PETER BROOK e Roma: “un segno d’amore” – consegnata la Lupa Capitolina al Teatro Argentina

10/05/2016 Roma, Teatro Argentina, in scena Battlefield tratto da Il Mahabharata, nella foto il direttore del teatro Antonio Calbi con il prefetto di Roma Francesco Paolo Tronca con Peter Brook premiato con la Lupa Capitolina

Si è tenuta ieri, mercoledì 11 maggio, sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma, la cerimonia di consegna della Lupa Capitolina a Peter Brook, l’alta onorificenza cittadina in segno di gratitudine per il prestigio internazionale e l’opera svolta dal maestro.
A premiare il grande innovatore del teatro europeo, il Commissario Straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, e il direttore del Teatro di Roma, Antonio Calbi, che hanno consegnato la Lupa Capitolina a conclusione della prima rappresentazione dello spettacolo Battlefield, tratto dal suo Mahabharata, monumentale opera tratta dal celebre poema epico indiano, che Peter Brook riporta a teatro a trent’anni di distanza creandone una quintessenza, settanta minuti di teatro allo stato puro.
Il direttore Calbi, emozionato come tutto il teatro dal lungo applauso e da una affettuosa standing ovation, ha ricordato «la lunga ricerca del maestro, durata una vita intera, la verità e la purezza del rito teatrale, ricordando le altre volte che Brook è stato a Roma, come per Carmen, quando svuotò la platea dell’Argentina riempiendola di sabbia».
Per il commissario Tronca è stata l’occasione per ricordare come «Roma abbia bisogno di quella forza che è data dalla cultura. E con questo simbolo, che ha più di 2000 anni, vogliamo esprimere l’immensa gratitudine e ammirazione per un grande maestro del palcoscenico che ha speso una vita a favore dell’arte». Il maestro, gioioso e semplice come sempre, si è rivolto alla platea del Teatro Argentina illuminandola con parole di raffinata dolcezza e sentita partecipazione: «Sono molto toccato nel cuore. E il cuore di tutti i romani è qui questa sera. Questo teatro antico è come un grande cuore della città che ci accoglie tutti. Grazie a tutti voi per questo segno d’amore».

Walter Nicoletti
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