenopeo “Chicco Resina” di realizzare un film per intercettare in qualche modo la scia del successo del film campione d’incassi in Italia. Parte da Napoli la sfida al film campione d’incassi. Riusciranno nell’impresa?

 

E se mi comprassi una sedia?

Un film di Pasquale Falcone

NOTE di REGIA

Parte da Napoli la sfida impossibile al film Italiano campione d’incassi.Su queste premesse nasce questo progetto, provocatorio e ambizioso. Una commedia brillante anche un po’ favola, che nasconde anche una satira pungente.Un film più libero di giocare con gli ingredienti del genere commedia, ma anche più vivo e meno scritto di altri, più attento allo stile che alle tematiche, ai volti che ai tramonti. Libero, alla ricerca di nuove sperimentazioni, incurante delle convenzioni che separano il documentario dalla finzione, l’approccio realistico da quello concettuale, l’osservazione dall’interpretazione. Girato con una vena realistica e insieme grottesca per tratteggiare uno spicchio d’Italia, in particolare quello della produzione cinematografica e del mondo dello spettacolo in genere, raccontando con sensibilità e senza falsi buonismi, o soliti stereotipi, debolezze e rapporti umani. Una vicenda divertente che racconta un pezzo d’Italia, quella della produzione cinematografica, i suoi bisogni ed i suoi sogni. Durante il racconto tre citazioni, due tratte dai film “Cosi parlò bellavista” e “Miserie e Nobiltà”e una da uno sketch di Massimo Troisi che,renderanno il racconto divertente.L’addizione di battute comiche lascia il posto all’evoluzione del soggetto, che mormora un mormorio anti-istituzionale (e confessionale) nemmeno troppo sottotraccia.Pasquale Falcone

 

SINOSSI BREVE

Due produttori cinematografici, i fratelli Tavani Brass, visto il successo ottenuto dai film di Checco Zalone, propongono ad uno sconosciuto cantante Chicco Resina di realizzare un film per intercettare in qualche modo la scia del successo del film campione d’incassi in talia. Nonostante gli sforzi non riusciranno nell’impresa.

SOGGETTO

Gaetano e Gennaro Tavani sono due fratelli alle soglie dei cinquantanni, hanno nove mesi di differenza l’uno dall’altro.

Il primo,Gaetano, con piccole esperienze attoriali, il secondo,Gennaro, con alle spalle alcune sceneggiature scritte e qualche piccolo film come regista, aprono una società di produzioni “cinematografiche” -Tavani Brass-,occupandosi principalmente di piccoli spot pubblicitari, video pre-diociottesimo, matrimoni.Il loro sogno è quello di poter realizzare un film di successo.Entrambi separati, vivono in una Roulotte, unico bene nella loro disponibilità di quella che un tempo era un bellissimo villaggio turistico nel Cilento. Gaetanoè esuberante, facilone, sempre propositivo, pronto ad ogni compromesso. Gennaro più riflessivo, concreto, coerente con le sue idee.Una notte,Gaetano sogna il grande Eduardoche gli consiglia di realizzare un film come risposta napoletana al film italiano di maggior incasso: QUO VADO?.Gaetano,folgorato da questo sogno,intravede l’idea giusta per la rivincita verso la vita, e convince il fratello a ricercare uncomicattore/cantante quasi sconosciuto, per proporgli di realizzare il film.Gaetano con sicurezza, e Gennaro con maggiore perplessità, dopo una serie di provini,scelgono il cantante Chicco Resina,famoso soprattutto per le esibizioni nei pub partenopei, proponendogli spudoratamente di realizzare il film rinunciando ad ogni tipo di pretesa economica, praticamente senza sord. Parte l’avventura per la preparazione del film. Scrittura della sceneggiatura, cast,ricerca fondi (product placement, finanziamenti esterni).Durante questo percorso un’analisi riflessiva su quello che può essere la preparazione per la realizzazione di un film vista da due punti di vista diversi:
Gaetano,con gli occhi dell’entusiasmo, del tutto si può fare, di uno che crede anche nei miracoli prendendo il tutto con una facilità ai limiti della cialtroneria.Gennaro,più pacato, riflessivo, attento alle problematiche, consapevole che il cinema è pur sempre un’industria, dove nonostante le nuove tecnologie che hanno abbassato i costi di produzione, realizzare un film non è cosa facile. Su questi due punti di vista la battuta più bella ed emblematica del film è proprio:”restano i miracoli”, che dice Gaetano commentando le perplessità del fratello,”non in Italia”,chiosa di Gennaro.Il finale si preoccuperà,poi,di illuminare il concetto.Durante il racconto tre citazioni, due tratte dai film “ Cosi parlò bellavista” e “Miserie e Nobiltà” e una da uno sketch di Massimo Troisi che,renderanno il racconto divertente.L’addizione di battute comiche lascia il posto all’evoluzione del soggetto, che mormora un mormorio anti-istituzionale (e confessionale),nemmeno troppo sottotraccia.Alla fine dopo varie peripezie non riusciranno a realizzare il film ed in un doppio finale (elemento che ha caratterizzato tutti i mie film) vedremo da una parte la loro delusione e quella di Checco,che aveva poi alla fine accettato la sfida e creduto nel progetto, e dal’altra un concerto dello stesso Checco Resina in sala cinematografica.

Vito
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