Scena Pubblica – cultura permanente a Tor Marancia: un teatro a cielo aperto

locandina web scena pubblica

Scena Pubblica – cultura permanente a Tor Marancia: un teatro a cielo aperto
Dal 4 Febbraio al 29 Marzo a Tor Marancia

Nell’ambito dell’iniziativa “Extra in Roma” di Zètema Progetto Cultura, nasce Scena Pubblica – cultura permanente a Tor Marancia, un progetto artistico urbano che coinvolgerà per circa due mesi il Municipio Roma VIII in un solo grande evento. Roma è una città dal grande fermento artistico, eppure nella zona di Tor Marancia mancava un’offerta culturale di qualità.
Scena Pubblica ha l’intento di rilanciare l’arte nel quartiere, ponendosi in modo informale, affinché chiunque possa usufruire dello spettacolo, senza doverlo cercare in un teatro. L’iniziativa è promossa dall’ Associazione Culturale Twain, con la direzione artistica di Loredana Parrella e Marco Chenevier.
Dal 4 Febbraio al 29 Marzo 2015 si troveranno concerti nelle piazze, performance di danza contemporanea nel parco, reading letterari nelle enoteche, laboratori nelle scuole, spettacoli teatrali nei centri anziani e nei bar e molto altro ancora.
L’offerta è rivolta agli abitanti del quartiere, ma anche al grande pubblico: la scelta sarà vasta e destinata a tutte le fasce d’età; infatti tutti gli eventi e le iniziative comprendono sia attività di spettacolo dal vivo che di formazione, per bambini, adolescenti e anziani. Particolare attenzione sarà dedicata alla scena contemporanea.
“Scena Pubblica” propone la fruizione degli spettacoli in spazi non convenzionali, con l’obiettivo di trasformare Tor Marancia in un grande teatro a cielo aperto: un’occasione per far conoscere la scena contemporanea italiana, ma anche per stimolare la crescita culturale nel quartiere.
L’intero progetto verrà seguito e documentato dalla videomaker e fotografa Simona Pampallona; l’artista creerà un documentario che verrà proiettato e consegnato al Municipio VIII e a Zètema Progetto Cultura, come documento delle attività svolte nel quartiere.
Parallelamente allo spettacolo dal vivo, si svilupperà il progetto di street art interattiva “I love Tor Marancia”, un progetto che racconterà il quartiere a partire dalle storie di alcuni personaggi della zona. Si tratta dell’ideazione di una sorta di “guida alternativa” alla storia del quartiere e ai suoi personaggi. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con Mondo Bizzarro Gallery e l’Associazione del Parco della Torre di Tor Marancia.
Tutti gli spettacoli e laboratori saranno gratuiti per il pubblico.
Per il programma dettagliato: https://scenapubblica.wordpress.com/
Il progetto è finanziato da Zètema Progetto Cultura, Roma Capitale e Roma d’Inverno 2014|2015. Con il patrocinio del Municipio Roma VIII e del Presidente Andrea Catarci.
Prodotto e organizzato da Associazione Culturale Twain, centro delle attività di Cie Twain physcal dance theatre, compagnia produzione danza, sostenuta dal MiBACT- Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, e di OFFicinaTwaIN 14/16, Officina Culturale Regione Lazio.
In collaborazione con TIDA, Teatro Instabile di Aosta.

