TIMVISION – Da giovedì 26 aprile torna “The Handmaid’s Tale”

The Handmaid's Tale

DOPO IL TRIONFO AGLI EMMY AWARDS e AI GOLDEN GLOBE

THE HANDMAID’S TALE

TORNA CON LA SUA

SECONDA STAGIONE

IN ESCLUSIVA SU TIMVISION DA GIOVEDÌ 26 APRILE

A MENO DI 24 ORE DALLA MESSA IN ONDA NEGLI USA

 

Dalla gravidanza di DiFred alla scoperta delle Colonie,

con Marisa Tomei, Bradley Whitford e Cherry Jones new entry nel cast

 

“The Handmaid’s Tale”, la serie tv targata MGM Television ispirata all’omonimo romanzo di Margaret Atwood (in italiano Il racconto dell’ancella), vincitrice di 8 Emmy Awards e 2 Golden Globe, torna in anteprima esclusiva per l’Italia su TIMVISION con la sua seconda stagione, da giovedì 26 aprile a meno di 24 ore dalla messa in onda negli USA.

La seconda stagione – che sarà presentata sabato (ore 11.30, Auditorium CartooNa) nella giornata inaugurale di COMICON 2018 – sarà focalizzata sulla gravidanza di Difred e sulla volontà di proteggere il suo bambino dalle terribili atrocità del regime di Gilead, lo Stato totalitario, militarizzato e misogino che ha trasformato le donne in oggetti di proprietà del regime, privandole di qualsiasi diritto. Elisabeth Moss, vincitrice di Emmy e Golden Globe come “Miglior attrice protagonista in una serie drammatica” per la sua interpretazione nella prima stagione, ha aggiunto che “il bambino che cresce dentro di lei è una bomba a orologeria. Avere un figlio è una cosa stupenda, ma Difred sa che sarebbe costretto a vivere in un mondo orribile, che le sarà portato via, che non potrà essere sua madre”.

Il terzo episodio di questa nuova stagione vedrà anche l’arrivo della madre di Difred, interpretata da Cherry Jones (Emmy come “Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica” per il ruolo di Allison Taylor in 24, American Crime, Black Mirror, Transparent), una femminista convinta che fino ad ora era stata solamente nominata in alcuni flashback. “Abbiamo pensato a lungo al suo personaggio” afferma lo showrunner Bruce Miller, “la madre di June è un personaggio importante nel libro e rappresenta un tipo di femminismo particolare, legato ad un’altra epoca”. Il casting per questo ruolo è stato estremamente importante per la stessa Elisabeth Moss, che da questa stagione veste anche i panni di executive producer: “Sono stata ossessionata da questo ruolo, Cherry era la mia scelta ideale per la parte e quando le abbiamo mandato lo script ha detto sì praticamente subito”.

“Gilead è dentro di te”, uno dei motti preferiti di zia Lydia (Ann Dowd, vincitrice dell’Emmy e nominata al Golden Globe come “Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica” per il lavoro svolto nella prima stagione), si manifesterà in tutta la sua potenza: Difred, le ancelle e tutti i principali protagonisti saranno costretti definitivamente a combattere o soccombere a questa oscura verità. Un’altra importante novità sarà rappresentata dalle “colonie”, i territori contaminati dove le cosiddette “non donne” vengono recluse con il solo scopo di eliminare le radiazioni dal terreno: qui, la speranza di vita varia dai sei mesi ad un massimo di due anni. Proprio in questi nuovi territori, inesplorati anche da Margaret Atwood nel romanzo, sarà protagonista la new entry Marisa Tomei, già vincitrice di un Oscar per My Cousin Vinny e apprezzata dal pubblico mondiale per il suo lavoro in film cult come In The Bedroom, The Wrestler, What Women Want, Spiderman: Homecoming.

