Siamo lieti di invitarvi ai nostri prossimi appuntamenti,
a Roma a Spazio5 (via Crescenzio 99/d, a pochi passi dalla fermata metro A Ottaviano).

Mercoledì 23 novembre, alle 19.00
Roberto Ippolito presentaEuroSprechi
conversando con il giornalista Fabio Grisanti.

Giovedì 24 novembre, alle 19.00
Luigi Spera presenta ‘Crimine e Favelas
con Giuseppe Ricotta, docente dell’Università Sapienza di Roma
Gislaine Marins di RAiZ-Movimento Cidadanista.

Lunedì 28 novembre, alle 20.00
Paolo Crepet presenta ‘Baciami senza rete
conversando con il giornalista Fabio Grisanti

Giovedì 1 dicembre, alle 19.00
Gennaro Sangiuliano torna a Spazio5
con ‘Hillary. Vita e potere in una dynasty americana
conversando con il giornalista Fabio Grisanti

Mercoledì 23 novembre, alle 19.00
Roberto Ippolito presenta ‘EuroSprechi
conversando con il giornalista Fabio Grisanti.

Questo libro fa venire alla luce e rende di dominio pubblico sprechi miliardari spaventosi dell’Unione Europea: autostrade con poche auto dopo gli investimenti, aeroporti costruiti e poi deserti, tonno pagato sei volte di più, dipendenti gratificati da un’indennità extra anche se malati, proliferazione degli enti perfino con nomi simili, un immobile su cinque posseduto nel mondo non adoperato. I soli errori inficiano il 4,4 per cento di tutti i pagamenti.
“Eurosprechi” mette nero su bianco che, così com’è, l’Unione non funziona, è un sogno rovinato. Fa rabbia che la casa comune, creata per assicurare una vita migliore ai suoi cittadini, butti via con i soldi se stessa. Dagli innumerevoli episodi raccontati dettagliatamente emerge un’Europa che annaspa nelle piccole convenienze quotidiane con grandi costi. Ci sono sperperi senza fine che nessuno potrebbe mai neanche immaginare. Con un paradosso: il bilancio è in disavanzo e il tetto di Maastricht non impensierisce.
Chi crede nell’Unione Europea non può chiudere gli occhi, non deve: gli eurosprechi sono troppi e troppo abbondanti. Gli europeisti sono davvero impegnati per togliere pretesti all’azione disgregatrice? L’Unione può superare le resistenze e crescere se, oltre a ritrovare la forza dello slancio ideale e una visione solidale, affronta adeguatamente la questione dei soldi. Gli eurosprechi sono un macigno sulla strada di chi vuole gridare ancora: viva l’Europa!

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha pubblicato con Chiarelettere i libri di successo Ignoranti (2013) e Abusivi (2014). In precedenza ha firmato “Evasori” (Bompiani 2008), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani 2010) e altri titoli con Laterza. È organizzatore culturale. Fra gli eventi diretti, a Roma, la prima rassegna mai realizzata in un centro commerciale, “Libri al centro” a Cinecittà, “conPasolini”, “Nel baule” al Maxxi; a Ragusa, il festival letterario «A tutto volume». È stato editor del “Festival dell’economia” di Trento. Ha ideato e realizzato il “Tour del Brutto dell’Appia Antica”. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore comunicazione di Confindustria e direttore relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma, dove è stato anche docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo.

Giovedì 24 novembre, alle 19.00
Luigi Spera presenta ‘Crimine e Favelas
con Giuseppe Ricotta, docente dell’Università Sapienza di Roma
e Gislaine Marins di RAiZ-Movimento Cidadanista.

La parola favela è entrata ormai da decenni nel linguaggio comune. Usata quasi sempre in senso dispregiativo, per identificare aree degradate, abbandonate, dalla struttura precaria o ostaggio di malaffare e criminalità. Ma quanti tra quelli che vi fanno riferimento realmente conoscono questa realtà?
Crimine e favelas (Eiffel Edizioni, pp. 244, 15,00 euro) è utilissimo per capire come stanno realmente le cose. L’autore, infatti, fa una ricostruzione storica, urbanistica, sociale ed economica del fenomeno favela, dalla sua genesi a fine Ottocento, fino ai giorni nostri. Un quadro arricchito da una lettura critica delle varie iniziative portate avanti dalle autorità brasiliane attraverso le varie epoche storiche.
Lo scritto è utile per risalire all’origine della enorme letalità registrata nelle favelas di Rio, la puntuale analisi dello sviluppo delle politiche di pubblica sicurezza in città e in Brasile, dal periodo coloniale fino a oggi.
Con dati, documenti e interviste, Luigi Spera approfondisce in maniera minuziosa il complesso piano di pacificazione di alcune favelas carioca con la Unidade de Policia Pacificadora (UPP). Il progetto, annunciato come rivoluzionario nel 2008 e sviluppato successivamente all’indicazione di Rio come sede dei Giochi Olimpici del 2016, sarebbe dovuto essere in grado di dare l’immagine del pieno controllo da parte dello Stato del territorio delle favelas.
Messa in campo in vista delle Olimpiadi, la pacificazione rischia però di implodere proprio a ridosso dell’appuntamento più importante. La recente crisi della UPP, è raccontata con piglio di cronaca e aggiornata all’ultimo minuto.