PROGRAMMA

SCENA PUBBLICA CULTURA PERMANENTE A TOR MARANCIA

DIREZIONE ARTISTICA LOREDANA PARRELLA, MARCO CHENEVIER
CALENDARIO DEL FESTIVAL FEBBRAIO
mercoledi 4 febbraio
h 11.00 Orchestra Malancia – musica – Mercato Montagnola, Viale Pico della Mirandola
venerdi 6 febbraio
h 11.00 Cie Twain & Diesis Teatrango, “Il mago dei Fiori” – teatro e danza per bambini – scuola elementare d’ Antona Biagi, Via di Grotta Perfetta 615
sabato 7 febbraio
h 11.00 Orchestra Malancia – musica – Parco del Caravaggio, Piazzale del Caravaggio
h 12:15 TIDA, “Playlist” – Danza contemporanea – Parco del Caravaggio, Piazzale del Caravaggio
h 17:00 Bartolini/Baronio, “Tu-Two”- teatro – Bar Bompiani, Via Benedetto Bompiani 8
domenica 8 febbraio
h 11:00 La settimana dopo, “Old Jazz orchestra” – teatro – Parco del casale Ceribelli, Viale Pico della Mirandola 48
h 17:00 Carullo/Minasi, “Due passi sono” – teatro – Centro Anziani Ciribelli, Viale Pico della Mirandola 48
mercoledi 11 febbraio
h 11:00 Le Cardamomò – musica – Mercato Montagnola, Viale Pico della Mirandola
venerdi 13 febbraio
h 20:00 Angelo Sigaro Conti/Cristiano Armati/Yari Selvetella, “Lettere dalla strada” – reading letterario – Enoteca Vino Tinto, Via Salvatore di Giacomo 10
sabato 14 febbraio
h 11:00 Orchestra Malancia – musica – Largo Bompiani
h 12:15 Cie Twain physical dance theatre, “Profumo” – danza contemporanea – Largo Bompiani
h 18:30 Ulderico Pesce, “Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia” – teatro – Centro anziani San Michele, Piazzale Antonio Tosti 4
domenica 15 febbraio
h 11:00 Orchestra Malancia – musica – Parco della Torre, Viale Tor Marancia 29
h 12:15 Cie Twain e TIDA , disloc actions – danza contemporanea – Parco della Torre, Viale Tor Marancia 29
h 17:00 Quinto Quarto Trio – musica – Bar Bompiani, Via Benedetto Bompiani 8

MARZO
sabato 14 marzo
realizzazione dell’opera muraria del progetto di street art I LOVE TOR MARANCIA – Parco della Torre, Viale Tor Marancia 29
mercoledi 25 marzo
h 11:00 Le Cardamomò – musica – Mercato Montagnola, Viale Pico della Mirandola
sabato 28 marzo
h 17:00 Taxi de Brousse – musica – Emmaus, Via del Casale de Merode 8
h 18:30 – Settimo Cielo, “I casi di Monsieur M.”- teatro – Enoteca Vino Tinto, Via Salvatore di Giacomo 10
domenica 29 marzo
h 11:00 Ponentino Trio – musica – Parco della Torre, Viale Tor Marancia 29
h 12:15 Pablo Tapia Leyton, “Performance sulla Resistenza Urbana” – danza contemporanea – Parco della Torre, Via Tor Marancia 29
h 17:00 Ponentino Trio – musica – Centro Anziani Ceribelli, Viale Pico della Mirandola 48

SPETTACOLI

Sycamore Company – Tamara Bartolini e Michele Baronio
“TU_TWO”
(teatro)
TU_TWO viaggio della mente, buco da cui guardare. Due sospesi,alla fine o all inizio di un viaggio, risucchiati dal mondo di fuori, chius i dentro un paesaggio sonoro che pesa come un eredità e vomita la storia. Lo sguardo reintroduce la vita e rende – chi è guardato e chi guarda – compatibile, simile, umano. Nella brevità del suo accadere è un privilegio d’intimità a dispetto del gelo di relazioni disumane. Così vicini così lontani i due sono incapaci di guardarsi, toccarsi, amarsi. L intimità cambierà il ritratto con un gesto d i spontaneità inattesa, basterà un attimo per riconoscersi e partire e la macchina diventerà un palco, i due un duo pronti per il concerto, per il gioco del teatro, per condividere cataste di desideri e tenere vivo il fuoco del nostro stare al mondo. TU_TWO chiede di pensarsi uno nel due senza la fusione mortifera, chiede allo spettatore e a chi lo sta scrivendo con il proprio corpo, carne, ossa, sangue, di seguire le vene, il fuori che entra dentro, sentirlo premere nei polsi e spingerlo da qualche parte per operare io, tu, noi – due – una trasmutazione alchemica di elementi costitutivi, di rabbia in amore. E ci sei Tu. E Tu. E anche Tu. E ci si guarda finalmente e si allenta la tensione, i muscoli intravisti da dietro, il collo, la nuca, si accende la luce per ridere, giocare. Perché TU_TWO è riso e amore che ci contrae come muscolo unico in un corpo molto più esteso di quello che ci portiamo in giro.