Attesa anche per Bradley Whitford, già vincitore di due Emmy per West Wing – Tutti gli uomini del Presidente e Transparent, che interpreterà il Comandante Joseph Lawrence, la mente dell’economia di Gilead, un uomo rude, minaccioso e ostile, molto controverso che alternerà slanci di gentilezza ad uno humour subdolo, difficile da comprendere per la sua nuova ancella.

Nel corso di questa seconda stagione sarà anche approfondito il personaggio di Emily/DiGlen, l’ancella interpretata da Alexis Bledel, nota al pubblico mondiale per il ruolo di Rory Gilmore in Una mamma per amica e vincitrice dell’Emmy come “Miglior attrice guest in una serie drammatica” per il lavoro svolto nella prima stagione. Nel corso dei primi 10 episodi, Emily viene costretta a salire su uno dei “black van” di Gilead, probabilmente destinata ad un’esecuzione o ad una vita di lavoro e stenti nelle Colonie. In questo nuovo capitolo, anche grazie all’aiuto di ricorrenti flashback e all’arrivo di Clea DuVall (Argo, Veep, American Horror Story), che vestirà i panni della moglie di DiGlen, verranno approfonditi diversi aspetti di un personaggio che, come detto dall’executive producer Warren Littlefield “rappresenterà una parte fondamentale di questa stagione”.

In questo secondo capitolo la serie tv esplorerà trame, ambienti e personaggi inediti, mai trattati nel romanzo di Margaret Atwood. Lo showrunner Bruce Miller ha comunque affermato che “non è vero, come molti dicono, che stiamo andando ‘oltre’ il libro: nel romanzo la storia comincia, fa un salto in avanti di 200 anni per poi concludersi con una discussione accademica riguardo cosa sia successo in questo periodo di tempo. Noi non andremo oltre il libro, stiamo solo raccontando più lentamente quello che Margaret ha descritto”. Miller ha anche aggiunto che Margaret Atwood continua ad essere fortemente coinvolta nello sviluppo della serie tv: “è la nostra stella cometa, come sempre”.

“The Handmaid’s Tale”, che in questa seconda stagione sarà articolata su 13 episodi, ha riscosso globalmente un successo di critica e di pubblico testimoniato anche dai numerosissimi premi ricevuti. Dagli 8 Emmy Awards – tra cui spiccano “Miglior serie drammatica” e “Miglior attrice protagonista” per l’interpretazione di Elisabeth Moss, passando per i 2 Golden Globe nelle categorie “Miglior serie drammatica” e “Miglior attrice protagonista in una serie drammatica” sempre per Elisabeth Moss, fino ai 2 TCA Awards (“Miglior programma dell’anno” e “Miglior Drama”) e i 3 Critics’ Choice Awards (“Miglior drama”, “Miglior attrice protagonista” ad Elisabeth Moss e “Miglior attrice non protagonista” ad Ann Dowd).

Nel cast stellare, che vedrà come new entry anche Sydney Sweeney (Pretty Little Liars, Everything Sucks), nei panni di un perfetto membro della vera nuova era di fedeli di Gilead, un’ancella pia e devota che sogna di diventare la moglie di un Comandante, figurano anche Yvonne Strahovski, già protagonista di alcune serie cult degli ultimi anni come Dexter, Chuck e 24: Live another day, Joseph Fiennes (nomination a BAFTA e SAG per Shakespeare in Love, American Horror Story, Flash Forward, Il mercante di Venezia) e Samira Wiley (Poussey in Orange is the new black).

“The Handmaid’s Tale” è prodotta da MGM Television con distribuzione internazionale di MGM.

