Putin tra i malati di Coronavirus

Se lo zar ci mette il corpo, vuol dire che la situazione è seria. Vladimir Putin oggi ha infatti visitato l’ospedale Komunarka di Mosca, dove vengono ricoverati i casi sospetti di coronavirus. Il presidente si è fatto riprendere mentre si calava in una tuta protettiva gialla e poi, indossata una maschera simil palombaro, si inoltrata nel reparto malattie infettive accompagnato dal personale sanitario e dal primario Denis Protsenko. Le immagini faranno il giro di Russia – forse del mondo – e dunque non sono state girate a caso: il messaggio è voluto.


    Il Cremlino, insomma, dopo la fase “tutto sotto controllo” sta rapidamente passando a quella “siamo pronti alla guerra”.
    Dunque il comandante in capo ispeziona le truppe al fronte. Che in questo caso sono medici, infermieri e ospedali. La costruzione di un secondo centro, sempre a Komunarka, sta procedendo a tappe forzate. D’altra parte la battaglia principale contro il virus sarà combattuta proprio nella capitale. Il sindaco, Serghei Sobyanin, che poi è anche il capo del gruppo di coordinamento nella lotta al virus, in un incontro con Putin, prima della visita, è stato franco. “La situazione è grave, la dinamica del contagio a Mosca è importante”, ha detto.
    “Le misure che abbiamo intrapreso qui vanno estese nelle provincie: numeri bassi di contagio possono non corrispondere a una bassa diffusione”.
    Già. Si mormorava, ora si ammette. E se Mosca tutto sommato potrebbe essere pronta, con gli oltre 5mila ventilatori polmonari già stoccati in città, è nella Russia profonda, laddove lo Stato da sempre scricchiola, che si teme il peggio.
    Le indiscrezioni che trapelano non sono incoraggianti, pare che manchino persino le risorse più essenziali. Ma il vento, nei palazzi, sembra perlomeno cambiato. (ANSA)

Walter Nicoletti
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