Cie Twain physical dance theatre
“Profumo”
(danza contemporanea)
Ogni profumo ha una storia da raccontare, la sua presenza inebria e condiziona da sempre il respiro. Aromi intriganti che risvegliano memorie sopite e desideri dove il corpo è sia veicolo che metafora. Patrick Suskind ne Il Profumo dice: “Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere […] Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.” Una performance nella quale il corpo, unico protagonista, si rivela attraverso una tensione insolubile, per risalire a quello slancio vitale che oscilla tra l’affermazione dell’essere e il suo smarrimento. Una domanda riecheggia silente tra i corpi dei danzatori: e se chi riuscisse a catturare i profumi potesse catturare l’essenza delle cose?

Cie Twain & Diesis Teatrango
“Il Mago dei fiori”
(spettacolo con musica e danza per bambini)
Lo spettacolo nasce da un breve racconto scritto da Piero Chierici e portato sulla scena, per i più piccoli, dall’incontro dell’autore con la coreografa Loredana Parrella. Una storia che racconta della paura di ciò che non si conosce e che ci sembra diverso. Un incontro di sensibilità e linguaggi che offre, sul filo del racconto, una suggestiva drammaturgia di segni sul percorso da compiere per la propria crescita.

Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
“Due Passi sono”
(teatro)
Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia.

La settimana dopo
“Old Jazz Orchestra”
(musica e teatro)
Teresa, Tomasine e Antonio sono i membri della Old Jazz Orchestra, micro big band che ha calcato le scene americane per oltre mezzo secolo tra Varietà e Music Hall al fianco dei più grandi artisti di fine millennio. Oggi la band è di nuovo eccezionalmente in tournée in occasione delle nozze d’oro di Tomasine e Teresa, ormai nonni. Antonio Muffata (formidabile chitarrista) ha lasciato la band e oggi gestisce felicemente un emporio in Kentuky; a sostituirlo sul palco c’è Raffaele Pischiuli, nipote dei nonni, cantautore in erba e rappresentante delle giovani generazioni. La band non ha però perso la sua verve, il repertorio che come sempre spazia tra jazz, diexeland e klezmer, ha ancora la presa di un tempo sul pubblico. Sono tuttavia innegabili gli acciacchi dell’età: Nonno Tomasine ha, come sempre, voglia di raccontare le sue avventure, ma la memoria non lo aiuta, ed il formidabile rock and roll acrobatico che ha reso Teresa celebre in mezza america è oggi rimpiazzato da un perizioso lavoro a maglia. Raffele si ritrova per la prima volta in vita sua su un palcoscenico a dover gestire le tenere follie della coppia ottuagenaria.