 

THE HANDMAID’S TALE

LA SECONDA STAGIONE DAL 26 APRILE SU TIMVISION

 

CURIOSITÀ E APPROFONDIMENTI

 

GILEAD COME SPECCHIO DELLA CONTEMPORANEITÀ: UN PERICOLO ATTUALE

Nonostante il romanzo di Margaret Atwood parli di un futuro distopico (sicuramente non troppo lontano visti i riferimenti a smartphone, Tinder, Uber, etc), le tematiche trattate e i pericoli che vengono rievocati risultano essere estremamente attuali: in seguito ad un attentato terroristico, gli Stati Uniti d’America impongono la legge marziale, sospendono la Costituzione. La nascente società di Gilead ne approfitta per istituire un regime totalitario, misogino, estremista; sparano a vista sulla folla manifestante, congelano i beni dei cittadini per impedire la fuga all’estero, autolegittimandosi come nuovo sistema politico affermato. In molti hanno visto delle analogie con il recente il ritorno del populismo (e del trumpismo? Si veda anche intervista di Joseph Fiennes in seguito) e delle destre più estreme in tempi in cui la paura per terrorismo ed attentati sembra ormai incontrollabile. “La serie tv si presenta allo spettatore come un’anticipazione realmente possibile di ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni” Entertainment Weekly

THE HOLLYWOOD REPORTER – Come THT rimarrà rilevante nel mondo di Trump e #MeToo https://www.hollywoodreporter.com/live-feed/handmaids-tale-season-2-bruce-miller-interview-1074657

NEW YORK TIMES – Margaret Atwood racconta il significato di The Handmaid’s tale nell’era di Trump https://www.nytimes.com/2017/03/10/books/review/margaret-atwood-handmaids-tale-age-of-trump.html

VANITY FAIR – Si tratta di una allegoria dell’era trumpista? http://www.vanityfair.com/news/2017/06/handmaids-tale-trump-era-inside-the-hive-podcast

 

IL TRIONFO AGLI EMMY 2017

The Handmaid’s tale ha trionfato ai 69° Primetime Emmy Awards aggiudicandosi tra gli altri il titolo nelle categorie “Miglior serie drammatica” e “Miglior attrice protagonista” per l’interpretazione di Elisabeth Moss. Sono 8 in totale gli Emmy conquistati dalla serie tv. Le vittorie di Ann Dowd come “Migliore attrice non protagonista in una serie drammatica”, quella dello showrunner Bruce Miller per la “Miglior sceneggiatura per una serie drammatica” e di Alexis Bledel come “Migliore attrice guest in una serie drammatica”, si affiancano ai riconoscimenti conquistati da Reed Morano come “Miglior regista in una serie drammatica” (peraltro terza donna di sempre ad aggiudicarsi questo titolo) e ai trionfi tecnici nelle categorie “Outstanding cinematography for a single-camera series” e “Outstanding production design for a narrative contemporary or fantasy program”. Da sottolineare, inoltre, come la vittoria di Hulu per la “Miglior serie drammatica” segni un momento importante, essendo la prima volta che un servizio streaming riesce ad aggiudicarsi il titolo nella categoria più prestigiosa.

 

POLEMICHE SUL ROMANZO E PRECEDENTI ADATTAMENTI

La pubblicazione del romanzo di Margaret Atwood aveva già destato numerose polemiche per la durezza delle tematiche trattate, al punto che alcune high school americane decisero di vietarne la disponibilità. La Atwood rispose ad ogni critica affermando che tutti gli episodi raccontati, dallo stupro all’infibulazione, passando per la schiavitù sessuale, sono fondati su pratiche realmente adottate contro le donne nei diversi periodi storici. Così come nel romanzo, anche nella serie tv le barbarie vengono raccontate direttamente nella loro crudeltà senza filtri, a partire dalle ancelle, costrette ad indossare tuniche rosse e copricapi bianchi che nascondono il viso, perché se lo sguardo viene giudicato indiscreto l’occhio destro viene immediatamente asportato: “siamo delle bestie da riproduzione, gli occhi non ci servono”.

BBC – Futuro distopico? No, i fatti raccontati sono interamente basati sulla storia http://www.bbc.co.uk/bbcthree/item/c7bbe6fc-f452-4015-acdb-719ff8e5d389

Il romanzo continua ad essere estremamente attuale visto che, dopo l’adattamento cinematografico del 1990 firmato da Volker Schlöndorff (vincitore dell’Oscar per il migliore film straniero nel 1980) e l’omonima opera teatrale firmata da Poul Ruders, è già in lavorazione anche una graphic novel ispirata all’opera di Margaret Atwood.