Luigi Spera (1982) vive a Napoli. Giornalista professionista, lavora come freelance. Dopo un lungo periodo di lavoro come cronista di nera e giudiziaria in Campania avviato nel 2002; dal 2012 si dedica al reportage e il racconto dei conflitti. Realizza i suoi lavori tra Afghanistan, Medio Oriente, Bosnia, Kosovo e Brasile.
Pubblica o ha pubblicato con Il Fatto Quotidiano, Limes, Il Giornale (Gli occhi della guerra), Il Corriere della Sera, Reset, Huffington Post, Wired e altri.

Lunedì 28 novembre, alle 20.00
Paolo Crepet presenta ‘Baciami senza rete
conversando con Fabio Grisanti

«Questo libro nasce da una scritta vista su un muro di Roma: SPEGNETE FACEBOOK E BACIATEVI. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un’idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all’arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione di continuità.»
È con queste parole che Paolo Crepet introduce la sua analisi appassionata ma libera da pregiudizi della condizione dell’individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l’uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola esserci. Ma come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device? Che ne sarà della sua abilità nell’utilizzare e sviluppare il proprio apparato sensoriale? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica?
Rispondendo a questi cruciali e sempre più stringenti interrogativi che assillano in particolare genitori, insegnanti e educatori dei cosiddetti «nativi digitali», Crepet evita i toni apocalittici e la fin troppo facile demonizzazione del lato oscuro presente in ogni forma di progresso, perché «questo libro non è un atto di accusa, non è contro qualcosa. Il mio scopo fondamentale è cercare di continuare a discutere sulle conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra quotidianità. È il tentativo di sottolineare contraddizioni ed effetti collaterali di un nuovo mondo che si presenta non solo come l’ultima e più stupefacente rivoluzione industriale – quella digitale – ma, soprattutto, come una strabiliante e inattesa mutazione antropologica»..

Paolo Crepet noto psichiatra e sociologo, dal 2004 è direttore scientifico della “Scuola per genitori”. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo “L’autorità perduta”, “Elogio dell’amicizia” e “Impara a essere felice”.
Giovedì 1 dicembre, alle 19.00
Gennaro Sangiuliano torna a Spazio5
con ‘Hillary. Vita e potere in una dynasty americana
conversando con il giornalista Fabio Grisanti

La parabola personale di Hillary, da quarant’anni insediata ai vertici e nel ventre del potere americano, ripercorre la vicenda di questa grande nazione. Le conclusioni sono ancora tutte da scrivere. «Sono molto orgogliosa di essere stata una Goldwater girl , avevo idee radicate nel conservatorismo. Io non sono nata democratica.» È da questo paradosso, solo apparente, che Gennaro Sangiuliano prende le mosse per ricostruire il lungo cammino politico e sentimentale di Hillary Rodham Clinton, ex First Lady, ex Segretario di Stato durante l’amministrazione Obama ma, soprattutto, prima candidata donna alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Nata nel 1947 a Park Ridge, sobborgo di Chicago, Hillary cresce con la passione politica che respira in famiglia – il padre è un convinto anticomunista – e quel Goldwater per il quale parteggia non è altro che il candidato repubblicano nella campagna presidenziale del 1964. Dopo la febbrile stagione del ’68 e della contestazione studentesca – sono gli anni della guerra in Vietnam e delle battaglie per i diritti civili – Hillary matura una diversa coscienza politica e a Yale, dove si è iscritta per diventare avvocato, fa un incontro che le cambia la vita. Conosce un giovane brillante e carismatico dell’Arkansas («pareva un vichingo, con i capelli lunghi e la barba incolta…»), si chiama Bill e se ne innamora subito. Nasce una coppia, anzi, un vero e proprio sodalizio. Insieme si completano a vicenda: lui geniale, estroverso ma disordinato e incostante; lei diligente, perfezionista, ma capace di suscitare grandi antipatie. Entrambi puntano a una prestigiosa carriera politica e alla conquista del potere. E ci riescono. Hillary entra nello staff legale della commissione Giustizia della Camera che si occupa dell’impeachment di Nixon dopo lo scandalo Watergate; Bill diventa prima attorney general e poi governatore democratico dello Stato dell’Arkansas.

Gennaro Sangiuliano (1962) è laureato in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Diritto ed Economia, e il Master di II livello in Diritto Privato Europeo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Sapienza. Giornalista professionista, è editorialista de “Il Sole24Ore”, principale quotidiano economico italiano, e collabora con “Il Foglio”, “Il Giornale” e con il magazine “L’Espresso”. È vicedirettore del TG1, titolare del corso di Comunicazione Finanziaria presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma Sapienza e del corso di Diritto dell’Informazione del corso di Lettere dell’Università Lumsa di Roma.

Fabio Grisanti è giornalista professionista e direttore commerciale di Eur Tel, società di cui cura anche i rapporti istituzionali.

Walter Nicoletti
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