Di Raffaele Burgo

 

 

Ogni viaggio in Oriente lascia segni indelebili nel cuore, negli occhi e nella mente di chi lo “vive”, infatti la cultura che trasuda da ogni gesto, da ogni parola e da ogni pensiero attecchisce come edera.
I giorni scorsi mi hanno visto, per l’ennesima volta, viaggiatore romantico, pieno di passione e di umiltà, volare ad Hong Kong, dove mi attendeva una persona davvero speciale, una persona che ha fatto della riservatezza e del quasi eremitaggio la sua ragione di vita, in quanto desideroso di leggere in se stesso, quasi come in clausura.
Grazie ad un amico cinese di vecchia data, anch’egli Insegnante di Kung Fu, sono riuscito ad avere l’onore, la gioia e la fortuna di incontrarlo e studiare con lui per una intera settimana.
Vivere a stretto contatto con Sifu Wai Sheng Fong , vuol dire stare quasi fuori dal mondo, infatti non vuol sentire parlare di mass media in generale, quindi niente cellulare e niente computer, niente abbuffate alimentari, ma soltanto l’essenziale a tutti i livelli.
Persona estremamente duro ed esigente, ma anche estremamente gentile e modesto, ama dire che la sua decisione di vivere nell’anonimato quasi assoluto deriva dal fatto che nel momento in cui la politica è entrata nelle arti marziali, tutto è diventato confuso; si è iniziata a travisare la vera pratica, prediligendo gradi e qualifiche, coppe e medaglie, diplomi e gare fini a se stesse.
Ciò ha fatto perdere di vista i veri valori delle discipline orientali e quindi non vale più la pena di trasmettere le proprie conoscenze a gente che non riesce più a capire il significato ancestrale di tutto ciò che gli antichi Maestri avevano codificato in migliaia di anni.
Dopo un’attenta e rigorosa verifica, durata una intera giornata, dal punto di vista soprattutto mentale, umano e psicologico, atta a vedere quali erano le mie motivazioni e cosa mi aveva realmente spinto a recarmi da lui, ha iniziato a spiegare alcune antichissime tecniche di condizionamento psicofisico, che al termine della seduta hanno lasciato in me dei segni molto profondi.
Il Suo metodo è improntato su princìpi che lavorano tantissimo sulla mente ed attraverso ciò si riesce a raggiungere uno stato di quiete assoluta e, nello stesso tempo, una grande determinazione nella esecuzione degli esercizi proposti.
Subito dopo lavoro sul Qigong, attraverso tecniche segrete e concatenate tra di loro attraverso un lavoro statico-dinamico-fisico-mentale allo stesso tempo.
Ha proseguito con una durissima sezione di lavoro in coppia e devo dire che, nonostante la sua età, è in grado tranquillamente di non spostarsi nemmeno di un millimetro nemmeno contro un giovane, a dimostrazione di come il radicamento mentale e fisico sia di fondamentale importanza.
Immediatamente dopo in un suggestivo ed isolato luogo, dove si sentiva soltanto il sibilo del vento e qualche cinguettìo di uccelli, ci si è immersi in esercizi tradizionali di meditazione ed in tecniche antichissime sfruttando l’ambiente circostante. Qualcosa di davvero emozionante e coinvolgente.
Ed ecco la Tao Lu che aspettavo di imparare, in quanto il nostro amico in comune me ne aveva parlato a lungo: una Forma della Tigre tanto semplice quanto reale, profonda, bella, dura.
Vederla eseguire da Sifu Wai Sheng Fong vuol dire vedere non un uomo ma una tigre vera, le cui movenze ed il cui suono diventano un unico connubio con l’ambiente: qualcosa di straordinario.
Semplice ma decisamente incisiva, proprio perché non bada a fronzoli ma a tecniche pulite, immediate ed eseguite all’unisono con corretta respirazione, visualizzazione e lavoro di contrazione e decontrazione muscolare.
Al termine di questa splendida esperienza, mi sono ripromesso di ritornare un giorno, se la vita me ne darà possibilità, in quanto vivere momenti così altamente qualificanti dal punto di vista umano, tecnico e culturale ormai da noi è diventato quasi impossibile.
Ma non soltanto da noi, proprio perché anche in Oriente, purtroppo, ci si è adeguati a quello che il marketing marziale, perdendo di vista, anche loro, gli insegnamenti antichi e tradizionali.
Questo è stato anche uno dei motivi per cui Sifu Wai Sheng Fong si è isolato, vivendo la sua vita ascetica in modo introspettivo, da solo, con la sua pratica che gli permette di vivere in armonia con se stesso e con la natura.
Non accetta allievi, se non qualcuno che ha raggiunto una maturità tale da comprendere come la pratica deve servire a migliorarsi e non a vincere.
Non vuole fare foto, perché dice che ognuno di noi deve portarsi nel cuore il suo ricordo e meditando deve riuscire a ”vederlo” per attingere da quel ricordo energia e benessere.
Sicuramente un personaggio fuori dal nostro tempo, ma con un grande dono, che è quello della bontà e della tradizione.
Grazie, grazie per avermi fatto dono delle Sue conoscenze e grazie per avermi insegnato, nonostante ormai anche io sia avanti con gli anni, che si può praticare anche guardando un albero, il cielo, un ruscello d’acqua, una pietra, un uccello.
Un giorno forse ci rivedremo, ma anche se non fosse più possibile su questa terra, certamente ciò accadrà tra le verdi praterie, dove Dio o Buddha, che dir si voglia, gioirà nel vedere una persona come Lei che anche sulla terra è vissuto nella meditazione, nel silenzio, nel rispetto e nella introspezione, tanto utile per riscoprire i valori non soltanto delle arti marziali ma anche della vita.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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