THE GUARDIAN – Focus sulle controversie del romanzo e sugli adattamenti cinematografici, teatrali, etc passati e futuri https://www.theguardian.com/books/2012/jan/20/handmaids-tale-margaret-atwood

TELEGRAPH – Gli orrori raccontati nella serie tv non sono fiction http://www.telegraph.co.uk/tv/0/horrors-handmaids-tale-arent-just-fiction-many-have-already/

IL FEMMINISMO

Il romanzo rappresenta una fonte di ispirazione; in breve tempo, già dalla sua pubblicazione nel 1985, è stato elevato a simbolo e baluardo del femminismo. Una caratteristica che si è mantenuta nella trasposizione in serie tv.

GUARDIAN – Elizabeth Moss: “Una serie tv che parla di femminismo” https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2017/jun/10/elisabeth-moss-handmaids-tale-feminist-story

THE DAILY BEAST – Elizabeth Moss: “Se le donne si uniscono e formano una resistenza, non è possibile fermarle” http://www.thedailybeast.com/elisabeth-moss-on-the-handmaids-tale-if-women-get-together-and-form-a-resistance-you-cant-stop-them

GUARDIAN – Ann Dowd: “The Handmaid’s Tale è una forma di attivismo” https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2017/jun/14/ann-dowd-interview-handmaids-tale-hulu-leftovers

NEW YORKER – Sì, The Handmaid’s tale è una serie tv femminista http://www.newyorker.com/culture/cultural-comment/yes-the-handmaids-tale-is-feminist

LA TIMES – Margaret Atwood: “The Handmaid’s Tale è un libro femminista?” http://www.latimes.com/entertainment/herocomplex/la-et-hc-margaret-atwood-feminism-handmaid-tale-20170424-htmlstory.html

GUARDIAN – Ann Dowd: “THT It’s a form of activism”

https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2017/jun/14/ann-dowd-interview-handmaids-tale-hulu-leftovers

 

IL CASO DI “NOLITE TE BASTARDES CARBORUNDORUM”  

E I TATUAGGI SIMBOLO DEL FEMMINISMO

La scritta “Nolite te bastardes carborundoum” che Difred trova incisa nell’armadio della sua camera è uno scherzo che gli studenti di latino erano soliti farsi tra di loro, non ha una vera e propria traduzione. La Atwood ha affermato di averlo sentito per la prima volta durante la sua infanzia durante una lezione; contiene solo alcune parole in latino. Moltissime persone hanno tratto ispirazione dal romanzo e hanno elevato l’espressione come un motto, un baluardo del femminismo arrivando a tutuarsi (come per altri passaggi del libro peraltro) le parole sulla pelle.

http://www.vanityfair.com/hollywood/2017/05/handmaids-tale-nolite-te-bastardes-carborundorum-origin-margaret-atwood  https://www.bustle.com/articles/85845-7-margaret-atwood-tattoo-ideas-that-humans-and-crakers-alike-will-adore

 

PROTESTE PRO ABORTO CON I COSTUMI DELLA SERIE TV

Durante una seduta del Parlamento dell’Ohio, lo scorso 13 giugno 2017 si stava discutendo una proposta di legge atta a proibire l’interruzione di gravidanza entro il secondo trimestre di gestazione: la pratica abortiva praticata più spesso nello Stato. Un gruppo di donne, chiamate a partecipare al dibattito, ha espresso il proprio dissenso in maniera del tutto inusuale, indossando gli abiti propri delle ancelle di The Handmaid’s Tale: cappotto rosso e copricapo bianco che limita lo sguardo. Non si tratta di un caso isolato: i mantelli rossi erano già stati protagonisti nel Missouri e in Texas.

