Musica in 8D impazza su WhatsApp

Le canzoni registrate con la tecnologia 8D sono diventate virali in questi giorni: ecco di cosa si tratta e in che modo riescono ad affascinarci

Notifica di WhatsApp: in un gruppo è arrivato un file audio con un messaggio «provate raga: mettete le cuffie e ascoltate». All’inizio, come sempre, fa capolino un po’ di scetticismo; poi però quell’amico insiste: «ascolta con le cuffie, fidati di me». Così, complice anche il tempo a disposizione, gli si concede una possibilità. E la prima reazione è all’insegna dell’entusiasmo e dello stupore. «È una figata, una sensazione stranissima che non saprei descrivere. Cioè sembra di stare dentro a un locale» commenta un altro amico.

Ma questo benedetto audio cosa contiene? La risposta è una canzone, o comunque della musica, in 8D. La condivisione di file con questa tecnologia del suono è diventata virale in poche ore su WhatsApp; in numerosi gruppi sono fioccate così le canzoni registrate con questa tecnica audio.

Per provare a descrivere l’effetto potremmo dire che con l’8D sembra che l’audio arrivi da più punti e che la sorgente sonora sia dinamica. Alcuni hanno l’impressione quindi che la musica si muova intorno alla testa, passando da un orecchio all’altro. Non solo: si arriva a un maggiore realismo sonoro che ricorda l’ascolto di musica dal vivo. Non è un caso, infatti, che questa tecnica non sia stata applicata solo alle canzoni.

L’effetto è piuttosto seducente e porta inevitabilmente, subito dopo la scoperta, ad ascoltare più tracce. L’unica condizione tecnica indispensabile è quella di indossare degli auricolari o delle cuffie. Senza, infatti, questa “illusione acustica” scompare e si perde la magia dell’esperienza.

Per capire di cosa stiamo parlando, se non avete ancora ricevuto un esempio su WhatsApp o se siete stati troppo scettici per ascoltarlo, potete provare – con le cuffie! – l’Hallelujah dei Pentatonix la cui natura corale amplifica ulteriormente l’effetto immersivo di questa tecnologia audio.

Walter Nicoletti
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