Le Cardamomò
(musica)
Le Cardamomò sono: Antonia Harper, violino e voce; Marta Vitalini, organetto; Gioia Di Biagio, organetto; Ivan Radicioni, fiati e alla chitarra.
Le Cardamomò nascono agli albori del 2010 proponendo un repertorio nostalgico e retro, ispirato alla tradizione francese, italiana e balcanica. Sul palco uno spettacolo di musiche d’atmosfera, chansons francesi e balli balcanici, personaggi “fantareali” e maschere vittoriane. Gli strumenti: voce lirica, violino, organetti e bombardino. Armati di questi, i musicisti accompagnano gli spettatori in una sorta di viaggio metaforico nei porti, le piazze, le osterie e le sale da ballo di un’Europa ormai dimenticata.
Il repertorio musicale de Le Cardamomò comprende pezzi originali, alcuni ispirati alla tradizione altri più sperimental, e rivisitazioni di autori di oggi (Massimo Ombres, Yann Tiersen, Mario Salvi, Riccardo Tesi, Goran Bregovic, Stefan Delicq) e di ieri (Edith Piaf, Luis Gardel, Lucienne Delyle).
Le Cardamomò hanno suonato in festival, teatri e locali (Casa del Jazz a Roma, Platoon Kunsthalle a Berlino) e portato il loro spettacolo musicale in Italia e all’estero (Teatro del Sale a Firenze, Theatre de Verre a Parigi). Nel 2013 hanno composte e eseguito le musiche per lo spettacolo “Manchi solo tu” su testi di Concita De Gregorio in scena al Teatro Valle di Roma.
Hanno all’attivo due album indipendenti: il primo, Cardamomò, vede la collaborazione, tra gli altri, di Alessandro Pieravanti del Muro del Canto alle percussioni e di Pietro Santangelo degli Slivovitz agli effetti sonori. L’album è stato presentato dal vivo e in diverse radio e recensito sulla rivista il Mucchio selvaggio. Il secondo, “Valse de Meduse” è la colonna sonora dello spettacolo musicale omonimo ed è stato presentato a Parigi a ottobre 2014.
Dallo spettacolo è nato anche un videoclip, “Valse de Meduse”, ideato da Gioia Di Biagio e realizzato con la tecnica delle ombre cinesi e con la motion graphics in collaborazione con i collettivi SoWhat e Rat Creative di Roma. Il video ha vinto diversi premi nazionali ed è stato nominato ai Berlin Music Video Awards 2014.
Per il 2015 Le Cardamomò hanno in programma diversi progetti, tra cui una tournèe negli Stati Uniti.
Angelo “sigaro” Conti, Yari Selvetella, Cristiano Armati
“Lettere dalla strada”
(reading)
Tutto è cominciato dalla strada. Il luogo dove siamo cresciuti, in cui ci siamo incontrati e dove restiamo,saldamenti ancorati alla realtà, nel tentativo di conoscerla e con la volontà di cambiarla. Le Lettere dalla Strada vengono da qui. Una storia di scrittura, musica e amicizia che unisce i componenti di uno spettacolo che si completa sera dopo sera, storia dopo storia, bevuta dopo bevuta. In Lettere dalla Strada c’è la musica e la poesia di Angelo “Sigaro” Conti, voce storica della Banda Bassotti; la scrittura e la voce di Yari Selvetella, già insieme a Sigaro nei Vento dall’Est e poi autore di numerosi libri, canzoni e poesie; e la scrittura e la voce di Cristiano Armati, autore di lavori come “Cuori rossi” e “Italia criminale”. Insieme a loro, le mille voci di una periferia terribile e vitale: un ritmo spietato e meraviglioso sospeso tra rabbia e amore, come conviene alle vite spese sui crinali delle barricate.

Orchestra Malancia
(musica)
L’ Orchestra Malancia muove i suoi primi passi nell’autunno del 2006. La scommessa all’epoca era quella di mettere insieme un ensamble di organetti provenienti tutti dal corso di strumento tenuto da Massimo Ombres. L’esperienza maturata da quest’ultimo in formazioni come la Bosio Big Band di Ambrogio Sparagna durata oltre un decennio, ed in altre formazioni come i Musime’ e Musicimigranti, nonchè corsi o stages tenuti da affermati Maestri di strumento come Raffaele Mallozzi, Mario Salvi, Filippo Gambetta e Riccardo Tesi, hanno reso possibile quello slancio che tradotto in linguaggio popolare si chiama “TRAMANDARE LA TRADIZIONE ORALE”.Si proprio così, “trasmettere la tradizione orale”, e non è cosa da poco poter contare solo e solamente sul bagaglio “non colto”, ma fatto di sola esperienza. Questa metodica ha comunque messo da subito a proprio agio i primi componenti dell’orchestra, facendoli sentire da subito partecipi ed anche protagonisti delle prime stesure e tessiture musicali che si andavano creando, anche grazie all’apporto di altri strumenti, per creare quelle armonie che hanno dato lo slancio, il gusto, il piacere di fare musica insieme.
Direttore: Massimo Ombres Voce: Annamaria Giordano Organetti: Massimo Ombres Valeria Landolfi Luisa Pellegrini Smeralda Capizzi Daniele Fusacchia Chitarre: Giuseppe Fusacchia Basso: Ernesto Ranfi Percussioni: Roberto Militello Andrea Albanese Paolo Margutta Ghironda: Elisabetta Schettino Flauti: Stefano Gay Luisa Pellegrini Guest star Percussioni: Danilo Ombres Ernestino Pianella