HUFFINGTON POST  – http://www.huffingtonpost.com/entry/women-wore-handmaids-tale-robes-to-ohio-statehouse-to-protest-anti-abortion-law_us_5940080ee4b02402687d0047

USA TODAY _ https://www.usatoday.com/story/news/politics/2017/06/14/handmaids-tale-protesters-oppose-ohio-abortion-restrictions/395017001/

 

EPISODI STRAZIANTI CHE VEDONO PROTAGONISTE DIFRED E LE ANCELLE

Le ancelle vengono considerate degli oggetti di proprietà dello Stato, definite come “animali da riproduzione”, “ovaie con le gambe” con il solo scopo di procreare. Il concepimento tra l’ancella e il Comandante avviene alla presenza della moglie di quest’ultimo, peraltro incaricata di bloccare le mani dell’ancella durante l’atto. Una volta avvenuto il parto, il neonato viene immediatamente strappato dalle mani dell’ancella per darlo alla moglie del Comandante.

In particolari casi, le ancelle vengono invitate ad uccidere con le proprie mani, a calci e pugni, gli uomini condannati a morte con l’accusa di aver provocato un aborto o trattato un’ancella non rispettando le leggi che regolano il rapporto con le ancelle.

Difred cerca di aggrapparsi a qualsiasi cosa per non perdere la speranza: “La luna è rimasta com’era prima. È qualcosa. Quella non l’hanno cambiata”. Continua a lottare nella speranza di ritrovare la figlia: “Nulla può cambiare. Tutto deve sembrare uguale. Perché io ho intenzione di sopravvivere, per lei. Lei si chiama Hannah. Mio marito era Luke. E il mio nome è June”.

 

IL FANTISMO RELIGIOSO TOTALITARIO E DITTATORIALE

Gilead è un luogo menzionato ripetutamente nella Bibbia, la prima volta viene ripreso a Genesi 31:23. Come si diceva questa nuova “società” ha imposto un nuovo Stato militarizzato, dittatoriale, che non lascia spazio a nessuna diversità. Studenti universitari, ribelli, omosessuali, chiunque non segua la linea governativa viene ucciso pubblicamente. Ciò è possibile perché tutte le condanne vengono giustificate come volere di Dio: l’impiccagione è definita come “comune misericordia dello Stato”, l’infibulazione come “redenzione”, etc.

 

OMOSESSUALITÀ E TEMATICHE LGBT

La società di Gilead definisce gli omosessuali come “traditori di genere” e per questo, sempre appellandosi al volere di Dio, sono previste delle condanne atroci. Le tematiche LGBT vengono sviluppate nel corso degli episodi, anche attraverso l’utilizzo di flashback che mostreranno la vita delle ancelle prima e dopo la società di Gilead.

THE HOLLYWOOD REPORTER – Alexis Bledel e Samira Wiley sulla tematiche LGBT nella serie tv: http://www.hollywoodreporter.com/live-feed/handmaids-tale-lgbt-storylines-explained-samira-wiley-alexis-bledel-interview-997564

 

EMMA WATSON LASCIA 100 COPIE DI THE HANDMAID’S TALE

NEI LUOGHI SIMBOLO DI PARIGI

Emma Watson (Harry Potter, La bella e la bestia) ha “nascosto” un centinaio di copie di The Handmaid’s tale nei luoghi simbolo di Parigi

CNN – http://edition.cnn.com/2017/06/22/entertainment/emma-watson-free-books-trnd/index.html

HUFFINGTON POST – http://www.huffingtonpost.com/entry/emma-watson-is-hiding-copies-of-the-handmaids-tale-around-paris_us_594a8d9fe4b0a3a837bc1f6b

 

PARODIA AL MASCHILE

The Handmaid’s tale si è dimostrato un fenomeno di livello tale da dare il via anche alle parodie. La più cliccata è quella intitolata “They Finally Made a Handmaid’s tale for men”

http://www.radiotimes.com/news/2017-06-16/attention-meninists-theyve-finally-made-a-handmaids-tale-just-for-you

https://www.youtube.com/watch?v=ciPszqk703k

 

COLONNA SONORA

La stessa colonna sonora della prima stagione è stata interpretata come affermazione di libertà. Tra i titoli: You don’t own me (Lesley Gore); Don’t you forget about me (Simple Minds); Fuck the pain away (Peaches); Heart of glass (Blondie); Wildfire (SBTRKT); Three little birds (Bob Marley); Nothing’s gonna hurt you baby (Cigarettes after sex).

BUSTLE – https://www.bustle.com/p/the-the-handmaids-tale-soundtrack-is-expression-of-freedom-empowerment-53009

 

IL CAMEO DI MARGARET ATWOOD

Margaret Atwood, l’autrice del libro, compare in un cameo nel corso del primo episodio della prima stagione. Interpreta una Zia ripresa nell’atto di schiaffeggiare Difred, colpevole di non essersi unita al coro delle colleghe durante una “lezione”

 

DIFRED E JUNE: IL NOME PRIMA E DOPO

Nel romanzo non viene mai svelato il vero nome di Difred. Mentre nell’adattamento cinematografico del 1990 il nome nella vita precedente era Kate.

 

IL COMANDANTE E LA MOGLIE NEL LIBRO E NELLA SERIE TV

Nel libro i personaggi interpretati da Joseph Fiennes e Yvonne Strahovski sono dipinti come molto più anziani: si dice che hanno capelli grigi.

 

TRAMA GENERALE (NO SPOILER)

In un futuro non troppo lontano, gli Stati Uniti d’America sono caduti in favore della società di Gilead. Questo regime, in un mondo devastato da guerre, terrorismo e inquinamento, è guidato da estremisti religiosi che, dopo aver imposto la legge marziale e sospeso la Costituzione in seguito ad un attentato, hanno creato uno Stato totalitario, militarizzato e misogino in cui le donne vengono considerate degli oggetti di proprietà dello Stato e private di qualsiasi diritto. Studenti universitari, omosessuali (definiti come “traditori di genere”), ribelli e chiunque non segua la linea governativa, viene ucciso pubblicamente o mandato nelle “colonie” a lavorare i rifiuti tossici per poi morire avvelenato. La popolazione femminile è divisa in diverse categorie, accomunate dall’impossibilità di avere qualsiasi libertà di base: lavorare, leggere, uscire di casa, parlare o possedere denaro. Una parola sbagliata può portare alla morte dato che le condanne sono giustificate come volere di Dio. Le “ancelle”, uniche fertili fra tutte le categorie riconosciute, sono considerate utili solo per la procreazione. Vivono nella residenza del Comandante, costrette in una schiavitù sessuale giustificata dalla volontà di ripopolare un mondo ormai distrutto da catastrofi ed eventi naturali devastanti, dove solo un neonato su cinque nasce sano e in forze.

La serie tv è incentrata sulla figura dell’ancella Difred, (Di-Fred, proprietà di Fred, il suo Comandante). La protagonista ricorda perfettamente com’era la vita prima di questo regime dittatoriale, viene raccontata anche allo spettatore attraverso ricorrenti flashback che mostrano come voglia sopravvivere, ma anche ritrovare la figlia che le è stata letteralmente strappata dalle mani: “il mio nome è Difred. Prima avevo un altro nome che adesso è proibito. Tantissime cose sono proibite ormai”.

ALTRE CURIOSITÀ

THE HOLLYWOOD REPORTER – https://www.hollywoodreporter.com/live-feed/handmaids-tale-season-2-all-details-far-1078269

MARIE CLAIRE – Anticipazioni sulla seconda stagione http://www.marieclaire.com/culture/a14759556/the-handmaids-tales-season-2-spoilers-exclusive

ENTERTAINMENT WEEKLY – Focus sui costumi http://ew.com/tv/the-handmaids-tale-costumes/the-handmaids-tale-costumes-explained/

ELLE.COM – Dieci curiosità sullo show: http://www.elle.com/culture/movies-tv/news/a45025/10-things-about-the-handmaids-tale/

Vito
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