Ponentino Trio
(musica)
Il repertorio del Ponentino Trio è composto delle più belle canzoni romane antiche e moderne e che comprendono brani di R. Balzani, E. Petrolini, C. Bruno, E. Di Lazzaro, R Caucci, G. Strehler, O. De Micheli, F. A. De Torres, L. L. Martelli, R. Leonardi, L. Giansanti e molti altri autori che hanno arricchito il canzoniere popolare romano, in più molti brani dal Folklore romano.Un notevole numero di stornelli a rispetto e a dispetto dalla forte carica evocativa e dalla pronunciata vena ironica completano l’atmosfera dello spettacolo. Il repertorio dei testi dell’affabulatore è basato sulle poesie dei poeti tradizionali romani: G.G.Belli, Trilussa, C. Pascarella e da alcuni contemporanei come Remo Remotti e Marcello Gazzellini. Oltre alle poesie i testi sono curati in modo da esaltare la radice della saggezza popolare attraverso i proverbi e modi di dire e da una ricerca sulla etimologia di alcuni termini in uso nella lingua romanesca attraverso i quali è reso a tutto tondo lo spirito scanzonato e goliardico degli abitanti della città dei Quiriti.
Daniela De Angelis:Cantante
Costantino Pucci:Affabulatore
Cesare Oliva:Musicista, cantante

Quinto Quarto Trio
(musica)
Due organetti diatonici e un basso elettrico, un repertorio insolito da ascolto, costituito interamente da propri brani autoriali: Quinto Quarto Trio+ nasce a Roma nel 2013, dall’unione di tre musicisti da anni attivi nella scena musicale romana. Gli arrangiamenti delle musiche, composte da Daniele Fusacchia, sono frutto di un complesso lavoro collettivo di ricerca di un insolito equilibrio tra gli organetti, tipici strumenti acustici della tradizione popolare, e il timbro elettrico del basso. Il nome del Trio contiene in sé due concetti chiave: “Quinto Quarto” si riferisce all’utilizzo molto frequente di tempi dispari, piuttosto insoliti nella musica popolare italiana; il “+” finale esprime il desiderio di incontro e collaborazione anche con altri artisti: particolarmente felice è stato l’incontro con la violoncellista della repubblica Ceca Zu Sebkova. Oltre ai concerti “normali”, il Quinto QuartoTrio+ , in collaborazione con le case editrici Orecchio Acerbo Editore e Else Edizioni, crea la colonna sonora delle “letture musicate” di Carla Ghisalberti, divertenti performances che a partire dalla lettura di un libro coinvolgono ogni volta decine di piccoli e grandi ascoltatori.
organetti: Daniele Fusacchia e Luisa Pellegrini
Basso elettrico: Ernesto Ranfi

Settimo Cielo
“I casi di Monsieur M.”
(reading teatrale)
La Parigi domestica di Maigret, con i tipici bistrot, l’appartamento di Boulevard Richard – Lenoir, la Francia provinciale delle piccole cittadine, i buoni borghesi e gli efferati assassini, le prostitute e le portinaie – figure da bestiario umano – sono i ritagli animati di una sceneggiatura perfetta, che si dipana con facilità nella mente del lettore. A questo mondo archetipico del noir, del giallo, e alla penna sincopata del suo autore, è dedicata una serie di quattro readings animati, dove due attori, con l’ausilio di una manciata di note, espresse a fior di labbra ed un corollario di suoni da vecchia trasmissione radiofonica, danno vita a utti i personaggi di altrettante inchieste criminali.I casi di Monsieur M. è una piccola biblioteca sonora.Nella semplicità della sua esecuzione entrano in gioco I registri del racconto e la performance degli attori,motore dell’azione scenica. Il pubblico è chiamato a seguire il racconto cogliendo gli indizi che porteranno alla soluzione finale, sempre imprevedibile tranne che per il commissario Maigret

Pablo Tapia Leyton
“Performance sulla resistenza urbana”
(danza contemporanea)
Performance urbana tra danza contemporanea e acrobatica che indaga sulla resistenza urbana e all’inurbamento dell’essere umano.

Taxi de Brousse
(musica)
Alice Di Clementi – voce, organetto
Michele Apperti – chitarra
Marco Migliarino – basso
Mirko Teodori – batteria
Simone Di Clementi – djembe
Andrea Albanese – dunun, congas, tamburi a cornice

Taxi de Brousse è una formazione di musica world che propone brani world, folk, etno, senza contorni e senza tradizioni da difendere. Fondere sì, ma non per scoprire come si incastra la tarantella con l ’africana o il jazz con la musica brasiliana. è un progetto che non rappresenta le contaminazioni tra generi, ma direttamente la fase successiva, il risultato di esse: una miscela di quello che è stato incontrato, visto e ascoltato nelle nostre singole esperienze musicali. Ed è quello che viene espresso nei live. Questa è la sfida e il divertimento, con la sensazione che neanche quando si attraversa l’oceano per poi tornare a casa, si riescono a distinguere più le radici mediterranee da quelle africane. Il repertorio è vario per paesi, generi, autori, tempi. I Taxi de Brousse interpretano, con propri arrangiamenti sia brani tradizionali africani che maestri della musica africana contemporanea, folk inglesi, tradizionali italiani, e strumentali di propria composizione.

Tida
“Disloc Actions” performance itineranti site specific
(danza contemporanea)
Disloc actions è uno spettacolo itinerante che si svolge in uno spazio naturalistico o architettonico. Gli artisti creano le loro performance direttamente sul luogo.Ogni itinerario diventa quindi unico e irripetibile.Acrobazie, musiche, danze e racconti vengono eseguiti site specific; gli interpreti, come spiriti della natura, diventano parte del paesaggio, gli danno vita e se ne nutrono allo stesso tempo.Ogni replica e unica perché creata direttamente sul luogo.Dopo avere effettuato il sopralluogo gli artisti creano il loro intervento adattandolo alla natura dello spazio in cui si svolgerà.

Tida
“Eckhart Project ”
(Danza contemporanea)
Un coreografia concepita in stretta connessione con la musica, un lavoro di traduzione delle note in vettori di movimento in una ricerca di consonanza con la musica, tendendo ad una perfetta sincronia e concependo il corpo stesso come “musica”.

Ulderico Pesce
“Moro: I 55 giorni che cambiarono l’Italia”
(teatro)
Il racconto scenico parte dai fatti del 16 marzo 1978 quando fu rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta: Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi. Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e casualmente, grazie al vecchio televisore Mivar, vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l’orologio della Cresima. Questa è l’immagine emblematica che ricorre più volte nelle video proiezioni, questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Imposimato titolare del processo al quale chiede di sapere la verità. Sarà il rapporto tra Ciro e il giudice, strutturato su questo forte desiderio di verità, a rendere chiaro al pubblico che la morte di Moro e dei giovani membri della scorta furono è “assecondata” dai più alti esponenti dello Stato italiano con la collaborazione dei Servizi segreti americani.

Walter Nicoletti
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